chiese italiane censimento chiese edifici di culto edifici sacri beni immobili patrimonio ecclesiastico beni culturali ecclesiastici beni culturali della Chiesa cattolica edilizia di culto restauro adeguamento liturgico Grevo Cedegolo Brescia chiesa parrocchiale S. Filastrio Vescovo di Brescia Parrocchia di San Filastrio Impianto strutturale; Campanile altare - aggiunta arredo (1975) X - X(preesistenze intero bene); XV - XV(decorazione interno); 1459 - 1459(variazione d'uso intero bene); XVII - XVII(variazione d'uso intero bene); 1613 - 1613(costruzione campanile); 1673 - 1673(ampliamento navata); 1681 - 1707(costruzione pulpito e coro); 1725 - 1725(distruzione archivio parrocchiale); 1734 - 1770(costruzione altari); 1770 - 1783(costruzione sagrestia e altare); XIX - XIX(decorazione interno); 1836 - 1836(costruzione campane); 1935 - 1935(decorazioni interno); 1951 - 1978(restauro intero bene); 2002 - 2003(restauro intero bene)
Chiesa di San Filastrio Vescovo di Brescia
Tipologia e qualificazione
chiesa parrocchiale
Denominazione
Chiesa di San Filastrio Vescovo di Brescia <Grevo, Cedegolo>
Altre denominazioni
S. Filastrio Vescovo di Brescia
Ambito culturale (ruolo)
maestranze lombarde (costruzione)
Notizie Storiche
X (preesistenze intero bene)
Viene ipotizzata una prima cappella nell'Alto Medioevo soggetta alla pieve di Cemmo. Il centro abitato è di origine romana e la formazione di cappelle si presume abbia seguito l'evoluzione locale della cristianizzazione del territorio.
XV (decorazione interno)
Sulla lesena della cappella laterale sinistra è conservato un affresco raffigurante san Rocco, risalente al XV secolo. L'affresco testimonia la sopravvivenza di cospicue strutture della chiesa quattrocentesca nella fabbrica attuale.
1459 (variazione d'uso intero bene)
La chiesa di San Filastrio viene menzionata negli atti della visita del delegato vescovile Vanzio, come soggetta alla chiesa battesimale di San Zenone da tempo e cioè da diversi predecessori del parroco pro tempore di Demo.
XVII (variazione d'uso intero bene)
La rinuncia del primo parroco, datata 1542, testimonia l'erezione negli anni precedenti della chiesa a parrocchiale.
1613 (costruzione campanile)
Il campanile viene eretto a fianco della chiesa, separato da essa. la data risulta incisa sull'architrave in granito dell'ingresso. Il parroco pro tempore è don Giovanni Bellemani.
1673 (ampliamento navata)
La navata viene allungata abbattendo e ricostruendo la facciata .
1681 - 1707 (costruzione pulpito e coro)
durante gli anni in cui fu parroco Don Giulio Mercanti, Pietro Ramus costruì ed intagliò il pulpito e il coro.
1725 (distruzione archivio parrocchiale)
Un incendio distrugge la canonica attigua alla chiesa con annesso archivio parrocchiale.
1734 - 1770 (costruzione altari)
L'altare maggiore con relativa ancona e l'altare della Beata Vergine, opera di Vincenzo Baroncini di Rezzato, sono stati eseguiti negli anni in cui era parroco Don Andrea Sisti di Saviore.
1770 - 1783 (costruzione sagrestia e altare)
La sagrestia e l'altare di San Carlo furono costruiti negli anni in cui era parroco e vicario foraneo don Antonio Moreschi di Malonno.
XIX (decorazione interno)
Un primo ciclo pittorico è opera del Corbellini
1836 (costruzione campane)
Il campanile contiene alcune campane datate 1836 del fonditore Maggi.
1935 (decorazioni interno)
Un secondo intervento pittorico delle superfici interne è di Emilio Nembrini
1951 - 1978 (restauro intero bene)
Il parroco don Angelo Turetti di Capodiponte sostiene gli interventi di rifacimento in marmo del pavimento che reca incisa data1956, il rifacimento del tetto della chiesa, l'elettrificazione delle campane, l'inserimento dell'impianto di riscaldamento.
2002 - 2003 (restauro intero bene)
Vengono restaurati gli affreschi dal restauratore Sergio Graziano. Vengono posate nuove campane, rifatto il sagrato, restaurati gli intonaci esterni ed interni, restaurata la macchina settecentesca delle Quarantore. Era parroco don Clemente Lazzarini.
Descrizione
LA chiesa si erge su un alto terrapieno sul bordo della terrazza naturale su cui sorge tutto l'abitato di Grevo, in corrispondenza dell'ingresso in paese dell'antica strada di collegamento col fondovalle. L'orientamento della chiesa con abside perfettamente ad est, indice di probabile antica fondazione. Il volume dell'edifico è molto sviluppato in lunghezza con coperture a falda. La navata ha proporzioni maggiori del presbiterio il lunghezza, ma non di moto in larghezza e altezza. Tra i volumi della navata e del presbiterio si pone l'allargamento determinato dalle due cappelle laterali disposte quasi a transetto. La facciata è protratta scenograficamente verso la valle, rappresentando un elemento di riconoscimento paesaggistico del centro abitato. Presenta timpano ondulato, a vela, con cornicione di copertura separato da quello di base. Nel centro della facciata vi è un elegante serliana seicentesca in pietra di Sarnico e, alla base un portale semplice, architravato posto su quattro gradini. sul fianco sinistro della chiesa si sviluppano i volumi della chiesetta di san Luigi, con facciatina a timpano tringolare e l'ampia sagrestia.
L'interno rispecchia lo schema percepibile dall'esterno, con navata coperta a botte unghiata, con profonde lesene di sezione diversa da campata a campata, segno di ampliamento in fasi diverse. Le due cappelle laterali mediano il passaggio da navata a presbiterio, con volta a botte terminante con abside schiacciato in pianta, con parete di fondo piana e smussi torici ai lati. Di notevole impatto e fuoco prospettico di tutto l'edificio sono l'altare maggiore e la relativa ancona marmorea con pala raffigurante San Filastrio, in perfetta adesione ai dettami della riforma cattolica tridentina.
Impianto strutturale
edificio in muratura continua in pietra e malta di calce aerea, con volte di forma articolata, prevalentemente a botte ungliata e costolonata. Copertura a falde in lamiera.
Campanile
edificio in muratura continua con solai intermedi di legno separato dalla chiesa. Cella campanaria a quattro fornici coperta con padiglione in lastre d'ardesia e sormontata da quattro pinnacoli a merlo. La tecnica muraria è tipicamente seicentesca con grossi conci in granito in particolare per le angolate, frammisti a pietrame e abbondante uso di malta. sull'architrave della porta è incisa la data 1613.
Adeguamento liturgico
altare - aggiunta arredo (1975)
L'altare del presbiterio, rivolto all'assemblea è realizzato con un riadattamento del pulpito del Ramus, probabilmente posto originariamente in navata. E stata mantenuta la balaustra di marmo, di notevole fattura.