CEI - Conferenza Episcopale Italiana - Servizio Informatico - Ufficio Nazionale per i Beni culturali Ecclesiastici e l'edilizia di culto
15/4/2026 Diocesi di Milano - Inventario dei beni culturali immobili
Chiesa di San Silvestro <Cadero, Maccagno con Pino e Veddasca>
Data ultima modifica: 02/08/2017, Data creazione: 14/7/2011


Tipologia e qualificazione chiesa sussidiaria


Denominazione Chiesa di San Silvestro


Altre denominazioni S. Silvestro


Ambito culturale (ruolo)  maestranze lombarde (costruzione)



Notizie storiche  XII - 1233 (costruzione interno bene)
La prima menzione della chiesa di S. Silvestro risale al 1233, quando vi celebrava un cappellano non residente. A quel tempo, infatti, il centro spirituale per tutti i paesi della Valle Veddasca (dalla riva del lago Maggiore a oltre la quota di Armio) era rappresentato dalla chiesa di S. Martino, nel borgo di Campagnano, dotata, coi secoli, di una precoce autonomia parrocchiale. Tutti gli abitanti della valle erano vincolati a obblighi e al mantenimento del cappellano, soprattutto durante gli offici festivi itineranti; il cappellano era nominato dai canonici del capitolo di S. Vittore a Cannobio, sino al XV sec. capo di pieve anche per l'alto Verbano lombardo. A questa prima fase documentata dalle carte rimanda il fusto del campanile (poi sopraelevato), con bella fila di archetti pensili riferibili a una fase edilizia da collocare tra la fine del XII sec. e gli esordi del secolo successivo. Nel 1418 la chiesa risultò cointitolata per breve tempo a S. Giovanni.
XVII - XVII (ampliamento intero bene)
La storia della chiesa di Cadero è, dopo le prime menzioni, poco documentata. Facile intuire che l'antico invaso medievale, contiguo al campanile e, come la chiesa attuale (integralmente ricostruita dal 1703), correttamente orientata, fosse coi secoli sottoposto a più o meno radicali ristrutturazioni. Nel XVII sec., in particolare, due eventi avrebbero potuto stimolare ingenti lavori: la conquista dell'autonomia parrocchiale (1640) e l'istituzione, dal 1689, di una confraternita del Rosario, catalizzatrice di fondi e legati. La società, infatti, fondata dai Carmelitani insediati nel convento della Madonna del Carmine di Luino era destinata a gran fortuna sino al XIX sec. inoltrato; vi si iscrissero in massa uomini e donne della località, dell'intera Valle Veddasca, della riva piemontese del lago (Cannobio) e della vicina Svizzera (Sessa e Mezzovico). Oltre a quello del Rosario, nel XVII sec. esisteva certamente un altare del Ss. Sacramento, con corrispondente confraternita.
1703 - 1719 (ricostruzione intero bene)
Nel 1704 il curato di Cadero, Giovanni Vercelli, comunicò alla curia di Milano "come si sia dato principiato nell'anno 1703 scorso alla riedificazione della Chiesa [...] nella quale restano alzate due Cappelle laterali [che già] si trovavano col medesimo titolo nella chiesa vecchia del tutto quasi att[erra]ta". I lavori furono definitivamente terminati nel 1719, quando si chiedeva la benedizione "nella nova fabrica" di due cappelle laterali "ridotte all'integral perfetione" (Carmelo e Ss. Sacramento). La richiesta faceva leva sulla necessità dei ricollocare nel più breve tempo possibile "la Statona della B.ma Vergine" nella corrispondente cappella del Carmelo: era necessario recuperare "quella devotione che per causa della fabbrica andavasi scemando" così vitale ai luoghi e più che mai di sostentamento alla parrocchia e alla comunità di fronte all'ingente sforzo della ricostruzione.
1748 - XVIII (completamento cappelle laterali interno)
Nel 1748, il card. Giuseppe Pozzobonelli poté ammirare la chiesa terminata, elogiandone in particolare la ricca decorazione a stucco ("opereque albario collucet"), un'arte rimasta viva tradizione della Val Veddasca sino al XX sec. e praticata da molti emigranti in Italia e in Europa nei secoli. La chiesa ricostruita esibiva una bella abside a terminazione poligonale (di cui il cardinale Pozzobonelli non apprezzò il limitato sviluppo rispetto al corpo della chiesa, imposto dal sito scosceso: "ad formam [...] sed angustus") e ben tre cappelle laterali, due delle quali, davanti al presbiterio, dedicate già dal 1719. La terza, sul fianco sinistro (tra il Ss. Sacramento e il battistero, alloggiato in apposita nicchia), era nel 1748 in attesa di essere intitolata a S. Giuseppe: "adjuntur quartus [altare] ad formam et nomen S. Josephi".
XIX - XIX (costruzione facciata)
Poco documentata è anche la facciata della chiesa, ricca di stucchi. Fu iniziata nel XVIII sec., ma terminata nel corso del secolo successivo, quando vi fu giustapposto (forse anticipando l'intero prospetto) il portichetto d'ingresso. La data dell'intervento di completamento non è nota. Don Celestino Del Torchio (parroco della vicina Campagnano e autore, nel 1925, di un volumetto sulla storia della Valle Veddasca) si limitò a descrivere "l'artistico Pronao del Tempio, fatto costruire dal parroco Mauri", curato del luogo durante gli ultimi anni del XIX sec.
1908 - 1908 (decorazione interno)
Giuseppe Vantellino, parroco di Cadero nei primi decenni del XX sec., incaricò nel 1908 il pittore Italo Cenni (Milano, 1874 - Colmegna, 1956), figlio del più famoso Quinto (illustratore militare e di riviste) e allora villeggiante nei luoghi, di dipingere "7 begli affreschi ed una bene intonata decorazione" (Del Torchio) di pareti e volte. Lo stesso artista, in quegli anni, era attivo nella vicina chiesa di S. Carlo a Garabiolo.



Descrizione  La chiesa di S. Silvestro a Cadero (frazione montana del comune di Maccagno con Pino e Veddasca), poco sotto l'abitato, allinea il fianco alla strada provinciale che, dagli esordi del XX sec., collega tutti gli abitati della Valle Veddasca. L'area, in antico cimitero, è oggi ridotta a sagrato erboso pensile sulla vallata e aperto al panorama. La chiesa si annuncia con "l'artistico Pronao" che si apre sotto la facciata a capanna, "a stile elegante barocco" (Del Torchio), intessuta di stucchi e conclusa da un frontone triangolare. Le pareti laterali mostrano, invece, una fitta tessitura di pietra grigia. L'interno, frutto di una ricostruzione integrale avviata dal 1703, è ampio e impostato su una navata unica, coperta con volte 'unghiate' e conclusa da un'abside a terminazione poligonale. Sul lato sinistro si aprono, in successione, la nicchia del battistero e due cappelle cui corrisponde, sul fianco destro, una sola cappella, presso l'altare maggiore, con venerata statua della Madonna del Carmelo. La chiesa è orientata, come quella medievale documentata nel 1233. Il campanile rappresenta l'unico retaggio dell'originaria fabbrica: mostra, per più livelli del fusto, archetti pensili di accertata fattura romanica.

Struttura
Muratura in pietrame a spacco recuperato sul posto, legato da giunti di malta. Il fianco settentrionale (a monte) della chiesa non è intonacato, come l'adiacente campanile. Il fianco meridionale è solo parzialmente intonacato. La facciata è ricca di stucchi, per buona parte applicati durante il completamento nel XIX sec.
Opere d'arte
La statua della Madonna del rosario è oggetto di sentita devozione da secoli, ulteriormente rafforzata da una confraternita attiva dal 1689 al XIX sec. Merita un cenno il manto che orna il simulacro: fu cucito, pare, dalle mani di alcune monache con le preziosi vesti che un emigrato dei luoghi, Orazio della Valle, avrebbe miracolosamente rinvenuto durante una spedizione nel deserto in Egitto, dove era dovuto emigrare per cercar di far fortuna. L'organo, in controfacciata, è prezioso strumento "rifatto" da Francesco Carnisi, valente organaro di Luino, nel 1838 e conserva un nucleo di canne del XVII sec. All'esterno, sul fianco a valle, si ammira un'antica meridiana, forse del XVIII sec., ancorché rimaneggiata.
Coperture
Il manto di copertura, retto da ordito ligneo principale e secondario, è in tegole marsigliesi.



Adeguamento liturgico  altare - aggiunta arredo (1995 circa)
L'adeguamento liturgico è stato ottenuto aggiungendo una mensa d'altare mobile. Il presbiterio è stato conservato nell'antico assetto, con balaustra di delimitazione verso lo spazio dei fedeli.






Collocazione geografico - ecclesiastica


Regione Ecclesiastica Lombardia
Diocesi di Milano
2 Zona Pastorale II - Varese - Decanato di Luino
Parrocchia dei Santi Martino e Silvestro

Pz.4 Novembre - Loc. Cadero - Cadero, Maccagno con Pino e Veddasca (VA)


Edifici censiti nel territorio
dell'Ente Ecclesiastico


Altre immagini
Tutti i dati sono riservati. Non e' consentita la riproduzione, il trasferimento, la distribuzione o la memorizzazione di una parte o di tutto il contenuto delle singole schede in qualsiasi forma. Sono consentiti lo scorrimento delle pagine e la stampa delle stesse solo ed esclusivamente per uso personale e non ai fini di una ridistribuzione.