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6/6/2026
Diocesi di Verona - Inventario dei beni culturali immobili
Chiesa dei Santi Pietro e Paolo Apostoli <San Pietro di Morubio>
Data ultima modifica: 24/05/2019, Data creazione: 8/3/2011
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa dei Santi Pietro e Paolo Apostoli
Altre denominazioni Chiesa di Santi Pietro e Paolo Apostoli
Autore(Ruolo)
Rizzi, Gualtiero (facciata, restauro)
Ambito culturale (ruolo)
romanico (costruzione)
neoclassico (costruzione)
neoclassico (oratorio, costruzione)
neoclassico (campanile, erezione)
architettura contemporanea (facciata, restauro)
Notizie storiche
XIII sec. - XIII sec. (origini e costruzione intero bene)
Inizialmente cappella alle dipendenze della pieve di S. Zeno in Roverchiara, sorgeva in corrispondenza dell'area dell'attuale canonica e del cortile parrocchiale, posizionata secondo l'asse liturgico est-ovest. Il piccolo campanile sorgeva sul lato meridionale, in corrispondenza del giardino dell'attuale canonica.
1526 - 1526 (erezione in Parrocchia intero bene)
Eretta in Parrocchia nel 1526, durante l'episcopato del vescovo Gian Matteo Giberti (1524-1543), dovette però sottostare ancora per due secoli ai vincoli, soprattutto di carattere economico, che la legavano alla chiesa matrice di Roverchiara.
XVIII sec. - XVIII sec. (costruzione oratorio)
Costruito sul finire del Settecento grazie alla munificenza dei marchesi Dionisi, dei quali è conservato lo stemma nell'ambiente in cui un tempo era collocato il fonte battesimale, l'oratorio raccoglie molti elementi della vecchia chiesa: nel pavimento sono state ricollocate le tombe dei nobili (quelle laterali) e, forse, anche quella dei parroci (al centro davanti all'altare).
1789 - 1789 (demolizione intero bene)
In pessimo stato di conservazione, su impulso del parroco don Evangelista Masanielli, nel 1789 si procedette alla demolizione della chiesa originaria ed alla costruzione di una nuova, più bella e capiente. Dell'antico edificio vennero recuperati il portale d'ingresso, gli altari della Madonna e del Crocifisso (oggi del Sacro Cuore), l'altare maggiore, l'altare dell'oratorio con le tombe, il fonte battesimale ed alcune porte lignee.
1789 - 1797 (costruzione intero bene)
I lavori di costruzione del nuovo tempio, come si legge in un'epigrafe commemorativa murata nella parete a tergo della facciata, durarono dal 1789 al 1797 (D.O.M. B. Mariae V. SS. Petro et Paulo ap. Templum D.A. MDCCLXXXIX D. XX Jul Caeptum Evangelistae Masenelli Rec et Piorum D XX Jul Sexenni Ope absolutum). Grande fu il contributo economico fornito dai parrocchiani ed in particolare dal nobile Filippo Guastaverza. Ne risultò un edificio a navata unica, in stile neoclassico, orientato sull'asse nord-sud.
Una lapide, situata dietro l'altare maggiore, ricorda la data della consacrazione, avvenuta il 25 aprile 1836, con l'intervento del vescovo di Verona Giuseppe Grasser (1828-1839).
2012 - 2013 (restauro facciata)
Tra il 2012 ed il 2013 è stato condotto un intervento di restauro conservativo delle facciate. Progetto a cura dell'arch. Gualtiero Rizzi.
Descrizione
La chiesa di S. Pietro sorge nel centro del paese di Morubio, nella bassa veronese. Costruita tra il XII ed il XIII sec., inizialmente era cappella dipendente dalla pieve di Roverchiara. Eretta in Parrocchia nel 1526 su decreto del vescovo Giberti, tra il 1789 ed il 1797 venne demolita e ricostruita nelle forme attuali, grazie anche al contributo economico del nobile Filippo Guastaverza. Il campanile venne innalzato qualche tempo dopo, tra il 1808 ed il 1816.
La facciata principale, rimasta incompleta, si presenta oggi in mattoni di laterizio a vista, senza il rivestimento marmoreo previsto da progetto. Impianto planimetrico ad unica aula rettangolare con presbiterio quadrangolare rialzato di tre gradini, concluso con abside semicircolare; lungo i fianchi dell'aula quattro cappelle laterali accolgono, sul lato sinistro, l'altare di S. Gaetano e l'altare del Sacro Cuore, e sul lato opposto l'altare di S. Giuseppe e l'altare della Madonna del Rosario. I prospetti interni dell'aula sono scanditi da paraste polistili con capitelli corinzi a sostegno della trabeazione modanata con sovrapposto attico; il presbiterio, introdotto da un alto arco trionfale a doppia ghiera modanata, è definito nelle angolate da quattro colonne corinzie. L'aula è coperta da una volta a botte scandita da costolonature trasversali; il presbiterio è sovrastato da una volta a crociera; catino absidale tripartito da costolonature. Copertura a due falde con struttura lignea portante e manto in coppi di laterizio. La navata è pavimentata in quadrotte di marmo rosso Verona e marmo biancone; la pavimentazione del presbiterio è caratterizzata da un disegno geometrico in marmi policromi.
Pianta
La chiesa presenta un impianto planimetrico ad unica aula rettangolare, con presbiterio quadrangolare rialzato di tre gradini, concluso con abside emergente a sviluppo semicircolare. Lungo i fianchi dell'aula si aprono quattro cappelle, due su ciascun lato e tra loro prospicienti, in cui trovano sede, sul lato sinistro, l'altare di S. Gaetano e l'altare del Sacro Cuore, sul lato opposto l'altare di S. Giuseppe e l'altare della Madonna del Rosario. Ai lati del presbiterio insistono la sacrestia, a destra, e la cappella feriale, a sinistra.
L'ingresso principale, con bussola lignea interna, si apre al centro della parete di facciata; lungo entrambe le pareti longitudinali della navata è presente un'entrata secondaria.
Facciata
Facciata a capanna a corsi di mattoni pieni in laterizio, priva del rivestimento marmoreo previsto da progetto e mai realizzato. Il bel portale d'ingresso, in pietra calcarea rosa veronese, è preceduto da cinque gradoni in marmo bianco: recuperato dalla chiesa del XVII sec., sembra provenire da una chiesa ancora precedente, forse quattrocentesca. Di forma rettangolare con lunetta superiore, è decorato esternamente con una cornice dentellata ed internamente con una cornice a toro tortile. Il bassorilievo nella lunetta, raffigurante "Cristo che porge le chiavi a S. Pietro", è opera recente dello scultore veronese Giuseppe Farinon (XX sec.). La porta d'ingresso, in legno a cassettoni, è stata realizzata dall'artigiano locale Livio Modena. Sopra il portale una finestra barocca rettangolare sormontata da un frontone centinato illumina l'interno dell'aula. Una piccola croce in ferro campeggia sul vertice sommitale del timpano.
Strutture di elevazione
Le strutture di elevazione sono realizzate in muratura portante di mattoni pieni in laterizio legati con malta di calce. I corpi di fabbrica laterali che contengono i volumi delle cappelle minori costituiscono elemento di contraffortatura della strutture di elevazione della navata. I paramenti murari esterni sono privi di intonacatura; le pareti interne sono intonacate e tinteggiate.
Strutture di orizzontamento e/o voltate
L'aula è coperta da una volta a botte scandita da costolonature trasversali, con unghie laterali in corrispondenza delle campate sovrapposte alle cappelle. Il presbiterio è sovrastato da una volta a crociera; una stretta volticciola a crociera precede il catino absidale, quest'ultimo tripartito da costolonature in stucco.
Coperture
Copertura a due falde con struttura portante costituita da un sistema di capriate lignee; orditura secondaria composta da arcarecci e travetti con sovrapposte tavelle in cotto; manto in coppi di laterizio.
Pavimenti e pavimentazioni
La pavimentazione della navata, dell'abside e delle cappelle laterali, è realizzata in quadrotte di marmo rosso Verona e marmo biancone posate a corsi obliqui. Il presbiterio è pavimentato in quadrotte di marmo bianco, inserite all'interno di un reticolo diagonale a maglie quadrate, realizzato con listelli di marmo rosso Verona e tozzetti di marmo verde Alpi nei punti di intersezione.
Prospetti interni
I prospetti dell'aula sono scanditi da paraste polistili con capitelli corinzi a sostegno della trabeazione modanata con sovrapposto attico che percorre l'intero perimetro interno; le cappelle laterali sono introdotte da archeggiature inquadrate dall'ordine. L'ambiente del presbiterio, inquadrato da un alto arco trionfale a doppia ghiera modanata, è definito nelle angolate da quattro colonne corinzie su base ottagonale, che si affiancano alle paraste in aggetto delle pareti d'ambito.
Prospetti esterni
I prospetti esterni, ad eccezione della facciata, si presentano privi di intonacatura e di modanature architettoniche, e sono caratterizzati lungo i fianchi longitudinali dalle emergenze dei volumi che contengono gli ambienti annessi al corpo di fabbrica principale; nel settore superiore si aprono le ampie finestrature che illuminano lo spazio interno. Il registro inferiore dei prospetti laterali presenta una zoccolatura in lastre di pietra bianco-rosata della Lessinia; cornice sottogronda in laterizio a semplice modanatura.
Campanile
La torre campanaria, alta 38 m., in mattoni di laterizio a vista, presenta un ampio basamento ottenuto sfruttando parte delle fondamenta della chiesa pre-esistente. Sul lato orientale, sopra la porta d'accesso, un architrave in pietra calcarea veronese reca scolpita una mano benedicente con le chiavi di S. Pietro, verosimilmente proveniente dalla chiesa originaria. Oltre il basamento si eleva il fusto scandito in tre registri da cornici in mattoni. Nella specchiatura centrale è murato, sul lato nord, un orologio rettangolare in pietra bianca. La porzione sommitale, infine, delimitata da due cornicioni in pietra bianca, ospita la semplice cella campanaria, con un'apertura rettangolare su ciascun lato. Le cinque campane del concerto furono ottenute fondendo quelle provenienti dalla chiesa di S. Salvatore in Corte Regia in Verona, di proprietà delle monache di S. Salvatore, ordine religioso femminile soppresso nel 1810 con decreto napoleonico.
Cappella feriale
Ambiente a pianta rettangolare collocato sul lato sinistro del presbiterio, coperto da una struttura voltata a botte molto ribassata; i paramenti murari, in prevalenza intonacati e rivestiti nella porzione inferiore con lastre di marmo chiaro, sono lasciati a vista in alcune porzioni, mostrando la tessitura in mattoni pieni di laterizio. Nella pavimentazione in marmo sono inserite alcune pietre tombali, provenienti dalla chiesa primitiva. L'altare marmoreo, eretto nel 1768 come recita un'incisione in sommità, ospita nella nicchia centrale la statua lignea della Madonna delle Grazie del XV sec; nelle nicchie laterali sono contenute le statue di S. Luigi Gonzaga e di S. Angela Merici, realizzate tra la fine dell'800 ed i primi del '900.
L'intervento di adeguamento liturgico del presbiterio ha previsto la rimozione delle balaustre, in parte recuperate e collocate all'ingresso della Cappella della Madonna del Rosario (seconda cappella destra), e l'introduzione di un nuovo altare rivolto verso l'assemblea. Si conserva l'altare maggiore pre-conciliare con il tabernacolo, anteriore all'epoca di costruzione della chiesa, voluto dal parroco Don Giovan Battista Mantoani verso la seconda metà del '700.
altare - aggiunta arredo (1996)
Il nuovo altare rivolto verso l'assemblea è stato ricavato dall'antico pulpito ligneo.
ambone - aggiunta arredo (1996)
Il nuovo ambone, ricavato dall'antico pulpito in legno, è stato collocato sui gradini del presbiterio, rialzato su basamento ligneo, rivolto verso l'assemblea.
fonte battesimale - aggiunta arredo (2003)
Collocato in origine nell'ambiente laterale che si apre sul fianco sinistro della chiesa, tra l'altare di S. Gaetano e l'altare del Sacro Cuore, spostato poi provvisoriamente nella cappella feriale, attualmente è situato in una nicchia lungo il fianco destro dell'aula.
coro e organo - aggiunta arredo (1927)
Sostituzione dell'organo originario, acquistato a fine '800 dall'allora parroco don Gobetti, con quello attuale, opera della ditta Farinati di Verona, mentre era parroco don Luigi Facincani. Il coro ligneo a semiellisse è stato realizzato da artigiani locali tra la fine dell'800 ed i primi del '900.
Collocazione geografico - ecclesiastica
Regione Ecclesiastica Triveneto Diocesi di Verona Vicariato Foraneo di Legnago Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo Apostoli
Piazza Roma - San Pietro di Morubio (VR)
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