chiese italiane censimento chiese edifici di culto edifici sacri beni immobili patrimonio ecclesiastico beni culturali ecclesiastici beni culturali della Chiesa cattolica edilizia di culto restauro adeguamento liturgico Marcianise Capua cappella sussidiaria Santa Venera Parrocchia di S. Michele Arcangelo Facciata; Interno; Pianta; Struttura; soffitto; Pavimenti e pavimentazioni; Elementi decorativi presbiterio - aggiunta arredo (1980) 1450 - 1500(preesistenze intero bene); 1700 - 1700(ampliamento intero bene); 1832 - 1832(recupero intero bene); 1875 - 1875(restauro conservativo intero bene); 1992 - 1992(restauro intero bene); 2000 - 2000(restauro conservativo esterno); 2010 - 2010(restauro conservativo esterno); 2017 - 2017(sostituzione esterno)
Cappella di Santa Venera
Tipologia e qualificazione
cappella sussidiaria
Denominazione
Cappella di Santa Venera <Marcianise>
Ambito culturale (ruolo)
maestranze campane (costruzione)
Notizie Storiche
1450 - 1500 (preesistenze intero bene)
Nell'antico villaggio di Campocipro una semplice edicola votiva nel XVI secolo era stata costruita dai contadini della zona per celebrare le feste agricole. L’affresco del 1500 che si trovava nella lunetta del portale d’ingresso oggi è conservato nel Duomo di Marcianise.
1700 (ampliamento intero bene)
L'antica edicola votiva fu ampliata nel 1700 con il contributo economico dei fedeli. Si trovava accanto al cimitero non più in uso che, nell'antichità, accoglieva le vittime dell’epidemia di colera.
1832 (recupero intero bene)
Fu messa in atto l’opera di recupero e di salvaguardia del sito della piccola chiesa di Santa Veneranda con il contributo dei fedeli.
1875 (restauro conservativo intero bene)
La struttura fu completamente rinnovata a spese del Comune di Marcianise grazie all'interessamento del canonico Giovanni Novelli. Il 15 ottobre dell’anno 1875 fu riaperta ai riti sacri. A custodia del tempio fu nominato il canonico don Demetrio Tartaglione. L'architetto Battista Argenziano diresse i lavori. Ne è testimonianza storica la lapide sistemata, nella seconda metà dell’800, sopra il portale d’ingresso.
1992 (restauro intero bene)
Dal 1992 la Cappella, periodicamente, è oggetto di ordinario intervento manutentivo da parte di alcuni volontari dell’associazione “Pro Santa Venera” costituitasi nella prima metà del 1900.
2000 (restauro conservativo esterno)
L’intervento di restauro conservativo interessò la ricostruzione della copertura i cui coppi erano in parte mancanti e in parte ammalorati dall'umidità. Fu tinteggiato anche l’esterno della Cappella.
2010 (restauro conservativo esterno)
Il comitato “Pro Santa Venere” si attivò per sostituire il vecchio cancello ormai logorato dalla ruggine, cancello che l’Associazione aveva riciclato nel 1992.
2017 (sostituzione esterno)
Grazie all'interessamento del parroco don Paolo Dello Stritto è stato sostituito il vecchio portone con uno nuovo, in legno, a due battenti.
Descrizione
La Cappella dedicata a Santa Veneranda si trova nell’entroterra della città di Marcianise, nell’area geografica denominata “Regi Lagni”. Era una Cappella di campagna dove il popolo contadino della zona si riuniva per pregare e celebrare. La piccola chiesa era attigua al cimitero, non più in uso, che, nell’antichità, accoglieva le vittime dell’epidemia di colera. Così come si evince dalla lapide in marmo, sistemata sopra il portale d’ingresso, la struttura, completamente rinnovata a spese del Comune di Marcianise, fu riaperta al culto il 15 ottobre 1875. Della più antica costruzione rimane un frammento della cinta muraria e il campanile che mostra i segni del tempo per l’esposizione alle intemperie e la mancanza di manutenzioni. Esternamente l’edificio si presenta con facciata a capanna; è preceduta da un pronao formato da due colonne e due pilastri di ordine ionico, sormontato da un timpano sagomato su cui svetta una stilizzata croce in ferro. Sul portale d’ingresso, rettangolare, sormontato da una cornice in pietra, si trova una lapide in marmo di fine ottocento. A sinistra, in posizione arretrata rispetto al corpo di fabbrica, si erge il campanile mezzo diroccato. L’interno della Cappella è costituito da una sola navata ad andamento longitudinale. Sulle mura perimetrali, intonacate e tinteggiate di bianco, si appoggiano le capriate lignee del soffitto. Incorporata nella parete di fondo c’è un’ampia finestra, montata su intelaiatura di legno dorato, decorata con l’immagine a colori di Santa Veneranda.
Facciata
Si accede alla cappella salendo tre gradini. Esternamente l’edificio si presenta con facciata a capanna; è preceduta da un pronao formato da due colonne e due pilastri di ordine ionico, che reggono un architrave privo di decorazioni artistiche e architettoniche. Il pronao è sormontato da un timpano sagomato. Sulla sommità del tetto svetta una stilizzata croce in ferro. Il semplice portale d'ingresso, rettangolare, è sormontato da una cornice in pietra. La porta è stata recentemente sostituita da una, in legno, a due battenti. Sul portale d’ingresso si trova la lapide in marmo che ricorda la ricostruzione della Cappella avvenuta nel 1875. Sul lato sinistro, in posizione arretrata rispetto al corpo di fabbrica, si erge il campanile mezzo diroccato, con muratura non intonacata, con due solo monofore nella parte più alta. Il tetto a terrazza è coperto da tegole.
Interno
L’interno è costituito da una sola navata ad andamento longitudinale. Le mura perimetrali, prive di elementi architettonici, sono solo intonacate e tinteggiate di bianco. Sui due muri laterali si appoggiano le capriate del soffitto. Incorporata nella parete di fondo, su cui si appoggia l’altare più antico in marmo, c’è un’ampia finestra, montata su intelaiatura di legno dorato, decorata con l’immagine a colori di Santa Veneranda. Lateralmente in due nicchie scavate nel muro ci sono statue devozionali in cartapesta dipinta: la prima raffigura l’Immacolata Concezione, la seconda S. Antonio da Padova. Altri due quadri sono stati collocati nella parte più alta dell’aula liturgica accanto alle ampie finestre che illuminano l’ambiente. Le stazioni della Via Crucis sono state posizionate lungo le pareti longitudinali dell’unica navata.
Pianta
Impianto planimetrico ad unica aula rettangolare, con presbiterio rialzato di un gradino.
Struttura
Le strutture verticali sono in mattoni di tufo. Il tutto è intonacato e tinteggiato di bianco, in più punti usurato dal tempo e dagli agenti atmosferici.
soffitto
Navata centrale con soffitto a capriate lignee a falde inclinate.
Pavimenti e pavimentazioni
Le classiche piastrelle in cotto, quadrate, a posa in diagonale, ricoprono tutto il pavimento dell’aula.
Elementi decorativi
La lapide in marmo, sistemata nella seconda metà dell'ottocento sopra il portale di ingresso, è un po’ la sintesi della storia della Cappella di Santa Venera in Marcianise. La lapide fu sistemata nella seconda metà dell’ottocento dopo alcuni lavori di ristrutturazione. Il testo in latino è il seguente: “HOC SACELLUM DEO IN HONOREM S. VEBERAE SACRUM CAMPOCIPRI, QUI PACUS OLIM HIC FUIT, SUPERSTES MEMORIA, VETUSTATE SQUALLIDUM, AC PENE RUINOSUM A FONDAMENTIS MUNICIPII MARTIANISIENSIS IMPENSA ADNITENTE IOANNE CANONICO NOVELLIO REFECTUM, NOVOQUE CULTU, NOVAQUE OPERIS STRUCTURA ELEGANTIUS ANNO D. MDCCCLXXV. IDIBUS XBRIS RITE DEDICATIBUS EST DEMETRIO CANONICO TARTALIONIO NEOCORO.”
Traduzione: “Questo tempietto in onore di Dio, è stato consacrato a s. venera. in questo posto un tempo, sorgeva il villaggio di Campocipro, oggi vi sono solo delle rovine a tal ricordo. Il lungo tempo trascorso, lo ha reso squallido, anzi quasi pericolante. Il municipio di Marcianise a spese proprie, con l’interessamento del canonico G. Novelli ha ristabilito nuovamente il culto, rinnovando la struttura, rendendola più elegante. Nell'anno 1875, il 15 ottobre, è stata riaperta ai riti sacri. A custodia del tempio è stato nominato il canonico Demetrio Tartaglione.”
Adeguamento liturgico
presbiterio - aggiunta arredo (1980)
Nel 1980 fu messo in atto l’adeguamento liturgico postconciliare. Nell'area presbiterale è stato aggiunto solo un nuovo altare coram populo in legno. Mancano tutti gli altri arredi liturgici che la riforma del Concilio Vaticano II richiede.