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15/4/2026 Diocesi di Gorizia - Inventario dei beni culturali immobili
Chiesa di Santa Maria <Villa Vicentina>
Data ultima modifica: 17/10/2025, Data creazione: 8/3/2011


Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale


Denominazione Chiesa di Santa Maria


Altre denominazioni Glesia di Santa Maria;S. Maria


Ambito culturale (ruolo)  maestranze friulane (costruzione edificio)



Notizie storiche  inizio XII - inizio XII (preesistenza intero bene)
Costruzione di una chiesetta a Cammarzio - l'originale nome di Villa Vicentina - dipendente da Aquileia.
1570 - 1570 (preesistenza intero bene)
Citazione e descrizione della chiesa di Santa Maria in Campo Marzio di Villa Vicentina, contenuta nella relazione della visita apostolica dell'abate Bartolomeo di Porcia; in particolare viene ricordato il tabernacolo che è tuttora esistente e conservato nell'attuale parrocchiale.
1666 - 1680 (costruzione intero bene)
Edificazione della chiesa, sul medesimo sito della precedente; in una scritta nel presbiterio viene indicata come data di inizio lavori l'anno 1666, per volontà del parroco G. B. Giuliani. I lavori di costruzione del presbiterio furono eseguiti dal muratore Zerli, il corpo della chiesa dal muratore G. B. Novo.
fine XVII - iniziXVIII (completamento interno della chiesa)
Realizzazione degli altari laterali: l'altare della Beata Vergine del Rosario, il primo a sinistra - verso il fondo della chiesa - fu eretto per volontà della famiglia nobile degli Stabile, detta Dodone ed è stato attribuito a Pietro Baratta (1687); l'altare del Crocifisso, il primo a destra, voluto da Girolamo Grattoni, è attribuito o al gradiscano Paolino Zuliani o ai goriziani Giovanni o Leonardo Pacassi (1691); gli altari verso il presbiterio, dedicati a San Rocco (1700) e a Sant'Antonio (1705), sono entrambi opera dell¿altarista-scultore goriziano Pasquale Lazzarini.
fine XVII - iniziXVIII (completamento facciata)
Realizzazione delle statue collocate nelle nicchie in facciata, attribuite a Pietro Baratta o alla sua bottega - Miceu le attribuisce a G. Caratti. Le statue sulla sommità sono opera di Leonardo Giuliani.
1718 - 1718 (costruzione esterno della chiesa)
Erezione del campanile (si veda la lapide sopra la porta del campanile).
1736 - 1736 (completamento interno della chiesa)
Realizzazione dell'altare maggiore.
1742 - 1742 (consacrazione intero bene)
La chiesa fu consacrata nel 1742 dal vescovo di Pedena (Istria), mons. Bonifacio Cecotti, suffraganeo del Patriarca di Aquileia.
1835 - 1835 (completamento interno della chiesa)
Realizzazione del nuovo pavimento in lastre di pietra (si veda l'iscrizione cronogrammatica ai piedi della balaustra InVoca hIC DeVM Vota tVa eX HIbe ILLI). In questa occasione furono anche decorate le pareti nella parte superiore.
1880 - 1885 (decorazioni interno della chiesa)
Esecuzione degli affreschi della volta del presbiterio a della navata, ad opera del pittore udinese Lorenzo Bianchini.
metà XX - metà XX (restauro esterno della chiesa)
Sostituzione delle precedente copertura del campanile a quattro falde con l'attuale cuspide.
1997 - 1998 (restauro intero bene)
Restauro generale della chiesa, sia delle strutture che dell'apparato artistico. In quest'occasione fu rianimata la meridiana, sul muro posteriore del presbiterio, ad opera di Aurelio Pantanali e Giovanni Meroi.
2002 - 2002 (restauro esterno della chiesa)
Restauro del campanile, sostituendo i precedenti solai di piano e le scale con dei nuovi, sempre in legno.
I metà XIX - I metà XIX (decorazioni interno della chiesa)
Esecuzione dell'affresco della nicchia battesimale per mano del pittore udinese Domenico Paghini.



Descrizione  L'attuale parrocchiale fu eretta ex novo, sul medesimo sito della precedente chiesa, per volontà del parroco G. B. Giuliani. I lavori di costruzione iniziarono nel 1666 e si protrassero fino al 1680, quando l'edificio risultava ultimato nella sua struttura essenziale. Tra la fine del Seicento e l'inizio del Settecento fu completata, all'interno con gli altari - prima quelli laterali, poi quello maggiore - e in facciata con la collocazione delle statue; nello stesso periodo fu eretto anche il campanile. La nuova chiesa di Villa Vicentina fu consacrata nel 1742. Nel corso dell'Ottocento fu realizzato il nuovo pavimento e, sul finire del secolo, vennero affrescate le volte della navata e del presbiterio. Nella seconda metà del Novecento fu sostituita la copertura a falde del campanile con l'attuale cuspide piramidale. Tra la fine del XX secolo e l'inizio del XXI sia la chiesa che il campanile furono restaurati.

Preesistenze
Sul sito dell'attuale parrocchiale in precedenza sorgeva una primitiva chiesetta, fatta erigere all'inizio del XIII secolo dal benefico Presule di Aquileia. L'edificio era di piccole dimensioni, era orientato ad Est, con l'ingresso costituito dall'attuale porta laterale, ed esternamente era circondato dal cimitero. A metà del XVII secolo risultava essere troppo piccolo per le esigenze dell'aumentata popolazione e si decise di demolirla e di costruirne una nuova. Della primitiva chiesetta di Cammarzio si è conservato il tabernacolo, collocato nell'attuale parrocchiale a fianco dell'altare del Sacro Cuore, nella nicchia destra verso il presbiterio. Il tabernacolo è composto da due parti: quella più antica, databile al XIII secolo, consiste in una cassetta di legno con la cornice in marmo, finemente scolpita con foglie ornamentali ed i simboli dei quattro Evangelisti agli angoli, mentre a metà dei lati verticali vi sono in rilievo le figure dei Santi Pietro e Paolo; il secondo pezzo risale agli inizi del 1400 ed è costituito da un rettangolo marmoreo, in cui entro un arco moresco è rappresentato un Angelo ad ali aperte; la porticina, attualmente in legno, in origine probabilmente era in metallo convenientemente lavorato.
Impianto planimetrico
La chiesa è preceduta da un sagrato rialzato di tre gradini più il marciapiedi dalla quota della strada. L'edificio è orientato a Sud. La configurazione planimetrica è molto semplice: l'edificio si compone di un'unica navata rettangolare, con due nicchie laterali per parte ed una nicchia absidata, e di un presbiterio a base rettangolare. Sulla sinistra del presbiterio c'è la sagrestia a base rettangolare, a due piani - il piano superiore era riservato alla famiglia dei Bonaparte, da dove assistevano alle sacre funzioni - collegati da una scala lignea che porta anche al pulpito; sul lato destro, tra la navata ed il presbiterio, vi è il campanile. Le dimensioni massime della chiesa sono: lunghezza 29,80 ml; larghezza 9,61 ml, altezza navata 12,80 ml.
Strutture verticali
Tutte le murature sono in pietrame. La facciata principale a capanna presenta un aspetto sobrio ed elegante; lateralmente è definita da due lesene tuscaniche, con basamento in pietra, sopra a cui corre una trabeazione con cornice modanata aggettante e fregio con l'iscrizione "DEIPARAE VIRGINI SACRUM"; a conclusione vi è il frontone, anch'esso con cornice modanata, al cui centro si apre un occhio circolare. Al centro della facciata, preceduto da tre gradini, si apre il portale d'ingresso barocco, opera del goriziano Giovanni Pacassi: inquadrato in pietra, presenta un importante architrave dentellato, sopra a cui vi sono tre putti che portano una treccia a motivi vegetali. Sopra al portale vi è una nicchia centinata in cui è collocata una statua della Beata Vergine del Rosario; altre quattro nicchie si aprono lateralmente, due più in alto, due più in basso di quella centrale ed ospitano, quelle in alto, le statue di San Rocco e San Matteo, quelle in basso le statue di Sant'Antonio Abate e San Giovanni Battista, rispettivamente a sinistra e a destra; tutte le statue sono state attribuite a Pietro Baratta. Altre due statue, opera invece di Leonardo Giuliani, si ergono sopra pilastrini laterali che si elevano oltre il frontone in corrispondenza delle lesene sottostanti: a sinistra vi è il simulacro di Santa Caterina da Siena, a destra di San Domenico. Le facciate laterali presentano delle discontinuità dettate dalle nicchie interne e dai locali annessi; su entrambi i lati, nella navata in alto si aprono due finestre rettangolari, nel presbiterio una finestra rettangolare a metà altezza ed una collocata in alto nella parete di fondo, decorata con vetri policromi; in origine probabilmente le finestre della navata erano a mezzaluna - sono tuttora visibili nell'intonaco esterno i fori. Sulla facciata destra si apre una porta secondaria. Le facciate sono interamente intonacate e dipinte di grigio, mentre lesene, cornici e statue della facciata principale sono differenziate mediante una tinta bianca. Sulla parete di fondo del presbiterio vi è una meridiana.
Coperture
La copertura della chiesa è costituita da una struttura a due falde con manto esterno in coppi. All'interno la navata presenta una copertura a volta a padiglione, con lunette laterali e lunette di raccordo con il presbiterio e con la controfacciata. Il presbiterio invece è sormontato da una volta a botte lunettata.
Campanile
Il campanile è addossato al corpo della chiesa, sul lato destro tra la navata ed il presbiterio, ed è accessibile dall'esterno. La torre campanaria, a base quadrata, è in pietra a vista; esternamente è percorsa da cornici marcapiano e vi si aprono delle feritoie in corrispondenza degli interpiani; all'interno i solai di piano e le scale lignee sono stati recentemente rifatti. La cella campanaria presenta una bifora su ogni lato ed ospita tre campane. fino agli anni Quaranta del Novecento il campanile presentava una copertura a quattro falde in seguito sostituita con una cuspide piramidale intonacata impostata su un tamburo ottagonale con archetti aperti - protetti da una balaustra che segue il perimetro della torre. Sotto alla cella, sul fronte principale e su quello meridionale sono collocati i quadranti dell'orologio pubblico.
Apparato decorativo
L'interno della chiesa presenta un ricco apparato decorativo: è scandito da lesene - che compongono quattro campate nella navata e tre nel presbiterio - sopra a cui corre una trabeazione con cornici modanate e fregio decorato a motivi floreali dorati su fondo azzurro. Le pareti, con un basamento continuo in pietra, sono decorate a finto marmo sui toni del rosa, mentre le lesene sui toni del grigio. La pavimentazione della navata è realizzata in riquadri di pietra bianca e nera, mentre quella del presbiterio, rialzato di tre gradini, in pietra bianca e rossa ed al centro è inserito un mosaico raffigurante la scena del Buon Pastore. L'impaginato ha un impianto simmetrico; partendo dal fondo della navata, la prima campata è occupata dalla cantoria lignea sotto a cui, a sinistra si apre la nicchia absidata con il fonte battesimale, a destra vi è la porta da cui sui accede alla cantoria - entrambe inquadrate da un arco a tutto sesto impostato su lesene delle stesse dimensioni; nella seconda e nella quarta campata vi è una coppia di nicchie contrapposte, inquadrate da arco a tutto sesto, che ospitano gli altari laterali; la terza campata a sinistra è occupata dal pulpito, a destra si apre un'uscita secondaria. La navata è coperta da un volta tinteggiata di bianco in cui spiccano tre affreschi compresi entro cornici polilobate, in cui è raffigurata la Madonna, titolare della chiesa; lateralmente in corrispondenza di ciascuna campata si aprono delle lunette - di cui la seconda e la quarta con finestre rettangolare, la prima e la terza cieche - le cui unghie, tra una decorazione a motivi floreali su fondo oro, presentano un tondo con raffigurazioni di santi: a sinistra vi sono San Niceta, San Geronimo, Santa Dorotea e Sant'Eufemia; a destra San Bertrando, San Valeriano, Sant'Erasma e Santa Tecla; nella lunetta di fondo è rappresentata la Colomba dello Spirito Santo, in quella di raccordo con il presbiterio San Giuseppe. Nella volta del presbiterio, su uno sfondo giallo con decorazioni floreali, entro cornici polilobate, a sinistra sono raffigurati Sant'Ermacora e San Fortunato, a destra San Cromazio e San Paulino; nella cornice rettangolare al centro è rappresentato il Padre Eterno circondato da angeli mentre nelle lunette laterali vi sono dei vasi di fiori con delle epigrafi cronogrammatiche. Sulla parete di fondo del presbiterio, dietro all'altare maggiore è rappresentata la Madonna con il Bambino e sotto vi è l'iscrizione dedicatoria della chiesa "MATER DEI VIRGO ECCLESIAE TITULARIS".
Apparato liturgico
Il presbiterio, rialzato di tre gradini rispetto alla navata, è delimitato da una balaustra in marmo rosso con cancelletto in ferro. L'altare maggiore, rivolto verso Dio, è dedicato a Santa Maria; è realizzato in marmi neri e bianchi e presenta una struttura a cofano preceduta da tre gradini; l'alzata è costituita da un alto ciborio - costituito da quattro colonnine in marmo nero che sorreggono un cupolino a cipolla, sempre in marmo nero con decorazioni floreali a voluta in marmo bianco - in cui è collocato il tabernacolo. Sui piedritti laterali vi sono le statue in pietra bianca raffiguranti San Giovanni Battista e San Matteo. Nei fianchi del presbiterio sono ricavate due piccole nicchie contrapposte chiuse da una porticina, in cui sono conservati gli olii santi e le sacre reliquie rispettivamente a sinistra e a destra. Nella navata vi sono quattro altari laterali, collocati nelle rispettive nicchie inquadrate da un arco a tutto sesto. L'altare a sinistra in fondo alla chiesa è dedicato alla Beata Vergine del Rosario: è arricchito da tre grandi statue raffiguranti San Domenico, Sant'Antonio di Padova e San Giovanni Battista e da due statue più piccole di San Domenico e Santa Caterina da Siena che sembrano sorreggere la statua in pietra colorata raffigurante la Beata Vergine del Rosario, collocata entro una nicchia protetta da un vetro. In fondo a destra vi è l'altare del Crocifisso: al centro dell'alzata, costituita da due coppie di lesene binate che sorreggono un timpano semicircolare, dal fondo in marmo nero spicca la statua del Crocifisso in pietra gentile, affiancato da due statue in pietra di San Michele e San Gabriele. Gli altari verso il presbiterio sono entrambi opera dell'altarista-scultore goriziano Pasquale Lazzarini e presentano una struttura simile, con il paliotto della mensa decorato con motivi geometrici in marmi policromi e l'alzata costituita da una coppia di colonne in marmo nero e capitelli compositi che reggono un timpano semicircolare spezzato: l'altare di sinistra è dedicato a San Rocco e recentemente la pala raffigurante i santi Sebastiano, Rocco, Pietro e Apollonia è stata sostituita con una statua della Madonna con il Bambino collocata entro una nicchia; quello di destra a Sant'Antonio ed entro la nicchia ospita la statua lignea del Sacro Cuore in loco di una precedente pala. Sul lato sinistro della navata, in posizione centrale, si erge il pulpito ligneo di forma ottagonale, sormontato dal baldacchino; i parapetti sono ornati con le rappresentazioni dei quattro Evangelisti ed al centro del Maestro Divino, mentre nelle parte inferiore del manufatto sono raffigurati i quattro Dottori della chiesa e l'Angelo custode. Il fonte battesimale in pietra è collocato nella sua posizione originale, nella nicchia absidata sul fianco sinistro in fondo alla chiesa, chiuso da un recinto in ferro battuto; sullo sfondo è affrescata la scena del battesimo di Gesù, opera ottocentesca del pittore udinese Domenico Paghini. Sopra all'ingresso vi è la cantoria lignea con il parapetto dipinto con l'immagine di Santa Cecilia al centro e con strumenti musicali ai lati: vi è ospitato l'organo; sotto è stata creata una bussola d'ingresso con serramenti vetrati.



Adeguamento liturgico  presbiterio - aggiunta arredo (1970-1980)
È stata mantenuta la struttura originaria: è stato aggiunto un altare in ferro rivolto verso il popolo (in precedenza vi era uno ligneo) e tra questo e l'altare maggiore sono state solo collocate cinque sedute lignee mobili che costituiscono l'attuale sede, in aggiunta agli stalli lignei disposti ai lati. È stato altresì collocato un leggio mobile in ferro sulla sinistra del presbiterio per la proclamazione delle Letture e del Vangelo.






Collocazione geografico - ecclesiastica


Regione Ecclesiastica Triveneto
Diocesi di Gorizia
Decanato di Aquileia (Fiumicello e Grado)
Parrocchia di Santa Maria

Piazza Terza Armata - Villa Vicentina (UD)


Edifici censiti nel territorio
dell'Ente Ecclesiastico


Altre immagini
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