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21/6/2024 Diocesi di Verona - Inventario dei beni culturali immobili
Seminario Vescovile di Verona <Verona>
Data ultima modifica: 14/03/2018, Data creazione: 8/3/2011


Tipologia e qualificazione seminario diocesano


Denominazione Seminario Vescovile di Verona


Altre denominazioni Seminario Diocesano;Seminario Maggiore


Ambito culturale (ruolo)  architettura moderna (costruzione)
architettura moderna (facciata sinistra e biblioteca, complet. e costr. )
architettura moderna (ampliamento e rinnovamento)
architettura contemporanea (ampliamento)
architettura contemporanea (restauro)
architettura contemporanea (restauro)



Notizie storiche  1563 - 1690 (sedi precedenti carattere generale )
Il 15 luglio del 1563 il Concilio di Trento emanò il seguente decreto: “..il Santo Concilio ordina che tutte le chiese cattedrali, metropolitane ed altre superiori a queste, […] siano obbligate a mantenere e allevar nella pietà e ad istruire nella disciplina ecclesiastica un certo numero di giovanetti della loro città e diocesi, […] in un “collegio” che il vescovo sceglierà vicino alle chiese medesime o in altro conveniente luogo”. In ottemperanza di tale decreto il 23 gennaio del 1567 il vescovo di Verona Agostino Valier fondò il primo seminario cittadino. Dal 1567 al 1572 la sede fu stabilita presso l’ex convento di S. Antonio della Giara; dal 1572 al 1690 il Seminario ebbe sede presso l’ex convento di S. Bartolomeo della Levà, in Corso Porta Palio; dal 1690 al 1695 venne ospitato presso il convento di S. Gabriele sul colle di S. Felice.
1692 - 1789 (costruzione intero bene )
Nel 1692 il vescovo di Verona Pietro Leoni (1690-1697) acquistò in contrada S. Vitale alcune case di proprietà dai Padri Somaschi. Il vescovo Gianfrancesco Barbarigo (1697-1714) decise di edificare in questo luogo un grandioso edificio atto ad ospitare un buon numero di giovani chierici. La progettazione fu affidata all'arch. Ludovico Perini (con revisioni e ampliamenti operati a partire dal 1774 dall'arch. Domenico Cerati). I lavori di costruzione perdurarono per alcuni decenni ed ebbero compimento nell’ultimo anno di episcopato del vescovo Giovanni Morosini con l’inaugurazione della monumentale facciata in stile neoclassico (1789).
1801 - 1806 (sede temporanea della Curia carattere generale)
In seguito al trattato di Luneville (1801) la città di Verona fu divisa in due: la parte sinistra dell’Adige rimase all’Austria, quella destra alla Francia. Il vescovo si ritirò presso la sede di Monteforte d’Alpone e Verona ebbe due Curie. Quella di sinistra d’Adige fu stabilita fino al 1806 presso il Seminario Vescovile.
1807 - 1827 (completamento e costruzione facciata di sinistra e biblioteca)
Durante l’episcopato del vescovo Innocenzo Liruti (1807-1827) fu completata la facciata di sinistra e fu realizzata la sala della biblioteca.
1861 - 1900 (ampliamento e rinnovamento intero bene)
Durante l’episcopato del vescovo Luigi di Canossa (1861-1900) il Seminario fu ampliato con l’acquisto di alcune case attigue, l’allargamento dei cortili, la sistemazione di sei camere del Collegio Vescovile, l’erezione nella parte orientale della grande muraglia che separa il complesso dalle case di via Giusti e di una grande ala a nord.
1929 - 1935 (seminario maggiore e minore carattere generale )
Nel 1929 il seminario fu diviso in Maggiore e Minore: il primo, stabilito in un nuovo fabbricato (già del Collegio di S. Luigi) accolse gli alunni del liceo e di teologia, il secondo quelli delle classi ginnasiali. Nel 1935 tale divisione fu perfezionata, in quanto il Maggiore fu destinato ai teologi, il Minore agli studenti del liceo e del ginnasio superiore, mentre gli alunni delle prime tre classi ginnasiali furono trasferiti presso il seminario di Bussolengo o Piccolo Seminario.
1938 - 1938 (ampliamento intero bene )
Nel 1938, durante l’episcopato del vescovo Girolamo Cardinale (1923-1954) il complesso del Seminario Vescovile si dilatò in lunghezza in direzione della chiesa di S. Maria in Organo, sull’area un tempo occupata dalla sede delle Missioni Africane e del Collegio di S. Luigi. Qui furono edificate nuove aule-camerate, uno studio, un refettorio, una cappella e una biblioteca per i chierici.
1944 - 1949 (restauro intero bene )
L’8 febbraio del 1944 il complesso fu centrato da tre grossi ordigni e pesantemente danneggiato. Tra il 1944 ed il 1949 si registrano lavori di ricostruzione e restauro.
1960 - 1960 (Seminario di S. Massimo, inaugurazione carattere generale )
Il 6 giugno del 1960 fu inaugurato il nuovo Seminario di S. Massimo.
2005 - 2010 (restauro intero bene)
Tra il 2005 e il 2010 il complesso del Seminario è stato oggetto di un radicale intervento di restauro e risanamento strutturale che ha previsto la riorganizzazione di tutti gli spazi interni, al fine di ospitare la rinnovata attività svolta dal Seminario Maggiore oltreché quella dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose, dello Studio Teologico San Zeno e dell’Istituto Matteo Giberti.



Descrizione  Il 15 luglio del 1563 il Concilio di Trento emanò il seguente decreto: “..il Santo Concilio ordina che tutte le chiese cattedrali, metropolitane ed altre superiori a queste, […] siano obbligate a mantenere e allevar nella pietà e ad istruire nella disciplina ecclesiastica un certo numero di giovanetti della loro città e diocesi, […] in un “collegio” che il vescovo sceglierà vicino alle chiese medesime o in altro conveniente luogo”. In ottemperanza di tale decreto il 23 gennaio del 1567 il vescovo di Verona Agostino Valier fondò il primo seminario cittadino. Dal 1567 al 1572 la sede fu stabilita presso l’ex convento di S. Antonio della Giara, dal 1572 al 1690 il Seminario presso l’ex convento di S. Bartolomeo della Levà, in Corso Porta Palio, dal 1690 al 1695 presso il convento di S. Gabriele sul colle di S. Felice. Nel 1692 il vescovo di Verona Pietro Leoni (1690-1697) acquistò in contrada S. Vitale alcune case di proprietà dai Padri Somaschi. Il vescovo Gianfrancesco Barbarigo (1697-1714) decise di edificare in questo luogo un grandioso edificio atto ad ospitare un buon numero di giovani chierici. La progettazione fu affidata all'arch. Ludovico Perini (con revisioni e ampliamenti operati a partire dal 1774 dall'arch. Domenico Cerati). I lavori costruzione perdurarono per alcuni decenni ed ebbero compimento nell’ultimo anno di episcopato del vescovo Giovanni Morosini con l’inaugurazione della monumentale facciata in stile neoclassico (1789). Altre modifiche furono apportate nei decenni successivi. Nel 1938, durante l’episcopato del vescovo Girolamo Cardinale (1923-1954) il complesso del Seminario Vescovile si dilatò in lunghezza in direzione della chiesa di S. Maria in Organo, sull’area un tempo occupata dalla sede delle Missioni Africane e dal Collegio di S. Luigi. Qui furono edificate nuove aule-camerate, uno studio, un refettorio, una cappella e una biblioteca per i chierici. L’8 febbraio del 1944 il complesso fu colpito da tre grossi ordigni e pesantemente danneggiato. Tra il 1944 ed il 1949 si registrano lavori di ricostruzione e restauro. Il 6 giugno del 1960 fu inaugurato il nuovo Seminario di S. Massimo. Tra il 2005 e il 2010 il complesso del Seminario è stato oggetto di un radicale intervento di restauro e risanamento strutturale che ha previsto la riorganizzazione di tutti gli spazi interni, al fine di ospitare la rinnovata attività svolta dal Seminario Maggiore oltreché quella dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose, dello Studio Teologico San Zeno e dell’Istituto Matteo Giberti. Il complesso architettonico, articolato su quattro piani fuori terra, presenta un impianto planimetrico di forma trapezoidale, con asse longitudinale caratterizzato dalla presenza di tre cortili interni; ai vari piani, collegati da lunghi corridoi, si distribuiscono aule, stanze e locali di servizio. Il fronte principale prospiciente via Seminario è caratterizzato da un corpo centrale regolato da un rigoroso ed elegante schema compositivo di matrice neoclassica, dalle linee vagamente palladiane; suddiviso in due registri, il livello inferiore presenta un trattamento a bugnato, a cui si sovrappone una teoria di semi-colonne doriche a sostegno di un alto architrave con fregio ornato con triglifi e metope; il registro superiore si apre con una loggia balaustrata filtrata da un diaframma di otto colonne ioniche, coronata da una massiccia trabeazione, oltre la quale sono poste otto statue; il soffitto della loggia è decorato con un ciclo pittorico realizzato dal pittore Marco Marcola raffigurante le costellazioni dello zodiaco. Taluni degli ambienti interni sono impreziosite da pregevoli apparati decorativi; ne è un esempio la cappella collocata a piano terra, antico refettorio, decorata da Francesco e Marco Marcola con una finta architettura composta da una teoria di colonne doriche, nei cui intercolumni si susseguono una serie di statue collocate all'interno di nicchie.

Pianta
Il complesso architettonico del Seminario Vescovile di Verona si colloca nel quartiere di Piazza Isolo sul lato sinistro del fiume Adige, a breve distanza dal Teatro Romano e dal Giardino Giusti, ed occupa quasi interamente l’isolato compreso tra via Seminario, verso cui prospetta con il fronte principale, via Porta Organa, vicolo Bogon e via Giardino Giusti. Articolato su quattro piani fuori terra, presenta un impianto planimetrico di forma trapezoidale; l’asse longitudinale è caratterizzato dalla presenza di tre cortili attorno ai quali si svolgono i corpi di fabbrica costituenti il complesso edilizio. Sul lato orientale il palazzo prospetta verso un ampio cortile interno, adibito a parcheggio, delimitato verso sud e verso nord da due bracci che si innestano al complesso edilizio principale, mentre verso est è delimitato da un alto muraglione. Ai vari piani, collegati da lunghi corridoi, si distribuiscono aule, stanze e locali di servizio. Tra gli ambienti più significativi si ricordano la biblioteca e la cappella, quest’ultima ricavata nell’ampio salone un tempo adibito a refettorio.
Facciata
Il fronte principale prospiciente via Seminario è caratterizzato da un corpo centrale regolato da un rigoroso ed elegante schema compositivo di matrice neoclassica, dalle linee vagamente palladiane. Suddiviso in due registri, il livello inferiore presenta un trattamento a bugnato, a cui si sovrappone una teoria di otto semi-colonne doriche a sostegno di un alto architrave modanato con fregio ornato con triglifi e metope; il registro superiore si apre con una loggia balaustrata filtrata da un diaframma di otto colonne ioniche, coronata da una massiccia trabeazione con fregio decorato con bassorilievi e cornice a dentelli, oltre la quale, in asse con gli elementi del partito architettonico di entrambi i registri, sono poste otto statue simboliche; il soffitto della loggia è decorato con un affascinante ciclo pittorico a tema astronomico realizzato dal pittore Marco Marcola; quattro statue attribuite allo scultore Angelo Sartori sono collocate entro nicchie nelle campate laterali di entrambi i registri; quattro allegorie dello Studio, Religione, Educazione e Vigilanza incorniciano l’ingresso principale. Lateralmente al corpo centrale si sviluppano due corpi di fabbrica anch’essi suddivisi in due registri, con trattamento a bugnato quello inferiore, scandito con aperture sobriamente contornate in pietra quello superiore, con timpani alternativamente triangolari e semicircolari; conclude il prospetto una cornice sottogronda modanata.
Strutture di elevazione
Le strutture di elevazione sono realizzate in muratura portante di pietrame misto legato con malta di calce; l’androne di ingresso e le logge al piano nobile del corpo edilizio centrale presentano massicce colonne in tufo; i colonnati che si svolgono attorno ai cortili a piano terra si impostano su pilastri costituiti da blocchi di pietra; i paramenti murari esterni ed interni sono intonacati e tinteggiati.
Strutture di orizzontamento e/o voltate
Le strutture di orizzontamento sono costituite da solai lignei, opportunamente consolidati nel corso degli ultimi restauri, con travature a vista solo in alcuni ambienti nascoste da controsoffittature in canniccio intonacato e decorato; la loggia aperta in facciata al piano nobile è coperta da una volta a padiglione ribassata, decorata dal pittore Marco Marcola con i simboli delle costellazioni dello zodiaco; il vestibolo di ingresso a piano terra è sovrastato da una volta a botte unghiata in muratura.
Coperture
I corpi di fabbrica che costituiscono il complesso edilizio presentano coperture a padiglione con struttura portante composta da capriate e travature lignee; orditura secondaria di tipo tradizionale realizzata con arcarecci e travetti con sovrapposte tavelle in cotto; manto in coppi di laterizio.
Prospetti interni
I vari ambienti del seminario presentano le pareti interne intonacate e tinteggiate, in taluni casi impreziosite da pregevoli apparati decorativi. Ne sono un esempio la cappella collocata a piano terra, ospitata in una sala originariamente adibita a refettorio, decorata da Francesco e Marco Marcola con una finta architettura che ritma le pareti con una teoria di colonne doriche con fusto scanalato, su cui si imposta una trabeazione modanata, e nei cui intercolumni si aprono nicchie ospitanti statue, a cui si sovrappongono oculi circolari. Sempre a piano terra una sala prospiciente il cortile meridionale conserva ampi lacerti di un apparato decorativo composto da colonne binate in forte scorcio prospettico che generano uno spazio architettonico aperto verso paesaggi campestri. La biblioteca, organizzata secondo la consuetudine delle librerie teologiche dei gesuiti, è costituita da una pregevole scaffalatura in legno di noce con ballatoio che si svolge lungo le pareti interne.
Prospetti esterni
I prospetti esterni, intonacati e tinteggiati, sono caratterizzati da una composizione geometrica sobria e regolare, ritmati da finestrature rettangolari con semplici contorni in tufo, percorsi da fasce marcapiano e marcadavanzale, anch’esse in tufo, e coronati da un’alta cornice sottogronda modanata; al livello inferiore i prospetti si aprono verso il cortile meridionale e settentrionale con porticati caratterizzati da una teoria di archeggiature a tutto sesto, impostate su pilastri in pietra e con concio in chiave in risalto. All’interno del cortile d’onore centrale i prospetti esibiscono forometrie con cornici a bugnato; il corpo centrale d’ingresso presenta al primo piano una loggia con colonne ioniche a sostegno di una possente trabeazione; il prospetto ad esso contrapposto si articola in tre registri architettonici sovrapposti scanditi da tre assi di aperture inquadrate dal partito decorativo dell’ordine, con snelle lesene doriche al primo piano e ioniche al secondo, mentre il porticato al piano terra, aperto con tre archeggiature con arco a pieno centro verso un vestibolo di distribuzione, esibisce un trattamento a bugnato.



Adeguamento liturgico  presbiterio - aggiunta arredo (1965-1975)
La cappella interna al complesso edilizio del Seminario è stata adeguata secondo le prescrizioni del Concilio Vaticano II con la realizzazione di un nuovo altare in marmo scolpito rivolto verso l'assemblea.






Collocazione geografico - ecclesiastica


Regione Ecclesiastica Triveneto
Diocesi di Verona
Vicariato Foraneo di Verona Centro
Diocesi di Verona

Via Seminario, 8 - Verona (VR)


Edifici censiti nel territorio
dell'Ente Ecclesiastico


Altre immagini
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