chiese italiane
censimento chiese
edifici di culto
edifici sacri
beni immobili
patrimonio ecclesiastico
beni culturali ecclesiastici
beni culturali della Chiesa cattolica
edilizia di culto
restauro
adeguamento liturgico
Peseggia
Scorzè
Treviso
chiesa
parrocchiale
S. Nicola Vescovo
Parrocchia di San Nicola Vescovo
Preesistenze; Pianta; Fondazioni; Pavimenti e pavimentazioni; Struttura; Interni; Coperture; Soffitti; Vetrate; Altari; Facciata
presbiterio - aggiunta arredo (1985)
1938 - 1940(costruzione intero bene); 1940 - 1940(consacrazione intero bene); 1952 - 1952(realizzazione affresco Buon pastore); 1993 - 1993(realizzazione vetrate zona absidale); 2001 - 2001(realizzazione vetrate)
Chiesa di San Nicola Vescovo
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa di San Nicola Vescovo <Peseggia, Scorzè>
Altre denominazioni S. Nicola Vescovo
Autore (ruolo)
Candiani, Luigi (progettista e direttore dei lavori)
Borsato, Gino (realizzazione affresco del Buon pastore)
Gemin, Luciano (adeguamento liturgico)
Ambito culturale (ruolo)
neoromanico (costruzione chiesa)
Notizie Storiche

1938 - 1940 (costruzione intero bene)

La nuova chiesa di San Nicola Vescovo viene realizzata tra il 1938 e il 1940, su progetto di Luigi Candiani, poiché già prima del 1926 si abbandona l’idea di ampliare l’originaria vecchia chiesa parrocchiale del XV–XVII secolo, divenuta troppo angusta per la popolazione del luogo.

1940  (consacrazione intero bene)

La chiesa viene consacrata il 14 settembre 1940.

1952  (realizzazione affresco Buon pastore)

Il pittore trevigiano Gino Borsato realizza nel 1952 l’affresco del buon pastore sull'intero catino absidale. Gesù Cristo è rappresentato in piedi al centro tra le sue pecore con, sullo sfondo, un cielo sereno azzurro e un ampio paesaggio aperto; incorniciano la scena due angeli volteggianti e simmetrici.

1993  (realizzazione vetrate zona absidale)

Nel 1993 Anzolo Fuga, maestro vetraio di Murano, compone le cinque vetrate della zona absidale in pasta di vetro colorato che rappresentano la Natività, la discesa dello Spirito Santo, l’Ultima Cena. Il vetro viene soffiato a bocca, tagliato a mano e legate al piombo.

2001  (realizzazione vetrate)

Le altre 18 vetrate che completano le finestre della chiesa, vengono realizzate nel 2001 con la stessa tecnica. Esse traggono spunto compositivo da episodi e parabole evangeliche.
Descrizione

La nuova chiesa di San Nicola Vescovo viene realizzata tra il 1938 e il 1940, su progetto di Luigi Candiani, poiché già prima del 1926 si abbandona l’idea di ampliare la vecchia chiesa parrocchiale del XV–XVII secolo, divenuta troppo angusta per la popolazione del luogo. La pianta della chiesa è a croce latina con tre navate, interrotte da un transetto trasverso, che si concludono con tre absidi: un’abside presbiteriale ampia centrale e due piccole ai lati. La navata centrale è delimitata da cinque arcate per lato, con archi “remenati” che poggiano su semplici capitelli marmorei, di tipologia bizantina, di colonne presumibilmente realizzate in mattoni finemente tagliati e levigati, nascosti da una superficie lisciata a marmorino lucido, a base di calce e polvere di marmo bianco. Le basi, come i capitelli, sono di marmo grigio lucido tipo “Aurisina”. Quattro grandi archi in mattoni “faccia a vista” definiscono il raccordo tra la navata centrale e il transetto trasverso della croce latina; un quinto analogo arco definisce il catino absidale di fondo del presbiterio. Il pavimento della chiesa è rialzato di tre gradini dal livello di campagna e di ulteriori tre gradini è rialzato il pavimento del presbiterio e della zona absidale. I piani di calpestio delle navate, del transetto e del presbiterio sono impreziositi da geometrie di marmo rosso di “Verona” e marmo bianco “Biancone”, separate da due coppie di strisce di marmo “serpentino” scuro parallele che separano la navata centrale dalle laterali e altre due che segnano il percorso centrale. Il tetto è a due falde in corrispondenza della navata centrale e del transetto, mentre è ad unica falda inclinata sulle navate laterali. Le catene delle capriate sostengono il leggero controsoffitto, composto in lastre di faesite, che è decorato a vivi colori gesso-oleosi, con vari simboli liturgico-religiosi localizzati in asse: all’incrocio tra la navata centrale ed il transetto vi è un’unica grande campitura quadrata, che centralmente dà forte evidenza all’Eucarestia, con trigramma “JHS”, e un sole su sfondo azzurro; altre tre campiture rettangolari coprono il presbiterio ed altre tre a est e tre a ovest coprono il transetto, con diverse altre simbologie liturgico-religiose. La facciata, a salienti, si presenta con una superficie di mattoni “faccia a vista”. La parte centrale, molto slanciata, individua l’ingresso principale, sporgente rispetto al livello dell’intera facciata, che è a sua volta sottolineato da una cornice dentellata triangolare intonacata di bianco che appoggia su due semplici lesene. Sopra al portale d’ingresso, ad arco a tutto sesto, ci sono tre nicchie ad arco che ospitano tre statue, di cui quella al centro raffigurante San Nicola Vescovo, a cui è dedicata la chiesa. Nella parte superiore, sotto alla cornice di chiusura della parte centrale, anch’essa sempre intonacata di bianco, sono presenti tre cornici ad arco intonacate, di diverse dimensioni, che incorniciano, ai lati due tondi con all’interno il simbolo della croce greca, mentre centralmente un rosone vetrato con delle cornici a raggiera al cui centro è presente sempre lo stesso simbolo. Le parti laterali, molto più basse, presentano gli stessi stilemi della parte centrale, e ospitano altri due ingressi in corrispondenza delle navate laterali.
Preesistenze
Non esistono preesistenze della chiesa prima del 1938, l’area del sedime era libera.
Pianta
La pianta della chiesa è a croce latina con tre navate e un transetto trasverso. Le tre navate, simmetriche, si concludono spazialmente attraversando il transetto, con tre absidi: un’abside presbiteriale ampia centrale e due piccole ai lati.
Fondazioni
Si presume che le fondazioni della chiesa siano di mattoni tradizionali, in continuità alla tessitura omogenea della muratura in elevazione.
Pavimenti e pavimentazioni
Il pavimento della chiesa è rialzato di tre gradini dal livello di campagna e di ulteriori tre gradini è rialzato il pavimento del presbiterio e della zona absidale. I piani di calpestio delle navate, del transetto e del presbiterio sono impreziositi da geometrie di marmo rosso di “Verona” e marmo bianco “Biancone”, separate da due coppie di strisce di marmo “serpentino” scuro parallele che separano la navata centrale dalle laterali e altre due che segnano il percorso centrale.
Struttura
Le murature in elevazione, ispessite a più livelli da evidenti costoloni, hanno una tessitura omogenea di mattoni tradizionali pieni “alla capuccina” di colore rosso aranciato. Gli stessi ispessimenti della muratura interna si ripetono anche all’esterno, in mattoni “faccia a vista”, a sottolineare i fori finestra. Gli ispessimenti, i costoloni, le paraste in muratura definiscono il carattere e la forma architettonica della chiesa e, nello stesso tempo, danno rigidezza e solidità alla composizione muraria in elevazione.
Interni
La navata centrale è delimitata da cinque arcate per lato, con archi “remenati” che poggiano su semplici capitelli marmorei, di tipologia bizantina, di colonne presumibilmente realizzate in mattoni finemente tagliati e levigati, nascosti da una superficie lisciata a marmorino lucido, a base di calce e polvere di marmo bianco. Le basi, come i capitelli, sono di marmo grigio lucido tipo “Aurisina”. Quattro grandi archi in mattoni “faccia a vista” definiscono il raccordo tra la navata centrale e il transetto trasverso della croce latina. Un quinto analogo arco definisce, limita e conclude il catino absidale di fondo del presbiterio.
Coperture
Il tetto è a due falde in corrispondenza della navata centrale e del transetto, mentre è ad unica falda sulle navate laterali. La struttura, tradizionale, è data da successioni di capriate in legno di abete che sostengono impalcati lignei sottocoppo, previa sottile guaina traspirante. La copertura è in coppi in cotto tradizionali che scaricano le acque meteoriche su gronde metalliche con i relativi pluviali di scarico.
Soffitti
Le catene delle capriate sostengono il leggero controsoffitto, composto in lastre di faesite, che è decorato a vivi colori gesso-oleosi, con vari simboli liturgico-religiosi localizzati in asse: all’incrocio tra la navata centrale ed il transetto vi è un’unica grande campitura quadrata, che centralmente dà forte evidenza all’Eucarestia, con trigramma “JHS”, e un sole su sfondo azzurro; altre tre campiture rettangolari coprono il presbiterio ed altre tre a est e tre a ovest coprono il transetto, con diverse altre simbologie liturgico-religiose.
Vetrate
Nel 1993, Anzolo Fuga, maestro vetraio di Murano, ha composto le cinque vetrate della zona absidale in pasta di vetro colorato, soffiato a bocca e tagliato a mano, legate al piombo, con riferimento alla Natività, alla discesa dello Spirito Santo e all’Ultima Cena. Le altre 18 vetrate che completano le finestre della chiesa vengono realizzate nel 2001 con la stessa tecnica e traggono spunto compositivo da episodi e parabole evangeliche. Le composizioni sono inserite su telai di alluminio anodizzato scuro.
Altari
L’altare maggiore, risalente all’anno di costruzione della chiesa (1940), è collocato davanti all’abside centrale di fondo, ed è stato composto da Ruggero Bellussi, artigiano di Treviso, in marmo rosso di Asiago. Il secondo nuovo altare maggiore, per esigenze liturgiche, derivate dal Concilio Vaticano II, viene realizzato da artigiani del marmo di Treviso, su un rialzo di marmo lucido di granito scuro “sierra chica”, sopra il quale sono posti due pilastrini rivestiti in marmo bianco lucido “pentelico”, a sostegno della mensa dello stesso marmo. Questo nuovo altare è al centro del presbiterio, in asse con l’altare maggiore d’origine. Gli altri quattro altari, di buona fattura, risalenti al XVII-XVIII secolo, provengono dalla ex chiesa parrocchiale: tre sono a tarsie di marmi colorati e sagomati, due dentro alle cappelline che fiancheggiano il presbiterio e uno in fondo al transetto est. Quello in fondo al transetto ovest, è invece in marmo sagomato bianco monocromo.
Facciata
La facciata, a salienti, si presenta con una superficie a mattoni “faccia a vista”. La parte centrale, molto slanciata, individua l’ingresso principale, sporgente rispetto al livello dell’intera facciata, che è a sua volta sottolineato da una cornice dentellata triangolare intonacata di bianco che appoggia su due semplici lesene, sempre in mattoni “faccia a vista”. Sopra al portale d’ingresso, ad arco a tutto sesto, ci sono tre nicchie ad arco che ospitano tre statue, di cui quella al centro raffigurante San Nicola Vescovo, a cui è dedicata la chiesa. Nella parte superiore, sotto alla cornice di chiusura della parte centrale, anch’essa sempre intonacata di bianco, sono presenti tre cornici ad arco intonacate, di diverse dimensioni, che incorniciano, ai lati due tondi con all’interno il simbolo della croce greca, mentre centralmente un rosone vetrato con delle cornici a raggiera al cui centro è presente sempre lo stesso simbolo. Le parti laterali, molto più basse, presentano gli stessi stilemi della parte centrale, e ospitano altri due ingressi in corrispondenza delle navate laterali.
Adeguamento liturgico

presbiterio - aggiunta arredo (1985)
Sul piano di calpestio del presbiterio, con un piccolo gradino, è presente un’ampia area rettangolare rivestita di granito lucido scuro tipo “Sierra Chica”. Su questa area rialzata, si appoggiano due pilastrini di sostegno dell’ampio piano della mensa dell’altare, rivestiti di marmo bianco lucido “pentelico”. Analogamente il leggio è stato collocato e rivestito di marmo bianco “pentelico”. Il progetto è dell’architetto Luciano Gemin di Treviso, datato 26.10.1985, complessivo della mensa, dell’ambone e del leggio.
Contatta la diocesi