CEI - Conferenza Episcopale Italiana - Servizio Informatico - Ufficio Nazionale per i Beni culturali Ecclesiastici e l'edilizia di culto
24/4/2026 Diocesi di Bergamo - Inventario dei beni culturali immobili
Chiesa di San Biagio <Caprino Bergamasco>
Data ultima modifica: 20/09/2019, Data creazione: 4/10/2010


Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale


Denominazione Chiesa di San Biagio


Altre denominazioni S. Biagio


Ambito culturale (ruolo)  maestranze bergamasche (costruzione)



Notizie storiche  1264 - 1264 (preesistenze carattere generale)
le origini di questa chiesa non ci sono note, anche se è certamente di fondazione medioevale: esisteva già nel 1264 ed era già dotata di decime. Ignoriamo quale fosse la struttura dell’edificio, sappiamo che era collocata sostanzialmente dove oggi vi è il sagrato, partendo dall’angolo nord-ovest dell’attuale facciata, dove si trovava il campanile demolito negli ani 50 del XX secolo
1390 - 1390 (rifacimento intero bene)
n primo rifacimento si concluse probabilmente nel 1390, data che risulta relativa alla dedicazione
XVI - 166 (preesistenze carattere generale)
nel XVI secolo accanto alla parrocchiale esisteva un’altra chiesa della quale nel 1566 si ignorava il titolare
1610 - 1610 (parrocchialità intero bene)
un documento del 1610 decriveva cosi la parrocchiale. La chiesa aveva una porta in facciata e due laterali, una sotto il portico del cimitero e l’atra verso la casa parrocchiale, posti rispettivamente a occidente e nord. La navata misurava circa 24 per 11 metri, aveva pavimento in pietra, pareti affrescate, soffitto sostenuto da travi, tre finestre verso sud e una in facciata
1639 - 1685 (rifacimento intero bene)
verso la metà del XVII secolo la chiesa subì interventi tendenti a rendere l’edificio antico adatto alle esigenze del periodo. Nel 1639 venne realizzata la nuova cappella della Madonna dello Spasimo e nel 1649 quella dei Morti. In un momento imprecisato anteriore al 1685 venne ampliato il coro.
XVIII - 1723 (ricostruzione intero bene)
Nel XVIII la chiesa venne completamente ricostruita, forse con due interventi connessi o, più probabilmente disgiunti. Nel 1711 la chiesa viene rinnovata e in una descrizione del 1723 si legge che l’edifico è l’evoluzione di quello del secolo precedente a croce latina, viene definito ampio con volta a forma di corce, un’ unica navata, e con altare maggiore
1735 - 1760 (rifacimento intero bene)
nel 1735-1760 la chiesa venne rifatta in forma più ampia e più ornata, copiando il modello della chiesa gesuitica di San fedele in Milano, costruita su ispirazione di San Carlo Borromeo, su progetto dell’arch. Pellegrino Pellegrini, detto Pellegrino Tibaldi. el 1745 la nuova chiesa era in corso di costruzione e la vecchia era ancora in piedi. Nel 1758 venne benedetto l’altare maggiore. Il 1760 è la data che viene tramandata per i lavori di ricostruzione, pertinente forse alla conclusione degli stessi.
1849 - 1911 (completamento intero bene)
nella metà del XIX secolo, negli interventi precedenti e successivi alla consacrazione, furono effettuati vari interventi di decorazione della chiesa. Nel 1849 il marmorino Bianchi di Lecco realizzò le balaustre del presbiterio, nel 1850 venne realizzato il nuovo organo Serassi, con cantoria progettata dall’architetto Angelo Cattò. La chiesa venne imbiancata e dipinta nei mesi di maggio e giugno del 1856 e consacrata sotto il titolo di S. Biagio martire il 9 novembre 1856 dal vescovo di Lodi monsignor Gaetano Benaglio, come ricorda anche un’epigrafe sopra la porta laterale destra che conduce alla sagrestia. Nel 1862 l’artista Guadagnini realizzò gli affreschi sui pennacchi della cupola. Il pavimento venne realizzato nel luglio del 1900 da Giuseppe Valsecchi. Il 30 ottobre 1911 venne consacrato l’altare dal vescovo Radini Tedeschi.
XX - 1931 (restauro intero bene)
nel secondo quarto del XX secolo la chiesa subì diversi interventi di restauro. Il progetto di restauro fu affidato all’ingegner Angelini che lo concluse nel febbraio del 1931. Vennero scrostati gli intonaci, consolidate le fessure, abbassato di un metro il pulpito, furono consolidate alcune architravi di finestre, inoltre vennero riparati gli stucchi della chiesa e delle cappelle perché ammalorati dalla presenza di umidità
1948 - 1965 (rifacimento campanile)
nel 1948 si pensò alla demolizione del vecchio campanile in facciata e alla realizzazione di uno nuovo, collocato in fregio alla parete nord della chiesa. L’incarico venne affidato all’ingegner Angelini, che stese il proigetto definitivo nell’ aprile-settembre 1953. Nel 1965 venne sistemata la cuspide sul campanile.



Descrizione  Preceduta e circondata sui due lati da sagrato, la chiesa presenta il suo fronte incompiuto rivolto ad ovest, ancora rustico, con sole poche tracce di cornicione provvisorio. Gli altri prospetti sono ornati da lesene, con capitelli assorbiti nelle cornici, disposte su due ordini. Internamente la chiesa si presenta con pianta a rettangolare a navata unica suddivisa in due campate da archi poggianti su colonne corinzie a tutto tondo complete di alto basamento. Ciascuna campata poi è coperta con volte a vela. La navata presenta poi ai lati quattro cappelle, ciascuna fiancheggiata da due brevi tratti occupati o da confessionali o da porte d’ingresso laterali, sormontate poi da piccoli matronei non praticabili. Dall’alta zoccolatura si elevano poi lesene piane con capitello corinzio, sopra il quale corre a sua volta la trabeazione ed il cornicione che completano l’architettura. A sinistra della prima campata trovasi cappella dedicata a S. Antonio ed è dotata di altare con ancona, predella e balaustra in marmo. Mentre sul lato destro della prima campata è presente al centro la cappella dell’Addolorata con altare in marmo in stile neoclassico con ancona sormontata da angeli suonanti e da un gruppo di altri tre angeli recanti simboli della passione. La seconda campata presenta a sinistra l’altare della Madonna del Rosario di stile barocco, mentre nella campata di destra trovasi cappella dedicata al Suffragio ed è dotata di altare in marmo nero venato con incorporata nell’ancona la tela raffigurante la madonna con Bambino. L’arco trionfale delimita il presbiterio che è costituito dal transetto con le due piccole navate laterali poco profonde, sempre comprese nel presbiterio e si prolunga nel piccolo coro o abside. Il transetto poi è sormontato da cupola con alto tamburo cilindrico dotato da otto finestre delle quali una cieca, al di sopra delle quali poggia la volta a cupola. Sul lato nord della chiesa, attraverso porta dotata di contorno in marmo rosa del Garda, realizzato in stile barocco, si perviene alla Cappella dell’Immacolata, di modeste dimensioni con copertura a volte a botte.

Pianta
la chiesa a navata unica presenta pianta rettangolare, il presbiterio sopraelevato di tre gradini è concluso con abside semicircolare
Coperture
copertura a falde superiorein legno con sottostanti volte attestate su archi in laterizio. Manto di copertura in coppi in laterizio



Adeguamento liturgico  altare - aggiunta arredo (1967-1969)
nel 1967 l’architetto Invernizzi progettò un nuovo altare rivolto verso il popolo e la sede presbiterale, eseguiti dalla ditta Comana nel febbraio del 1969
sede presidenziale - aggiunta arredo (1967-1969)
nel 1967 l’architetto Invernizzi progettò la sede presbiterale, eseguiti dalla ditta Comana nel febbraio del 1969
presbiterio - intervento strutturale (1972)
nel 1972 su progetto dell’architetto don gaetano Banfi di Saronno, si procede alla ristrutturazione del presbiterio






Collocazione geografico - ecclesiastica


Regione Ecclesiastica Lombardia
Diocesi di Bergamo
Vicariato locale di Calolzio - Caprino
Parrocchia di San Biagio Vescovo e Martire

piazza della Chiesa, 3 - Caprino Bergamasco (BG)


Edifici censiti nel territorio
dell'Ente Ecclesiastico


Altre immagini
Tutti i dati sono riservati. Non e' consentita la riproduzione, il trasferimento, la distribuzione o la memorizzazione di una parte o di tutto il contenuto delle singole schede in qualsiasi forma. Sono consentiti lo scorrimento delle pagine e la stampa delle stesse solo ed esclusivamente per uso personale e non ai fini di una ridistribuzione.