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27/10/2026 Diocesi di Saluzzo - Inventario dei beni culturali immobili
Chiesa di Maria Vergine Assunta <Busca>
Data ultima modifica: 19/07/2017, Data creazione: 30/5/2011


Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale


Denominazione Chiesa di Maria Vergine Assunta


Autore(Ruolo)  Gallo, Francesco (progettista)



Ambito culturale (ruolo)  maestranze piemontesi (campanile)



Notizie storiche  XIII - XIII (datazione campanile)
Il campanile è certamente del secolo XIII, da assegnare a maestranze piemontesi. (Fino, 1982, p. 11)
1584 - 1584 (descrizione preesistenze)
Dalla relazione relativa alla visita pastorale: il cimitero, adiacente al fianco meridionale della chiesa, è ben recintato e chiuso; si deve però collocare al centro una croce di ferro infissa su colonna di pietra. (Fino, 1992, p. 655)
1682 - 1682 (descrizione preesistenze)
Della vecchia chiesa si ha notizia grazie ad una tavola del Theatrum Sabaudiae realizzata dal Morosinus nel 1682; di tutto il complesso rimane solo il campanile, la cui presenza ci permette di fare un confronto fra vecchia e nuova chiesa. L'antica chiesa, orientata come l'attuale, si spingeva più avanti, portando la facciata sul limite della strada; il campanile ne segnava la parte terminale, essendo posizionato di fianco all'abside. L'attuale sagrato è posizionato in luogo della parte anteriore della vecchia chiesa e del cimitero. (n.d.c.)
1708 - 1708 (decisione del consiglio per la costruzione intero bene)
Il Comune si fece promotore dell’idea di costruire una nuova parrocchia. Il 19 marzo 1708 dà l’incarico ai Ragionieri di contattare un ingegnere “per redificare la Parochia”. Il 18 maggio del 1708 si approva la spesa di lire 144 da pagarsi “all’ing. Taricho, dimorato in Busca nove giorni, compreso il viaggio da e per Torino, venuto a prender misure per il disegno della nuova parrocchia”. (Fino, 1992, p. 670)
1709 - 1709 (sollecito al progettista intero bene)
Trascorso un anno, l’undici maggio 1709 il Consiglio deliberò di sollecitare l’ingegnere affinché presentasse il disegno della nuova chiesa “con la facciata rivolta verso la fontana” cioè a mezzogiorno, verso l’attuale via Umberto. (Fino, 1992, p. 671)
1709 - 1709 (asportazione orologio campanile)
L’orologio pubblico si trovava dalla fine del XV secolo sul campanile della parrocchia, ma nella seduta consigliare del 14 ottobre 1709 venne deciso di traslarlo sul campanile della Rossa, perché più visibile ed udibile anche dalla campagna. (Fino, 1982, p. 32)
1709 - 1717 (contrattempi intero bene)
Della nuova chiesa non si parlerà più fino al 1717, a causa delle guerre e delle controversie fra il comune ed il parroco circa il suo contributo alla nuova opera. (Fino, 1992, p. 671)
1717 - 1717 (decisione del consiglio per la costruzione intero bene)
Il Consiglio Comunale nella seduta del 23 febbraio prese la seguente decisione: “il consiglio , conoscendo purtroppo la strettezza , angustezza et indecenza della parrocchia di questo luogo non capace di capir la metà del popolo nelle sacre funzioni, unanimamente manda et ordina costruirsi una nuova Chiesa parrochiale nell’istesso luogo ove presentemente si ritrova, che sia capace a ricevere il popolo di questo luogo et che sii decente al culto Divino, con chiamarsi un’habile ingegniere per il dovuto disegno”. (Fino, 1982, p. 98)
1717 - 1717 (affidamento incarico di progettazione carattere generale)
Verso la fine del mese di marzo il consiglio comunale aveva deciso di affidare il progetto della nuova chiesa all’architetto Francesco Gallo di Mondovì, perché molto apprezzato oltre che per le opere progettate nelle città vicine, anche per come aveva condotto i restauri della chiesa del convento. (Fino, 1982, p. 99)
1717 - 1717 (progettazione carattere generale)
Il Gallo venne a Busca ad aprile, prese le misure e consegnò il disegno a maggio. (Fino, 1982, p. 99)
1717 - 1717 (affidamento dell’incarico capomastro carattere generale)
L’impresa venne affidata al capomastro Pietro Giulio di Fossano, il quale si associò con G. Battista Nolfi e Pietro Vosio di Verzuolo. (Fino, 1982, p. 99)
1717 - 1717 (approvazione progetto)
Il giorno 8 luglio il consiglio comunale ratificava definitivamente la scelta del progetto: “Visto il disegno formato da Mons.re Ing.re Gallo per la costrutione di detta Chiesa, ha quello accettato et accetta, mandando quello esseguirsi nel modo e forma che è statto dal medesimo ultimamente delineato e progettato”. (Fino, 1982, p. 99)
1717 - 1717 (inizio costruzione intero bene)
I lavori iniziarono immediatamente,con la demolizione della vecchia chiesa, procedendo speditamente, tanto che a metà luglio già si scavavano le fondamenta. (Fino, 1982, p. 100)
1717 - 1717 (sospensione lavori costruzione)
A causa di divergenze fra il parroco e il consiglio comunale (dovute a varie cause, ma in particolare al concorso del parroco nel pagamento delle spese) i lavori subirono qualche rallentamento nel corso dell’estate, finché si giunse ad un accordo il 13 ottobre. (Fino, 1982, p. 102)
1717 - 1717 (posa della prima pietra carattere generale)
La cerimonia della posa della prima pietra avvenne il 15 ottobre, quando ormai i muri erano cresciuti. Pertanto essa è visibile sopra lo zoccolo della facciata rivolta verso la via Cesare Battisti e reca incisa la data del primo settembre 1717, data probabilmente inizialmente fissata per la posa. (Fino, 1982, p. 103)
1718 - 1718 (nuovo appalto carattere generale)
L’11 agosto 1718 la fabbrica passa in mano a Giovanni Battista Bertinelli, capomastro di Alba, che si associa al collega Domenico Rodaro. (Fino, 1982, p. 109)
1724 - 1724 (avanzamento lavori carattere generale)
Alla fine del 1724 i muri perimetrali erano giunti alla sommità, all’attacco della volta. (Fino, 1982, p. 112)
1725 - 1725 (assegnazione alle compagnie cappelle laterali)
Venivano intanto assegnate le cappelle laterali alle varie Compagnie religiose, che si impegnavano a costruire gli altari a proprie spese, secondo il disegno dato dal Gallo. (Fino, 1982, p. 103)
1725 - 1725 (mancata installazione lapide portale)
La facciata era giunta al timpano e sul portale avrebbe dovuto installarsi una lapide, come da disegno, attestante che “detta Parrocchia esser stata interamente constructa a spese di questo Pubblico”. Ma il parroco si oppose in quanto egli stesso aveva contribuito alla costruzione ed inoltre l’opera non era ancora conclusa. La lapide non venne mai inserita nel portale che rimase incompleto. (Fino, 1982, p. 112)
1725 - 1725 (inizio costruzione e dimensioni volta)
A primavera del 1725 si incominciò la costruzione della grande volta. Grazie alle misure desunte dal libro dei conti per i pagamenti dell’impresario, sappiamo con precisione che ha una superficie di 250 trabucchi (2375 mq). (Fino, 1982, p. 112)
1725 - 1725 (vicende circa il materiale di copertura tetto)
Il Gallo aveva pensato ad una copertura in lastre di pietra (lose), ma l’impresario Bertinelli, non competente nell’uso di quel materiale, tentò di imporre una copertura in coppi, ma il progettista non cedette. (Fino, 1982, p. 112)
1725 - 1725 (costruzione tetto)
Le lose erano delle cave del Mombracco di Barge. Il 31 agosto il consiglio comunale dovette precettare i bovari ed i loro carri per far eseguire il trasporto. Ai primi di settembre si mosse da Busca una lunga colonna di 207 carri. Prima dell’inverno le lose coprivano tutti i 1283 mq dei tetti. (Fino, 1982, p. 113)
1725 - 1725 (vasi in pietra sul cornicione decorazione facciata)
Nello stesso anno vennero issati sul cornicione della facciata i grandi vasi con le fiamme in pietra, scolpiti da Matteo Brezzi, picapietra di Ricogno di Dronero, in pietra locale. (Fino, 1982, p. 113)
1725 - 1725 (lavori incompiuti carattere generale)
Da un preventivo dei lavori ancora da compiere si evince che: il Gallo aveva presentato il disegno anche della sacrestia e del campanile e che il portale rimasto incompiuto, doveva essere di pietra scolpita. (Fino, 1982, p. 114)
1725 - 1725 (stucchi interno decorazione)
Per decorare l’interno venne chiamato lo stuccatore Cipriano Beltramelli. (Fino, 1982, p. 115)
1725 - 1729 (realizzazione catacombe)
Prima che si realizzasse il pavimento, il parroco Celebrino prese l’iniziativa di far realizzare le “catacombe”: il complesso dei locali sotterranei della chiesa. Sotto il presbiterio venne ricavata una cripta, con la tomba per i parroci; dalla cripta un lungo corridoio corre verso l’ingresso con dei vani ai lati, usati fino al 1800 come tombe. (Fino, 1982, p. 115)
1725 - 1729 (realizzazione acquasantiere)
Presso l’ingresso furono infisse le due acquasantiere in marmo di Busca scolpite da Matteo Buzzi (prezzo lire 100). (Fino, 1982, p. 116)
1725 - 1729 (installazione banchi)
Il consiglio comunale decise che i banchi dovevano essere tutti nuovi e tutti uguali, in noce. Li costruì un falegname buschese, Antonio Allisiardi, al prezzo di lire 16 cadauno. (Fino, 1982, p. 116)
1725 - 1729 (realizzazione e progetto porte)
Il portone centrale ed i due usci laterali furono realizzati da un artigiano di Savigliano, Antonio Castelli, secondo il disegno dato dal Gallo. (Fino, 1982, p. 116)
1725 - 1729 (realizzazione pulpito)
Anche il pulpito, che a norma del capitolato doveva essere sul modello di quello della chiesa di S. Tommaso di Torino, fu eseguito dal medesimo scultore Antonio Castelli di Savigliano. (Fino, 1982, p. 116)
1725 - 1729 (realizzazione gradini interni)
I gradini del presbiterio, delle cappelle e degli altari furono modellati dal mastro Antonio Scala in pietra bianca di Brossasco. (Fino, 1982, p. 116)
1725 - 1729 (realizzazione organo)
L’organo venne fatto realizzare dall’organaro Filippo Landesio di Centallo. (Fino, 1982, p. 116)
1725 - 1729 (realizzazione campanile a vela)
Venne innalzato il piccolo campanile a vela sul fianco meridionale del tetto, che avrebbe dovuto essere provvisorio, in attesa di uno nuovo. (Fino, 1982, p. 116)
1725 - 1729 (realizzazione coretto)
Lungo l’attuale via Cesare Battisti c’era un piccolo giardino, residuo del grande orto della vecchia casa canonica: qui venne costruita una stanzetta in corrispondenza del presbiterio della chiesa, chiamata coretto degli uomini, dalla quale, attraverso due finestre si poteva vedere l’altare maggiore ed assistere alle funzioni. (Fino, 1982, p. 116)
1728 - 1728 (progetto e costruzione altare maggiore)
L’altare maggiore non definitivo, in stucco, veniva realizzato “secondo il disegno provisionale inviato da Monsù Gallo”. (Carboneri, 1954, p. 107)
1728 - 1728 (fine lavori intero bene)
Nel 1728 la nuova parrocchiale era “perfezionata”, come attesta l’ordinato del 7 febbraio. (Carboneri, 1954, p. 106)
1729 - 1729 (benedizione ed inizio funzioni intero bene)
Il 4 giugno 1729 il parroco Giuseppe Francesco Celebrino poté benedire la nuova chiesa ed iniziarvi le funzioni parrocchiali. (Fino, 1982, p. 116)
1729 - 1729 (dedicazione intero bene)
Il 7 giugno 1729 avvenne la consacrazione ad opera del vescovo Cristoforo Barattà e la dedicazione della chiesa alla SS.ma Vergine Assunta ed al martire S. Vitale. (Fino, 1982, p. 117)
1731 - 1731 (problemi al manto di copertura tetto)
Il tetto dava dei problemi in quanto la neve scivolando dal tetto più alto cadeva sulle coperture dei cappelloni spezzando le lastre sottostanti. Nel 1731 il comune deliberò di sostituire le lose con i coppi, ma l’architetto Gallo riuscì a far sospendere la delibera. (Fino, 1982, p. 120)
1737 - 1737 (rifacimento tetto)
Nel 1737 si trovò una soluzione, avendo individuato il problema nell’eccessiva pendenza delle falde: fu deciso di ridurre sensibilmente l’inclinazione, rifacendolo completamente, con una spesa di 700 lire. (Fino, 1982, p. 120)
1740 - 1740 (demolizione della guglia campanile)
Nel 1740 venne abbattuta la guglia in mattoni dell’antico campanile perché minacciava di crollare. Non fu più ricostruita, in attesa del nuovo campanile. (Fino, 1982, p. 120)
1781 - 1781 (demolizione e ricostruzione altare maggiore)
La Compagnia del SS.mo Sacramento, cui spettava la cura dell’altare maggiore, il 29 giugno 1781 prese l’iniziativa di costruire un nuovo altare maggiore, in sostituzione di quello realizzato provvisoriamente nel 1728 su disegno del Gallo. Il progetto fu realizzato dall’architetto Luigi Barberis, utilizzando in abbondanza l’alabastro delle cave di Busca. L’esecuzione venne affidata allo scultore Felice Gogi di Como e costò lire 7000. (Fino, 1982, p. 121)
1782 - 1785 (realizzazione affresco del presbiterio decorazione interna)
La medesima Compagnia del SS.mo Sacramento si rese promotrice di un’altra opera d’arte: la decorazione dell’abside e del presbiterio. Fu eseguita dal pittore comasco Carlo Scotti, il quale lavorò ad affresco dal 1782 al 1785. (Fino, 1982, p. 121)
1782 - 1785 (realizzazione pavimento presbiterio pavimento)
In occasione dei lavori di decorazione parietale venne anche rifatto il pavimento del presbiterio, utilizzando pietra bargiolina grigia e gialla. (Fino, 1982, p. 122)
1802 - 1802 (inserimento stalli del coro presbiterio)
A seguito della legge napoleonica di soppressione degli ordini monastici vennero acquisiti i banconi del coro dell’Eremo di Belmonte e posizionati ai lati del presbiterio: sono mobili in noce realizzati verso la metà del ‘600. (Fino, 1982, p. 124)
1808 - 1808 (danni da terremoto abside)
Nel 1808, tra il 2 aprile ed il 10 maggio, il territorio di Busca fu colpito da una serie di scosse di terremoto, alcune della quali di forte intensità. Anche la chiesa fu considerevolmente danneggiata nell’abside, che si lesionò da cima a fondo, minacciando di aprirsi e crollare. Furono necessari lavori immediati: esternamente venne posta una fascia di ferro ed all’interno un tirante in corrispondenza dell’arco prima della curvatura dell’abside. (Fino, 1982, p. 124)
1825 - 1825 (sostituzione pavimento)
Nel 1825 il comune trovò i fondi per il rinnovo del pavimento. Dopo cent' anni i pianelloni in cotto erano ormai consumati e fu deciso di sostituirli con lastre gialle e grigie di quarzite delle cave di Barge, già adoperate nel presbiterio. (Fino, 1982, p. 125)
1829 - 1831 (costruzione sacrestia)
Nel 1829 per iniziativa del parroco G. Battista Vacchetta si diede inizio alla costruzione della sacrestia. Fu ripreso il disegno del Gallo, sacrificando il piccolo giardino della canonica lungo l’attuale via Cesare Battisti ed abbattendo il coretto degli uomini, per far posto al nuovo edificio. Si lavorò fino al 1831 sotto la direzione dell’architetto M. Borda. (Fino, 1982, p. 125)
1838 - 1838 (sostituzione organo)
Il parroco Vacchetta mise in cantiere un’altra importante opera, il nuovo organo: quello esistente era stato acquistato tirando al risparmio ed il suono non era adeguato alla vastità dell’aula. Venne pertanto affidata l’opera ai fratelli Serassi di Bergamo, i quali progettarono un organo (con 1589 canne) capace d’inserirsi nell’architettura della chiesa e di “riempire” con il suo suono la grande navata. La cassa esterna dell’organo venne disegnata dall’architetto Ottavio Mina e scolpita dal “minusiere” G. Battista Giordanino di Busca. (Fino, 1982, p. 125)
1902 - 1902 (descrizione intero bene)
Il parroco don Francesco Pasquale, quando arrivò a Busca nel 1902, trovò la chiesa in pessimo stato. (Fino, 1982, p. 128)
1927 - 1929 (realizzazione decorazione interna)
La ricorrenza del duecentesimo anno di consacrazione spinse il parroco a riportare la chiesa al suo splendore: affidò i lavori all’architetto Giuseppe Gallo di Torino, il quale si avvalse dell’opera del pittore Giorgio Boasso, che realizzò la decorazione di tutta la chiesa ad eccezione del presbiterio e dell’abside. (Fino, 1982, p. 128)
1928 - 1928 (ampliamento organo)
Nel 1928 l’organo fu ampliato con l’aggiunta di 729 canne e di una seconda tastiera ad opera dei fratelli Vittino di Centallo. (Fino, 1982, p. 126)
2008 - 2012 (restauro organo)
E' stato eseguito il restauro dell'organo nella sua interezza (parte fonica, cassa e tribuna).
2012 - 2012 (restauro tetto)
A seguito del cedimento della prima capriata verso la facciata, ne è stato eseguito il rinforzo strutturale con inserimento di placche metalliche.
2013 - 2013 (restauro controfacciata)
A causa di problemi di umidità di risalita è stato eseguito il risanamento delle colonne della tribuna e di porzioni della controfacciata.



Descrizione  La chiesa parrocchiale è situata nella parte dell’abitato del centro storico di Busca, a nord di via Umberto I. La posizione arretrata rispetto alla linea degli isolati laterali ed il piano rialzato su cui sorge, sottolineano le dimensioni dell’edificio, la cui mole compatta domina la città. La facciata, rivolta a occidente, è interamente in cotto a vista e presenta due corpi leggermente arretrati in corrispondenza degli altari laterali; si compone di due ordini sovrapposti, lungo i quali si susseguono lesene e due coppie di semicolonne che fiancheggiano rispettivamente portale e finestra. Al centro del primo ordine si apre il grande portale rimasto incompiuto, fiancheggiato dalle semicolonne, in corrispondenza delle quali, al di sopra della trabeazione, si imposta un timpano curvo. Il secondo ordine ripropone gli stessi elementi del primo e, in corrispondenza del portale, presenta una finestra rettangolare con cornice e timpano curvo. Al di sopra della seconda trabeazione il frontone triangolare chiude lo sviluppo della facciata, coronata da vasi in pietra con fiamme. E’ presente, sul lato nord, in corrispondenza del corpo aggettante del secondo altare laterale, la torre campanaria medievale, unica testimonianza del preesistente edificio: si eleva dal terreno con pianta quadrata e struttura mista in mattoni, pietre di fiume e pietre angolari squadrate. Nella sua parte ad est la chiesa si unisce ad altre costruzioni, la casa canonica ed altre abitazioni private. L’interno, cui si accede attraverso una bussola in legno, appare spazioso e l’attenzione si concentra naturalmente sull’altare maggiore, che sorge in posizione rialzata, al centro di un ampio presbiterio cui segue un’abside che accresce ulteriormente il senso di lunghezza. La pianta si ispira alla croce greca, ma con netta predominanza dell’asse longitudinale; sui due bracci trasversali trovano posto i due altari laterali principali, mentre altri quattro altari laterali, di dimensioni minori, si aprono nelle pareti a fianco dei suddetti. L’incontro dei bracci genera un quadrato di base cui corrisponde, nel centro del soffitto, una volta ribassata a pianta circolare. Le restanti volte sono a botte con lunette in corrispondenza delle aperture, mentre il presbiterio è sormontato da una cupola semisferica e l’abside, a pianta semicircolare, da una volta a catino.

Pianta
Pianta a croce greca, con netta predominanza dell’asse longitudinale terminante con abside semicircolare. Oltre agli altari presenti sui bracci minori, sono presenti quattro cappelle laterali.
Pavimenti e pavimentazioni
Il pavimento dell’aula e del presbiterio è in lastre gialle e grigie di quarzite di Barge. I gradini del presbiterio, delle cappelle e degli altari sono in pietra bianca di Brossasco. I pavimenti delle cappelle sono in piastrelle di marmo bianco e grigio, mentre la prima cappella a sinistra entrando è pavimentata con lastroni di marmo bianco.
Struttura
Le strutture portanti verticali dell'edificio sono costruite da muratura mista, in pietrame e laterizio.
Coperture
Tetto a due falde a capanna, con padiglione circolare sull’abside; orditura in legno, copertura in lastre di pietra (lose) ad eccezione del vecchio campanile che è in coppi.
Facciata principale
La facciata, rivolta a occidente, è interamente in cotto a vista e presenta due corpi leggermente arretrati in corrispondenza degli altari laterali; si compone di due ordini sovrapposti, lungo i quali si susseguono lesene e due coppie di semicolonne che fiancheggiano rispettivamente portale e finestra. Al centro del primo ordine si apre il grande portale rimasto incompiuto, fiancheggiato dalle semicolonne, in corrispondenza delle quali, al di sopra della trabeazione, si imposta un timpano curvo. Il secondo ordine ripropone gli stessi elementi del primo e, in corrispondenza del portale, presenta una finestra rettangolare con cornice e timpano curvo. Al di sopra della seconda trabeazione il frontone triangolare chiude lo sviluppo della facciata, coronata da vasi in pietra con fiamme.
Abside
L'abside semicircolare è coperta da una volta a catino ed ospita una parte del coro ligneo seicentesco installato nel 1802. Risulta interamente decorata dall'affresco dell'Assunzione di Maria.
Presbiterio
Il presbiterio ha pianta pressoché quadrata, per accedervi vanno saliti tre gradini; risulta inoltre delimitato dall’aula da una balaustra in alabastro delle cave di busca e marmo grigio. È sormontato da una cupola semisferica. Sul lato sinistro si apre una porta che immette nella sacrestia.
Altare principale
L’altare maggiore, alla romana, divide il presbiterio dall’abside, è in muratura, riccamente decorato con intarsi marmorei e largo uso di alabastro di Busca. Si eleva dal piano del presbiterio grazie a cinque gradini, è provvisto di tabernacolo sormontato da baldacchino.
Altari secondari
Gli altari secondari sono riccamente decorati con colonne e lesene che ornano le pale, secondo un andamento sinuoso, sormontate da timpani ed ornate con statue di putti e figure angeliche.
Volte
L’aula principale presenta un’alternanza di volte a botte, con lunette in corrispondenza dell’apertura delle finestre, e all’incrocio dei bracci una volta ribassata a pianta circolare, mentre il presbiterio è sormontato da una cupola semisferica e l’abside, a pianta semicircolare, è coperta da una volta a catino. Le restanti coperture, dei bracci secondari e delle cappelle, sono a botte.
Torre campanaria
Sono presenti due campanili: la torre campanaria dell’antica chiesa medievale, sul fianco nord ed il settecentesco campaniletto a vela “provvisorio” sul fianco sud. La torre campanaria medievale, unica testimonianza del preesistente edificio, si eleva dal terreno con pianta quadrata e struttura mista in mattoni, pietre di fiume e pietre angolari squadrate, è priva di campane e di orologio, asportati all’inizio del settecento; presenta una serie di aperture su ogni lato a partire da metà altezza, con archi acuti tamponati per i primi due piani, mentre risultano aperti, ma a tutto sesto in quella che era la cella campanaria. Sono presenti ai lati delle lesene appena accennate ed una decorazione ad archetti a dente di sega al di sotto delle finestre. Per quanto riguarda il campaniletto a vela, si eleva dal muro perimetrale meridionale in corrispondenza della scalinata del presbiterio, è interamente intonacato e dispone di una piccola campana comandata a fune dalla sacrestia.
Preesistenze
La torre campanaria è quanto rimane della precedente chiesa.
Elementi decorativi
L’impianto decorativo ricopre interamente la superficie delle pareti e delle volte. In particolare la decorazione del presbiterio è opera di Carlo Scotti che la affrescò tra il 1782 ed il 1785 con fatti della vita di Maria e la sua assunzione al cielo. Le rimanenti superfici furono decorate da Giorgio Boasso in occasione dei duecento anni della consacrazione: le superfici parietali presentano una successione di lesene con capitello composito, le volte hanno fregi, medaglioni, varie cornici e cassettoni con patere a finto oro in prospettiva.
Tribuna
Al di sopra della bussola d’ingresso è presente la tribuna, sorretta da colonne ioniche con decorazione a marmorino. Si tratta di una tribuna a due livelli che ospita l’organo costruito dai fratelli Serassi di Bergamo e successivamente ampliato dai fratelli Vittino di Centallo.



Adeguamento liturgico  presbiterio - aggiunta arredo (1965)
Si tratta di un semplice inserimento di arredo mobile per consentire al celebrante di rivolgersi di fronte all'assemblea. Di fronte all’altare in muratura è stata realizzata una pedana lignea sulla quale sono stati posizionati: l'altare in legno dipinto a finto marmo, l'ambone in legno scuro di noce posto a sinistra del nuovo altare. La sede, in legno con seduta imbottita e rivestita in tela ed uno sgabello per lato, è posta sul fianco destro dell’altare ed ha posizionato, poco più avanti, un semplice leggio in legno.






Collocazione geografico - ecclesiastica


Regione Ecclesiastica Piemonte
Diocesi di Saluzzo
Parrocchia di Maria Vergine Assunta

via Cesare Battisti - Busca (CN)


Edifici censiti nel territorio
dell'Ente Ecclesiastico


Altre immagini
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