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23/4/2026
Diocesi di Brescia - Inventario dei beni culturali immobili
Chiesa di San Vigilio <Cevo>
Data ultima modifica: 25/05/2018, Data creazione: 20/10/2010
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa di San Vigilio
Ambito culturale (ruolo)
maestranze lombarde (costruzione)
Notizie storiche
1364 - 1364 (preesistenza intero bene)
Nel 1364 La chiesa di S. Vigilio in Cevo è documentata dall' Ordinanza di Pagamento di 2500 fiorini d’oro a Barnabò Visconti da parte di alcune chiese della Valle Camonica, fra le quali SS. Nazaro e Celso di Andrista e S. Vigilio di Cevo. Della chiesa citata rimane quasi completamente il campanile, inglobato dall'attuale.
1536 - 1536 (variazione d'uso intero bene)
Nel 1536 sede della Parrocchia, prima ad Andrista viene trasferita a Cevo. La
chiesa di S. Vigilio di Cevo diventa parrocchiale, la chiesa dei
SS. Nazaro e Celso di Andrista è trasformata in chiesa “curaziale”.
1578 - 1578 (preesistene intero bene)
La chiesa precedente all'attuale è descritta nella visita pastorale dell' 8 settembre 1578 di Giorgio Celeri, delegato del Vescovo di Brescia Domenico Bollani.
“La chiesa, munita d’un soppalco, è sufficientemente ampia per contenere il popolo. (8) La cappella maggiore ha soffitto a vòlto dipinto, il resto della chiesa è a capriate con copertura in ardesia, le pareti sono tinteggiate, il pavimento è in pietra. Vi sono tre porte: una nella facciata principale e due sulla parete destra, ha quattro finestre, una nella cappella maggiore chiusa da vetri, le altre sono chiuse solamente da tele. La sagrestia è piccola e a vòlto. L’altare maggiore, che è consacrato, ha una soasa con statua dorata della Madonna, ha due paliotti uno dei quali è in cuoio dorato per le festività, l’altro è di legno dipinto per i giorni feriali. Gli altari della Beata Vergine e di S.Rocco, non consacrati, si trovano ognuno nella propria cappela."
1590 - 1590 (riedificazione intero bene)
10 settembre 1590 La chiesa parrocchiale di S. Vigilio viene distrutta da un incendio che devasta tutto il paese; viene però subito ricostruita e solo sei anni dopo i lavori sono ormai ultimati. Infatti, anche nella visita pastorale del Vescovo Francesco Morosini del 1593 si parla proprio dei lavori di riedificazione e si chiede anche di sistemare nuovamente la canonica affinchè vi possa abitare il parroco come prima dell’incendio.
1652 - 1652 (ristrutturazione sacrestia)
Nella visita di G. M. Macario, delegato del Vescovo M. Giorgi dell'11 giugno 1624 viene che che la sacrestia, troppo piccola, venga ampliata nel miglior modo possibile. Lo stesso ordine verrà ripetuto nel 1646 dal Vescovo Morosini, ma troverà realizzazione, dietro altra sollecitazione, solo nel 1652.
1766 - 1766 (costruzione Altare maggiore)
il 27 aprile 1766 è datata la “Scrittura per la Nova Fabrica del Altare Maggiore”. Il nuovo altare è realizzato da Carlo Gerolamo Rusca, nativo di Roncate (Co), che si era trasferito in Valcamonica, a Capodiponte, dove aveva aperto un laboratorio di marmorario. Oltre all'altare della parrocchiale di Cevo egli eseguirà, in Valcamonica, anche gli altari delle parrocchiali di Malonno , di Cimbergo, di Nadro, di Ceto, assieme ad altre opere marmoree di vario genere.
1817 - 1817 (variazione d'uso Sagrato)
Nel mese di agosto del 1817 il cimitero annesso alla Chiesa di S. Vigilio è trasferito attorno alla Chiesa di S. Sisto su terreni acquistati dal Comune. In questo modo viene liberato il sagrato attorno alla Parrocchiale.
1869 - 1870 (ampliamento Presbiterio)
Viene allungato il presbiterio passando da una pianta rettangolare ad una più estesa e con abside semicircolare.
1896 - 1899 (decorazioni interno)
Anno 1896-1899
Su incarico del parroco don Gibriano Bertocchi, il pittore Giovanni Meletta di Loco (CH) esegue il restauro interno della parrocchiale provvedendo anche al ritocco delle pitture.
1938 - 1938 (Ampliamento Navata)
I lavori di ampliamento della chiesa vengono effettuati dal 27 giugno al 19 dicembre del 1938. L’edificio viene allungato di metri 6,25 sul lato ovest. Per questo viene demolita e ricostruita la facciata principale, dopo la demolizione dell’Oratorio dei Disciplini che sorgeva di fronte ad essa. La nuova facciata viene realizzata tutta in conci di granito lavorato mentre la precedente era in muratura di pietrame e calce intonacata.
dall’impresa Foi Angelo, Maloni Battista, Foi Antonio e Parolari
Pietro su progetto del Geom. Andrea Riboldi di Cedegolo,
ispiratosi probabilmente alla facciata della chiesa romanica di
S.Sisto. La vòlta della nuova campata è realizzata in forati e non in pietrame come le precedenti. Il pavimento della navata resta in granito per disposizione della Curia Vescovile, contro il progetto che prevedeva invece una gettata di graniglia. L’imbiancatura di tutta la chiesa e la pulitura delle pitture sono affidate al pittore Martino Biondi di Cevo.
1962 - 1962 (modifiche Interno)
viene asportato il pavimento originario in lastroni di
granito e posato l’attuale pavimento di marmo, viene
rimosso l'organo con relativa cantoria e rimpiazzato
da harmonium amovibile.
1971 - 1971 (modifiche interno )
La ditta Comana di Bergamo posa il nuovo altare maggiore rivolto al popolo. Sono messe in opera le vetrate colorate, nuovi confessionali e nuove porte laterali; viene rifatto il pavimento della sagrestia e nel contempo eliminato l’arredamento originario, sostituito con un nuovo arredo moderno. La chiesa viene tutta ritinteggiata, sia all’interno che all’esterno.
1984 - 1984 (copertura Abside)
Viene sostituito il manto di copertura dell'abside con lastre in rame, sanando infiltrazioni di acqua.
1999 - 1999 (Restauro Campanile)
Viene restaurato il campanile con consolidamento statico e rimozione degli intonaci.
2005 - 2005 (rifacimento Copertura)
Nel 2005 si provvede al rifacimento del tetto della chiesa e alla sua copertura con lastre d’ardesia.
2009 - 2009 (Restauro Interno)
Nel 2009 si interviene sull'interno con la messa in opera di nuovi impianti di illuminazione e di riscaldamento, la realizzazione in marmo pregiato di nuovi gradini d’accesso al presbiterio e ai due altari laterali, la collocazione del fonte battesimale all’ingresso del presbiterio, la posa in opera di due nuove acquasantiere in marmo all’entrata della chiesa, la collocazione di una nuova vetrata colorata dedicata a S. Monica, la sostituzione dei vecchi confessionali con altro più comodo e più riservato, la tinteggiatura delle pareti e delle vòlte
2012 - 2012 (restauro altare laterale)
Viene restaurata l'ancona dell'altare della Madonna.
Descrizione
La chiesa, nel centro dell'abitato storico, si presenta come volume massiccio, coperto a falde, posto su un piazzale ottenuto in parte scavando il ripido declivio, in parte creando un alto terrapieno. Il campanile risulta slanciato grazie ad innalzamenti di epoca cinquecentesca e conserva quasi totalmente il campanile romanico originale. Risulta in continuità con la chiesa, sul lato a monte. La planimetria è caratterizzata dalla navata unica, allungata e definita da quattro campate e dal presbiterio di minori dimensioni. La navata è coperta da una vòlta a botte unghiata. Al centro della vòlta, in corrispondenza delle unghie, troviamo tre medaglioni, mentre la prima campata, aggiunta nell’intervento del 1938, costituita da muratura di mattoni forati, non presenta nessun elemento decorativo.
Nella quarta campata sul lato destro troviamo l’altare della Madonna con mensa e ancòna lignee di notevole fattura e sul lato sinistro l’altare del Sacro Cuore anch’esso in legno. Nel
presbiterio troviamo l’altare maggiore marmoreo e il nuovo altare rivolto verso la platea.
Al centro del pavimento marmoreo è inserita la lapide raffigurante lo stemma di Cevo; sotto lo stemma l’iscrizione: CEVO 1962.
Impianto strutturale
edificio in muratura continua in pietra e malta di calce naturale, con volte e solai di forma articolata, a botte con unghiature, copertura a falde. La volta della prima campata, realizzata nel 1938, è in muratura di laterizio forato.
Campanile
edificio in muratura continua con solai intermedi di legno. Cella campanaria a quattro fornici coperta con padiglione in lastre d'ardesia e sormontata da quattro pinnacoli a merlo. La tecnica muraria è tipicamente romanica sino ad oltre la metà altezza del campanile, con conci ben squadrati e spianati a scalpello; resta traccia nel paramento interno delle originali bifore della prima cella. Sopra l'originale cella è leggibile un innalzamento con ulteriore cella tamponata e cella campanaria definitiva in sommità, coperta a padiglione con lastre d'ardesia e con quattro pinnacoli a merlo. La torre è stata sottoposta a consolidamento presentando sul paramento recenti piastre di ancoraggio di tiranti in acciaio. Il fianco a monte, molto inclinato verso l'interno manifesta un cedimento rotazionale del campanile romanico verso la chiesa, dovuto probabilmente alla demolizione dell'originale chiesa a cui si affiancava. il fenomeno si è poi arrestato con la costruzione dell'attuale chiesa, per cui gli ampliamenti risultano verticali.
Facciata
La facciata principale, realizzata 1938, è caratterizzata da un paramento, nella porzione centrale, sino al timpano triangolare, di grossi conci di granito squadrati e lavorati nella parte superiore si apre una finestra rettangolare chiusa da una vetrata colorata raffigurante la Madonna. Al centro, in basso al di sopra di tre gradini sporgenti genti, si apre il portale in granito che è costituito da piedritti e architrave definiti da cornici a rilievo, mentre la parte superiore mostra due volute contrapposte verso il pilastrino centrale
con un motivo a nicchia al quale si sovrappone un elemento sferico.
Adeguamento liturgico
altare - aggiunta arredo (1971)
Viene aggiunto altare in marmo rivolto all'assemblea.
Collocazione geografico - ecclesiastica
Regione Ecclesiastica Lombardia Diocesi di Brescia Parrocchia di San Vigilio
Via S. Vigilio 50 - Cevo (BS)
Edifici censiti nel territorio dell'Ente Ecclesiastico
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