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San Giovanni a Cerreto
Castelnuovo Berardenga
Siena - Colle di Val D'Elsa - Montalcino
chiesa
parrocchiale
San Giovanni Evangelista a Cerreto
Parrocchia di San Giovanni Evangelista a Cerreto
Impianto strutturale; Coperture; Elementi decorativi; Pianta
presbiterio - aggiunta arredo (1990)
VIII sec. - VIII sec.(costruzione intero bene); 1194 - 1194(costruzione intero bene); 1554 - 1598(restauro intero bene); XIX sec. - 1940(costruzione intero bene)
Chiesa di San Giovanni Evangelista
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa di San Giovanni Evangelista <San Giovanni a Cerreto, Castelnuovo Berardenga>
Altre denominazioni Chiesa di San Giovanni Evangelista a Cerreto
San Giovanni Evangelista a Cerreto
Ambito culturale (ruolo)
maestranze toscane (costruzione)
Notizie Storiche

VIII sec.  (costruzione intero bene)

La Chiesa di San Giovanni a Cerreto viene fondata nell'VIII secolo da alcuni canonici del Duomo di Siena che si erano recati in quel luogo per evangelizzare la popolazione. Essa nasce come semplice cappella di comodità per il popolo e riceve alcune rendite dalla nobile famiglia Ricasoli di Brolio, che ne detiene il patronato, e in particolar modo da Geremia d'Ildobrando.

1194  (costruzione intero bene)

Il 17 Aprile del 1194 una bolla di Papa Celestino III diretta a Ser Rustico Arciprete è il primo documento certo in cui si nomina la chiesa di San Giovanni a Cerreto. Con tale bolla il Papa conferma questa chiesa ai canonici del Duomo di Siena.

1554 - 1598 (restauro intero bene)

Nel 1554 l'edificio viene gravemente danneggiato dalle truppe di Carlo V. Nel 1575 durante una visita pastorale viene constatato il cattivo stato in cui la chiesa si trovava, causa la guerra e l'incuria e viene dato ordine che sia "rialzata a dovere". Alla fine del XV) secolo iniziano i lavori di restauro, e nel 1598 il Cardinale Francesco Maria Tarugi, Arcivescovo di Siena, dichiara la chiesa dipendente dalla vicina canonica di Cerreto.

XIX sec. - 1940 (costruzione intero bene)

Nel XIX secolo il parroco Antonio Lavagnini fa ricostruire quasi interamente la chiesa e la casa colonica distrutte durante la guerra. Nel 1880 il giuspatronato torna ai canonici di Siena. Nel 1940 dopo la quasi totale ricostruzione la chiesa viene nuovamente consacrata al culto.
Descrizione

La chiesa presenta sul fronte e sul lato destro un ampio sagrato in terra battuta posto ad un livello superiore rispetto alla strada su cui si affaccia, alla quale è collegato da due scale in mattoni. Il muretto di contenimento è in blocchi irregolare di pietra con cantonali in mattoni, mentre il parapetto superiore è in mattoni. Il lato sinistro dell'edificio prospetta sul resede di pertinenza coltivato ed è parzialmente occluso, come il retro, da costruzioni rurali addossate. L'edificio ingloba una chiesa più antica posta perpendicolarmente rispetto all'orientamento odierno. La costruzione mostra chiaramente, sia nella piante che nella volumetria, di essere il risultato dell'aggregazione di due tipologie diverse: la chiesa più antica era probabilmente del tipo ad aula con tetto a capanna; quella moderna è a tre navate. La navata centrale è scandita volumetricamente da quattro campate voltate, di cui quella all'ingresso è aggettante rispetto al corpo di fabbrica; la seconda e la quarta campata (presbiterio) sono voltate a vela, mentre la prima e la terza a vela con unghie. L'abside è un vano poco profondo a pianta rettangolare con copertura piana. Dalla navata sinistra si accede ad una cappella a pianta rettangolare coperta a capanna, ad un livello leggermente superiore a quello della chiesa. I prospetti della chiesa sono in muratura intonacata con basamento e decorazioni in mattoni. La facciata è tripartita secondo la divisione interna delle navate; la parte centrale aggettante è racchiusa tra due lesene in mattoni complete di piedistallo, trabeazione e frontone decorati con modanature e dentelli. La facciata della chiesa preesistente è in blocchi di pietra squadrati a vista.
Impianto strutturale
Strutturalmente l'edificio presenta muratura portante in blocchi di pietrame irregolare intonacata; i pilastri, che con gli archi collaborano alla statica, sono in materiale non accertabile, essendo intonacati e dipinti.
Coperture
La copertura è a capanna, il manto di copertura è in coppi ed embrici in laterizio.
Elementi decorativi
In sagrestia si conserva una notevole tela datata 1609, raffigurante la "Madonna col Bambino e i Santi Giovanni Evangelista e Nicola di Bari", attribuito a Rutilio Manetti. Sulla parete sinistra, una piccola "Madonna col Bambino tra i Santi Caterina e Bernardino da Siena" di un anonimo artista tardomanierista.
Pianta
La moderna navata è impostata perpendicolarmente sull'edificio originario romanico che attualmente occupa la parte terminale e del quale ben si riconosce la facciata in alberese con portale architravato ed arco a tutto sesto.
Adeguamento liturgico

presbiterio - aggiunta arredo (1990)
Sono stati collocati nell'area presbiteriale un altare fisso in muratura e un ambone ligneo.
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