chiese italiane censimento chiese edifici di culto edifici sacri beni immobili patrimonio ecclesiastico beni culturali ecclesiastici beni culturali della Chiesa cattolica edilizia di culto restauro adeguamento liturgico Tortona Tortona palazzo vescovile Palazzo Vescovile Parrocchia di Santa Maria Assunta e San Lorenzo Impianto strutturale; Facciata nessuno 1576 - 1577(notizie intorno); 1582 - 1582(costruzione intero bene); 1592 - 1612(decorazioni interni); 1600 - 1660(costruzione intero bene); 1659 - 1661(costruzione esterno); 1885 - 1885(cappella restauro); 1896 - 1904(decorazioni interni); 2006 - 2006(facciata restauro); 2015 - 2017(interni restauro)
Palazzo Vescovile
Tipologia e qualificazione
palazzo vescovile
Denominazione
Palazzo Vescovile <Tortona>
Ambito culturale (ruolo)
maestranze lombarde (costruzione)
Notizie Storiche
1576 - 1577 (notizie intorno)
Il 6 novembre 1576, mentre era in costruzione il Duomo, vengono acquistate le case attigue alla Cattedrale, sul lato nord della piazza, per destinarle al Palazzo Vescovile. Nell'ottobre del 1577 venne acquistato un ulteriore ufficio per ampliare il cantiere.
1582 (costruzione intero bene)
All'inizio del 1582 il Palazzo Vescovile risulta essere terminato nelle parti strutturali, il Vescovo Gambara già vi risiedeva. Lo stemma della Famiglia Gambara spicca sul portale d'ingresso.
1592 - 1612 (decorazioni interni)
Il Vescovo Maffeo Gambara (1592-1612) fa decorare gli interni con i ritratti dei suoi predecessori.
1600 - 1660 (costruzione intero bene)
Si proseguì la costruzione con gusto barocco ed alcune aggiunte architettoniche come il porticato, gli ambienti per il vicario generale e lo scalone di accesso al primo piano.
1659 - 1661 (costruzione esterno)
Il Vescovo Carlo Settala costruisce il "Passetto", ponte coperto che collega il Palazzo Vescovile alla Cattedrale.
1885 (cappella restauro)
La cappella vescovile fu restaurata dal vescovo Vincenzo Capelli su disegno dell'ingegnere Nicolò Bruno (1885).
1896 - 1904 (decorazioni interni)
La sistemazione attuale all'interno del palazzo risale ai lavori fatti tra il 1896 e il 1904. Risalgono a questo periodo gli affreschi di Rodolfo Gambini che decorano il salone dell'episcopio.
2006 (facciata restauro)
Nel 2006 si è restaurata la facciata.
2015 - 2017 (interni restauro)
Restauro e risanamento conservativo in alcuni locali al piano primo del Palazzo Vescovile.
Descrizione
Il Palazzo Vescovile fu costruito sul fianco destro della cattedrale ad iniziare dal 1576, durante l'episcopato di Cesare Gambara il cui stemma campeggia sull'architrave del portale d'accesso dell'episcopio, unico elemento decorativo dell'intera facciata.
L'esterno, oggi completamente intonacato, presenta come unico elemento di spicco il portale in stile bresciano.
Fu il vescovo Carlo Settala (1653-1684) a ristrutturare l'edificio costruendo il "passetto", lo scalone di accesso al piano nobile, l'abitazione del vicario generale, le carceri e la sede dell'archivio vescovile. Anche il vescovo Giulio Resta (1699-1743) apportò miglioramenti all'edificio facendo costruire una galleria decorata con affreschi raffiguranti le virtù, oggi scomparsa. La sistemazione attuale all'interno del palazzo risale ai lavori fatti tra il 1896 e il 1904. Salendo lo scalone che consente l'accesso al piano nobile, sul pianerottolo è collocato il busto del canonico Angelo Francesco Corti di Guazzora che nel 1661 lasciò erede la Mensa vescovile dei suoi beni; giunti al primo piano si accede alla cappella vescovile restaurata dal vescovo Vincenzo Capelli su disegno dell'ingegnere Nicolò Bruno (1885).
Il salone dell'episcopio venne affrescato da Rodolfo Gambini sul finire del '800.
All'interno oggi si trovano gli uffici diocesani.
Impianto strutturale
Il corpo principale del Palazzo Vescovile, una manica di larghezza doppia, si sviluppa
parallelamente a via De Amicis; da questa si dipartono due maniche semplici di diversa lunghezza che formano una corte interna pressoché trapezoidale. Al piano terreno l’ala grande si apre sul cortile con un porticato, sorretto da grossi pilastri in mattoni intonacati e coperto da volte a crociera.
La scala che sale al piano nobile si trova alla sinistra dell’androne. La residenza vescovile è
costituita da un ampio salone di ricevimento coperto da una volta a padiglione, direttamente
collegato ad un’altra saletta, avente la stessa copertura, che da accesso agli appartamenti privati, tutti spazi affacciati sulla piazza; il muro di nord-est della sala di ricevimento delimita la cappella privata di pianta rettangolare.
Facciata
L’esterno, oggi interamente intonacato, presenta come unico elemento
di spicco il portale in stile bresciano che si apre con un arco a pieno centro, realizzato in massicci conci di pietra di botticino e sormontato dallo stemma dei Gambara, fatto apporre da Cesare, con la seguente iscrizione:” Antiqua episcorum sede olim in summo colle sita, et Caroli V jussu arcis
construendae destinata a Philippo rege aere propterea penso, Caesar Gambara episcopus an XXVII hanc regens acclesiam successorum magis quam suae utilitati studens, pluribus privatorum domibus coeptis eisquem partim destructis partim refectis interpositive has ut potuit aedes restituit MCLXXIV ”.