Sarebbe da attribuire a Leonardo Tola, morto nel 1503, la fondazione delle chiese cittadine di Nostra Signora di Monserrato, San Leonardo e la nostra Santa Lucia, collocata nel rione "Sa inzazza". L'antica chiesa citata dalle fonti a partire dal 1592.
1837 - XIX (preesistenze carattere generale)
Pressa la chiesa di S. Lucia è documentata fino al 1837 la presenza del gremio degli artisti e dei calzolai, fondato nel 1636 e originariamente ospitato presso la chiesa di S. Francesco.
1839 - XIX (preesistenze Carattere generale)
Lo storico Vittorio Angius, nella voce "Ozieri" del Dizionario Geografico Casalis, fa riferimento alla chiesa di Santa Lucia e la descrive come "molto frequentata".
1857 - XIX (preesistenze carttere generale)
Viene stipulato un contratto con i muratori ozieresi Sanguinetti e Delogu per il rifacimento della vecchia chiesa.
1857 - XIX (progettazione carattere generale)
La Confraternita di Santa Croce , privata del proprio oratorio, a seguito della demolizione a favore dell'ampliamento della Cattadrale di Ozieri, nel febbraio del 1878, conferisce all'architetto Gaetano Cima, autore del citato ampliamento, l'incarico per la progettazione della nuova chiesa dedicata alla Santa Croce.
1857 - XIX (progettazione carattere generale)
Nell’area messa a disposizione della Confraternita, dove sorge l’attuale Santa Lucia, il Cima progettò un tempio a pianta centrale cupolato con sei cappelle poste a raggiera intorno all’aula ottagonale. Il perimetro
esterno si presentava di forma rettangolare e regolare
1860 - XIX (progettazione carattere generale)
Non sono noti i motivi per cui il Cima rinunciò all'incarico che nel 1860 l'incarico a favore di un nuovo progetto venne conferito all'arch. Salvatore Calvia di Mores, il quale predispose subito il nuovo progetto.
1870 - XIX (preesistenze carattere generale)
L'area nella quale deve sorgere la chiesa è interessata dalla demolizione di due isolati costituiti rispettivamente da 8 e 10 case.
1875 - XIX (preesistenze Carattere generale)
Entrambe le chiese, il vecchio edificio di culto e l'erigenda chiesa di Santa Lucia sono riportate in una planimetria del 1875
1887 - XIX (inizio lavori carattere generale)
A seguito dell'assegnazione della progettazione all'Ing. Carlo Martinetto e la direzione lavori all'Ing. Domenico Guidetti, nel 1887, grazie alla cospicua donazione a favore dell'opera della nobildonna Maria Lucia Sechi, si principiarono i lavori per la costruzione della nuova chiesa, intitolata non più alla Santa Croce, bensì alla martire siracusana Lucia.
1890 - XIX (fine lavori carattere generale)
La chiesa venne completata nel 1890.
01/07/2020 - XXI (restauro carattere generale )
In data 01/07/20 sono stati completati i lavori di consolidamento statico degli intonaci decorati dell'interno, che hanno concluso l'intero intervento di restauro dell'edificio. L'intervento è stato realizzato grazie al contributo della Conferenza Episcopale (fondi 8X1000). La gran parte dei manufatti lapidei degradati si trova nelle cornici di gronda e nelle cornici marcapiano della chiesa (eccettuata, per motivi economici, la parte svettante del campanile su cui si è già intervenuto circa 10 anni fa), che sono state tutte assoggettate a idro-pulizia, disinfezione dai muschi, asportazione delle parti incoerenti, risarcitura delle lesioni e lacune maggiori, trattamento consolidante finale con silicato di etile.
Al fine di eliminare quanto più definitivamente possibile la presenza di ristagni d’acqua presso le cornici in pietra, si è provveduto anche alla regolamentazione del flusso delle acque piovane, effettuando la necessaria manutenzione ai canali di gronda (con rinnovo dell’
1902 - XX (elezione a parrocchia carattere generale)
Il 20 aprile 1902, la chiesa di Santa Lucia, viene eletta a parrocchia.
1903 - XX (campanile carattere generale)
Il maestoso campanile, ancora in costruzione nel 1899, appare completato oltre che per la parte architettonica, nell'inserimento degli elementi statuari in una cartolina del 1903
1903 - XX (campanile carattere generale)
Il maestoso campanile, ancora incompiuto nel 1899, fu portato a termine entro il 1903, anno al quale è datata una cartolina della chiesa, nella quale il campanile appare completo anche degli elementi scultorei realizzati da Giuseppe Sartorio.
1903 - XX (statuaria carattere generale)
Si devono allo scultore Giuseppe Sartorio, la realizzazione delle opere scultore presenti all'interno della chiesa: il maestoso altare in gesso; il fonte battesimale con l'altorilievo del battesimo di Cristo, il pulpito marmoreo e le mensole figurate reggi statua ricollocate - anche se non nella posizione originale- in occasione dell'ultimo restauro;
all'esterno:
gli altorilievi in terracotta della facciata raffiguranti episodi della vita della martire Lucia, le 4 statue degli Evangelisti e quella del Salvatore nel campanile, le quattro virtù teologali, effigiate come figure femminili e il crocifisso sovrastanti la facciata.
1922 - XX (decorazione parietale carattere generale)
Tra il 1921 e il 1922, vengono completati i dipinti della volta della chiesa
19/03/1860 - XIX (committenza carattere generale)
La nobildonna Maria Lucia Sequi dona la somma di 60.000 lire a favore della costruzione di una nuova chiesa dedicata a Santa Lucia prospicente il vecchio edificio di culto.
22/05/1895 - XIX (consacrazione carattere generale)
Un iscrizione murata all'interno della chiesa, riporta la data di consacrazione, il 22 maggio del 1895, ad opera del vescovo Mons. Filippo Bacciu.
01/072020 - XXI (restauro carattere generale)
Con appalto specifico OS2-A, si è proceduto al restauro e consolidamento statico degli intonaci decorati delle volte interne, fatta eccezione per la prima campata, con: il pre-consolidamento delle pellicole pittoriche in fase di distacco; pulizia di tutte le superfici degli intonaci decorati; intervento sugli intonaci in fase di distacco dal supporto murario; ristabilimento dell'adesione tra supporto murario e intonaco di supporto del dipinto; stuccature delle fessurazioni e il ripristino delle aree soggette alle cadute dell’intonaco; ristabilimento parziale dell’adesione e della coesione della pellicola pittorica; pulizia, mediante la rimozione dei depositi superficiali incoerenti e parzialmente coerenti; ristabilimento della adesione della pellicola pittorica; estrazione di sali solubili ; disinfezione mediante applicazione di biocida e rimozione meccanica di microorganismi autotrofi o eterotrofi; velinatura e reintegrazioni.
Descrizione
La chiesa, in stile neoclassico, presenta il prospetto principale sull'omonima piazza, collocata tra via Barone Mannu e via via regina Elena. A seguito della demolizione di alcune abitazioni, venne edificata dalle fondamenta, dall'architetto Carlo Martinetto, a partire dal giugno 1887 e conclusa nel 1890. Dalla facciata neoclassica attraverso il portale principale si accede all'aula liturgica. L'interno si presenta ad unica navata absidata, sulla quale si affacciano le quattro cappelle laterali - due per lato -, poco profonde, scandite da pilastri cruciformi. Il presbiterio rialzato ospita il grande altare preconciliare in gesso opera dello scultore Giuseppe Sartorio
Esterni
La chiesa, nei suoi limiti esterni, si presenta in pianta come un grande rettangolo -entro il quale sono inseriti abside e camanile-delimitato dalle vie Regina Elena e il vicolo santa Lucia con il prospetto principale che affaccia sulla piccola piazza Santa Lucia, all'incrocia tra via Regina Elena e via Barone Mannu. Una scalinata immette all'ingresso principale.
Facciata
La facciata a salienti, ispirata a quella della seicentesca chiesa di San Rocco in Roma, opera del Valadier del 1832, è suddivisa, attraverso cornici dentellate in due ordini. Un'ordine di doppie colonne centrali, poggianti su un alto podio, sormontate da capitelli corinzi, e affiancate da paraste nello stesso stile, sorreggono il timpano. Ai lati del portone centrale, all'interno degli spicchi ricavati dalle quattro paraste, entro cornici modanate, sormontate da un piccolo timpano aggettante sono inseriti gli altorilievi in terracotta che raffigurano scene di vita della Santa titolare.
Al centro dell'ordine superiore è collocato il grande oculo che immette luce alla navata. All'interno del timpano, incorniciato da una cornice dentellata è collocato l'altorilievo in terracotta, dove è rappresentato Dio Creatore.
Al di sopra del timpano è collocata la croce al di sopra di una nuvoletta dalla quale emergono i volti di piccoli angeli.
Sono invece state asportale, per motivi statici legati al loro deterioramento, parte delle quattro sculture che decoravano la parte sommitale della chiesa.
Interni
La chiesa al suo interno è costituita da un unica navata, suddivisa in due campate attraverso due pilastri sormontati da archi, attraverso i quali si accede alle quattro cappelle laterali( due per lato ). Attraverso l'arco trionfale, si accede all'ampio presbiterio quadrangolare, terminate nell'abside, rialzato su tre scalini, è chiuso verso l'assemblea dalla balaustra in marmo. Domina lo spazio, il grande altare in gesso nel quale è raffigurata Santa Lucia che ascende al Padre attraverso uno scalone incorniciato angeli.
Campanile
Il campanile a canna quadrata, svetta dall'ingombro della chiesa, per due ordini. Ha copertura a cuspide piramidale, sovrastata dalla statua in terracotta del Redentore. L'ordine superiore delimitato in basso da una cornice modanata, ospita la cella campanaria a quatto luci rettangolari, due delle quali cieche. Agli angoli lo spazio è definito all'interno di paraste sormontate da capitelli ionici. Le Luci sono sormontate da un frontone modanato in rilievo. Al disopra della cornice modanata che delimita in altezza la cella è posto un cornicione decorato con modanatura e dentelli fortemente aggettante, al di sopra del quale un parapetto a colonnine circonda sui quattro lati la struttura.
Adeguamento liturgico
altare - aggiunta arredo (1970)
Recependo le istanze liturgiche del Concilio Vaticano II, veniva collocato nello spazio presbiteriale, tra l'altare ottocentesco e la balaustra, una mensa lignea rettangolare, così da consentire la celebrazione rivolta verso l'assemblea