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edilizia di culto
restauro
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Bagnolo in Piano
Reggio Emilia - Guastalla
chiesa
parrocchiale
S. Maria Porziola e S. Francesco da Paola C.
Parrocchia di Santa Maria Porziola e San Francesco da Paola Confessore
Impianto strutturale; Pianta; Interno; Illuminazione; Decorazioni pittoriche; Coperture; Campanile; Facciata
presbiterio - intervento strutturale (1970-75)
XI - XII(notizie storiche preesistenze); XVI - XVI(notizie storiche preesistenze); 1588 - 1588(costruzione intero bene); 1663 - 1663(descrizione intero bene); XVIII metà - XVIII metà(ampliamento intero bene); 1785 - 1794(titolo carattere generale); XX metà - XX metà(rinforzi strutturali e restauro intero bene); 1987 - 1991(consolidamento e miglioramento antisismico intero bene); 1996 - 2000(consolidamento strutturale intero bene); 2000 - 2006(miglioramento sismico intero bene)
Chiesa di Santa Maria Porziola e San Francesco da Paola Confessore
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa di Santa Maria Porziola e San Francesco da Paola Confessore <Bagnolo in Piano>
Altre denominazioni S. Francesco
S. Francesco di Paola
S. Maria
S. Maria di Portiolo o di Portiliolo
S. Marzia Porziola
S. Maria Porziola e S. Francesco da Paola C.
Ambito culturale (ruolo)
maestranze emiliane (preesistenze)
maestranze emiliane (costruzione)
maestranze emiliane (consolidamento e restauro)
maestranze emiliane (consolidamento strutturale)
maestranze emiliane (miglioramento antisismico)
maestranze emiliane (miglioramento sismico campanile e chiesa)
Notizie Storiche

XI - XII (notizie storiche preesistenze)

Un antica cappella di “S. Mariae in Purciliolo” viene citata in un documento del 1073. Altre notizie riferiscono che dal 1220 circa il parroco della chiesa di S. Maria di Porziola potesse fregiarsi del titolo di rettore.

XVI  (notizie storiche preesistenze)

Intorno alla metà del XVI secolo la chiesa versa in stato di abbandono.

1588  (costruzione intero bene)

Con l'avvento dei frati di S. Francesco da Paola la vita religiosa si riaccende. Grazie al conte Alfonso Gonzaga viene costruita la nuova chiesa col titolo di S. Francesco da Paola. La prima pietra viene posta il 1 agosto del 1588 con la benedizione del vescovo Mons. Giulio Masetti. La chiesa viene terminata rapidamente ma nel 1645 il convento era ancora da completare. L’architetto incaricato della costruzione della chiesa fu Andrea Mattazino.

1663  (descrizione intero bene)

Nel rilievo che viene effettuato in occasione della visita del Vescovo Marliani la chiesa appare di forma rettangolare, con il fronte rivolto ad oriente, lunga 25 braccia, larga 11. Aveva il soffitto piano e il coro chiuso da tre lati a formare due angoli interni ottusi. A lato del presbiterio vi era la torre, e la sagrestia era sul lato opposto. Vi erano due cappelle dedicate una alla B.V. del Rosario e l’altra alla B.V. della Ghiara. Non si sa in quale anno venne realizzata la volta.

XVIII metà  (ampliamento intero bene)

Tra il 1744 e il 1751 la chiesa viene allargata con la costruzione di due navate.

1785 - 1794 (titolo carattere generale)

Nel 1785 il titolo appartenente all'antica chiesa di S. Maria viene trasferito nella nuova chiesa di S. Francesco di Paola. E nel 1794 la chiesa di S. Maria viene atterrata.

XX metà  (rinforzi strutturali e restauro intero bene)

Dopo il secondo conflitto mondiale la chiesa è stata oggetto di pesanti interventi strutturali. La copertura dell’abside è stata allungata per poter coprire uno degli ampliamenti in corso e la struttura lignea di copertura è stata sostituita con travetti in precompresso e tavelloni. Alla facciata è stato aggiunto un paramento in laterizio a vista in stile romanico scandito da lesene che si sviluppano a tutt'altezza e terminano con un coronamento ad archetti. L’apparato decorativo della facciata è stato completato con il portale centrale modanato, due monofore, il rosone centrale e una nicchia con la statua della B.Vergine. Sui fianchi del presbiterio sono stati ricavati due loggiati con archi sorretti sorretti da colonne binate con capitelli corinzi.

1987 - 1991 (consolidamento e miglioramento antisismico intero bene)

In seguito al terremoto del 1987 viene predisposto un progetto di miglioramento antisismico (1991) della chiesa che prevedeva i seguenti interventi: - sul fronte est: ricreazione degli ammorsamenti fra gli ampliamenti; - scuci-cuci nelle murature; - posa tre catene metalliche per migliorare il collegamento tra i fianchi dell’abside e il muro ad est; - consolidamento delle lesioni delle volte con cunei e malte espansive e stuccature con malte di calce e sabbia fine.

1996 - 2000 (consolidamento strutturale intero bene)

L'evento sismico del 1996 ha prodotto importanti danneggiamenti all'edificio. Viene pertanto redatto un progetto di riparazione tendente principalmente al completamento dei lavori di consolidamento iniziati pochi anni prima. In particolare vengono previste le seguenti opere: - consolidamento pilastri e murature con rete e betoncino; - scuci-cuci nelle murature; - consolidamento strutture lignee di copertura con profilati metallici a L nella parte tesa e resi solidali ad essa mediante chiavarde e bulloni; - posizionamento dormiente in legno; - consolidamento della volta della navata e dell’abside con cappetta in betoncino e rete elettrosaldata.

2000 - 2006 (miglioramento sismico intero bene)

Ulteriori lavori di miglioramento antisismico vengono predisposti nel 2004 a completamento dei precedenti, resisi necessari per la riparazione dei danni subiti in seguito ai sismi del 1996 e 2000. Si interviene sia sulla chiesa che sul campanile. Gli interventi previsti riguardavano: - cerchiatura interna del fusto del campanile con elementi metallici; elementi metallici angolari saranno fissati alla muratura per tutta l’altezza della torre; - sostituzione solaio della cella con uno a struttura lignea; - catene metalliche sopra le monofore della cella e altre catene sotto al solaio; - parziale sostituzione dell’orditura secondaria in copertura e del tavolato ligneo con rimontaggio dei coppi sopra la nuova ondulina.
Descrizione

La chiesa parrocchiale di Bagnolo viene edificata alla fine del XVI secolo per volere del conte Alfonso Gonzaga. La prima pietra viene posta il 1 agosto del 1588 con la benedizione del vescovo Mons. Giulio Masetti. L’architetto incaricato del progetto fu Andrea Mattazino. L'impianto planimetrico consta di un'ampia aula rettangolare sulla quale prospettano tre cappelle per lato di eguale ampiezza collegate tra loro mediante aperture ad arco. Il presbiterio rialzato termina con un coro rettangolare. All'interno le cappelle sono inquadrate da arcate su pilastri dai quali si staccano sottili lesene che vanno a definire gli irrigidimenti della volta a botte. Nel presbiterio le pareti si aprono sugli ambienti circostanti mediante una sequenza di archi sorretti da colonnine binate. Nel coro, entro un'ancona riccamente decorata è collocata la pala dedicata al santo titolare. Tra gli altari laterali si ricorda quello di Santa Mustiola ritratta in adorazione della Vergine con il Bambino, opera di Carlo Bensa, XVIII sec. (terza cappella lato nord). L'apparato decorativo della chiesa venne rifatto più volte. L’ultima, risalente agli anni ’40 del Novecento, è opera di Tacito Confetta che ha operato secondo un gusto neorinascimentale e neoclassico con spunti barocchi. La facciata prospetta su un'ampia piazza. E' stata oggetto di rinnovamento negli anni '60 del secolo scorso. E' stato aggiunto un paramento in laterizio a vista in stile romanico scandito da lesene che si sviluppano a tutta altezza. Gli spioventi del tetto sono sottolineati da una serie di archetti pensili. Il portale modanato è sovrastato da una rosone con vetrate policrome, e più in alto è presente una nicchia con la statua della Madonna.
Impianto strutturale
Secondo quanto riportato nella Relazione Tecnica allegata al progetto di miglioramento antisismico del 1991 è probabile che le fondazioni siano di tipo continuo. Le strutture portanti verticali in laterizio hanno uno spessore di 50 cm che aumentano a 80 cm in facciata.
Pianta
L'impianto planimetrico della chiesa consta di un'ampia aula rettangolare sulla quale prospettano tre cappelle per lato di eguale ampiezza collegate tra loro mediante aperture ad arco. Il presbiterio è rialzato e termina con un coro rettangolare. E' collegato direttamente alla cappella della Madonna di Lourdes che si trova sul lato sud. La cappella consente l'accesso alla sagrestia. Dietro al coro è presente uno stretto corridoio di collegamento tra gli ambienti di servizio posti ai lati del presbiterio.
Interno
La spazialità dell'interno è definita dall'ampia aula sulla quale aggettano tre cappelle per lato inquadrate da arcate. Dai pilastri si staccano sottili lesene che vanno a definire gli irrigidimenti della volta a botte. Il presbiterio è rialzato di un gradino e termina con un coro rettangolare con stalli in legno e mensa al centro. Le pareti del presbiterio si aprono sugli ambienti circostanti mediante archi sorretti da colonnine binate. Sul lato sud confina con la cappella della Madonna di Lourdes, e sul lato opposto con vani di servizio dei quali uno contenente l'organo novecentesco. Nel coro, entro un'ancona riccamente decorata è collocata la pala dedicata al santo titolare. La prima cappella a sinistra dell'ingresso contiene il Fonte Battesimale. Tra gli altari laterali si ricorda quello di Santa Mustiola ritratta in adorazione della Vergine con il Bambino, opera di Carlo Bensa, XVIII sec. (terza cappella lato nord vicino al presbiterio). La pavimentazione dell'aula in piastrelle di graniglia è stata realizzata nel 1926.
Illuminazione
Le fonti di luce naturale sono costituite dalle due finestre a monofora e dal rosone di facciata e dalle due finestre del coro. L'illuminazione artificiale è garantita da proiettori a luce diretta posti sulle catene della navata e delle cappelle laterali oltre ad altri proiettori e faretti collocati sulla cornice del presbiterio. Nelle cappelle sono altresì presenti ulteriori punti luce per l'illuminazione delle opere ivi contenute..
Decorazioni pittoriche
Da alcune note presenti nell'archivio della Curia Vescovile si apprende che l'apparato decorativo interno venne rifatto più volte. L’ultima, quella di Tacito Confetta, risale agli anni ’40 del Novecento secondo un gusto neorinascimentale e neoclassico con spunti barocchi. I saggi stratigrafici compiuti sulle pareti hanno evidenziato almeno quattro strati di colore da cui si può dedurre: - uno strato originale (a calce) o comunque risalente ad un epoca di integrale rifacimento dell’intonaco, con rasatura graffita a coloritura rosa per i fondi, e finitura biancastra ad emulare la pietra naturale per l’ornato; - uno strato settecentesco a calce, con fondi di colore verde-azzurro, e ornato grigio chiaro; - uno strato ottocentesco con decorazioni pittoriche in colori caldi (color panna, marrone, ecc.) di sobrio disegno geometrico; - uno strato novecentesco a tempera eseguito dal Confetta.
Coperture
Le volte della chiesa sono in genere realizzate con mattoni posti di piatto e con archi di rinforzo in muratura. L’edificio ha nella sua parte principale una copertura a due acque, mentre le cappelle laterali hanno una copertura ad una falda. Dalla Relazione Tecnica allegata al progetto di miglioramento sismico del 1991 si apprende che nella navata principale il manto di copertura in coppi è sostenuto da tavelloni sotto i quali undici travetti in cap trasmettono i carichi alle strutture verticali tramite un cordolo in cemento armato. La struttura di copertura dell’abside è formata da travetti e puntoni.
Campanile
Secondo quanto riportato nella Relazione Tecnica allegata al progetto di miglioramento sismico del campanile e della chiesa (2004) è probabile che il campanile abbia fondazioni continue. Da esse si elevano strutture portanti in laterizio dello spessore di circa 48-50 cm. Il solaio della cella è costituito da putrelle metalliche e tavelloni. Il solaio originario doveva essere posto ad una quota più bassa. La copertura con manto in coppi è a quattro acque.
Facciata
Negli anni Sessanta del secolo scorso la chiesa è stata oggetto di pesanti interventi di restauro e rinnovamento. In particolare alla facciata è stato aggiunto un paramento in laterizio a vista in stile romanico scandito da lesene che si sviluppano per tutta l'altezza e terminano con un coronamento ad archetti. L’apparato decorativo venne completato con un portale modanato, due monofore, il rosone centrale e una nicchia con la statua della Beata Vergine.
Adeguamento liturgico

presbiterio - intervento strutturale (1970-75)
Rimozione altare maggiore e collocazione mensa per la celebrazione rivolta verso l'assemblea.
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