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Benestare
Locri - Gerace
chiesa
parrocchiale
S. Maria della Misericordia
Parrocchia di Santa Maria della Misericordia
Contesto; Impianto planivolumetrico; Impianto strutturale; Coperture; Esterno; Pianta; Interni; Iscrizioni; Apparati liturgici
presbiterio - intervento strutturale (1977); presbiterio - intervento strutturale (2019)
1586 - 1609(origine e istituzione parrocchia carattere generale); 1753 - 1777(sede di confraternita carattere generale); 1783 - 1791(ristrutturazione intero bene); 1817 - 1817(ristrutturazione intero bene); 1848 - 1848(riparazione copertura tetto); 1876 - 1876(disputa con il comune carattere generale); 1894 - 1894(danni da terremoto intero bene); 1907 - 1907(danni da terremoto intero bene); 1908 - 1911(danni da terremoto intero bene); 1920 - 1923(necessità di restauro intero bene); 1923 - 1923(mancato restauro intero bene); 1929 - 1929(denuncia stato della chiesa intero bene); 1951 - 1953(danni alluvionali intero bene); 1954 - 1954(denuncia danni intero bene); 1957 - 1957(comunicazione danni per eventi naturali intero bene); 1963 - 1963(interventi sul soffitto interno); 1966 - 1966(visita pastorale intero bene); 1966 - 1969(lavori di restauro intero bene); 1970 - 1982(lavori di restauro intero bene); 2014 - 2015(redazione e approvazione progetto di restauro intero bene); 2015 - 2015(concessione contributo e inizio lavori di restauro intero bene); 2017 - 2017(perizia di variante tecnica intero bene); 2018 - 2018(rifacimento tetto); 2018 - 2018(rifacimento pavimentazione); 2018 - 2018(completamento lavori di restauro intero bene); 2019 - 2019(adeguamento liturgico presbiterio)
Chiesa di Santa Maria della Misericordia
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa di Santa Maria della Misericordia <Benestare>
Altre denominazioni Chiesa Santa Maria della Misericordia
S. Maria della Misericordia
Ambito culturale (ruolo)
maestranze calabresi (costruzione)
maestranze calabresi (restauro)
Notizie Storiche

1586 - 1609 (origine e istituzione parrocchia carattere generale)

Da un apprezzo della Motta Bovalina, l’odierna Bovalino Superiore, e del suo territorio, compilato nel 1586, dal tavolario Pompeo Basso, risulta, che ad un miglio da essa, verso la montagna, sorgeva un gruppetto di misere capanne, abitate da circa otto fuochi, denominato Malestare. Successivamente, verificatasi qualcosa di cui non si ha attualmente conoscenza, il piccolo agglomerato si sviluppò talmente, che il Vescovo Bonardi, nella sua relazione redatta per la visita ad limina del 1600, parlò di nuova edificazione del villaggio con il nuovo nome di Benestare. Nel villaggio così ricostruito, il Vescovo Orazio Mattei nel 1609 istituì una nuova parrocchia nella chiesa di S. Maria della Misericordia nominando come primo parroco Giovanni Scoleri di Careri, parrocchia che nel 1641 conterà in tutto 263 anime. In assenza di documentazione specifica si può ragionevolmente supporre che la primitiva chiesa sia stata edificata negli anni di passaggio tra il 1500 e il 1600.

1753 - 1777 (sede di confraternita carattere generale)

La chiesa divenne, inoltre, sede della confraternita del SS. Rosario, eretta nel 1753, riconosciuta con Decreto di Ferdinando IV solamente il 2 aprile del 1777, a causa della trascuratezza dei fondatori che non hanno richiesto subito la reale approvazione.

1783 - 1791 (ristrutturazione intero bene)

Gravemente danneggiata dal terremoto del 1783 fu riattata nel 1791

1817  (ristrutturazione intero bene)

Nel 1817, don Vincenzo De Romeis, dal 1784 primo arciprete, ristruttura completamente l’edificio sacro aggiungendo le due navate laterali. Lo stesso arciprete richiede, inoltre, al Sovrano Ferdinando IV le campane del vicino Convento di S. Maria di Gesù soppresso con l’occupazione militare francese. Accolta tale richiesta, le campane vengono collocate sul campanile della Chiesa. Una volta ripristinato il Convento, i Religiosi reclamarono la restituzione delle campane, sulla diatriba intervenne il tribunale di Catanzaro, che diede torto ai Religiosi.

1848  (riparazione copertura tetto)

Danneggiata, come risulta da una perizia del 1848, a causa dei venti e delle piogge invernali, si procedette al rifacimento della copertura e degli infissi.

1876  (disputa con il comune carattere generale)

Nel 1876 sorse una disputa tra il Comune e l’arciprete Giuseppe Guidace. Il Comune, che per antica consuetudine, concorreva per un terzo alla spesa occorrente alle riparazioni annuali, avrebbe voluto collocare un orologio sul campanile della chiesa. L’arciprete Guidace si oppose energicamente, onde evitare la costituzione di una servitù a danno della parrocchia. Il Comune fece quindi ricorso al Vescovo e all’Economato generale i quali diedero ragione al parroco.

1894  (danni da terremoto intero bene)

La chiesa subì numerosi danni nelle sue strutture in seguito al terremoto del 16 novembre 1894. Il perito della Sotto Prefettura di Gerace, l’arch. G. Antico di Siderno, attesta, infatti, nella sua relazione del 17-12-1894, la presenza di varie lesioni agli archi e alle volte della navata centrale e in quella di destra, mentre ancora più gravi risultano i danni riportati dalla cappella della Madonna del SS. Rosario, posta al termine della navata destra, risultando lesionate sia la volta che il muro perimetrale. Afferma poi che «le lesioni alcune sono nuove e la maggior parte vecchie, però ingrandite dal terremoto. La chiesa si può tenere aperta al pubblico culto, meno della cappella del Rosario troppo danneggiata da presentare poca stabilità apparente; e sarebbe caduta se quell’arciprete non vi avea fatto dal lato di levante la sagrestia, i muri della quale non permisero la caduta di quelli costituenti la cappella suddetta.»

1907  (danni da terremoto intero bene)

Nel prospetto degli edifici pubblici danneggiati a causa del terremoto del 23 ottobre 1907, datato 15 gennaio 1908, redatto dal Corpo Reale del Genio Civile di Reggio Calabria, è riportata anche la Chiesa Matrice di Benestare con un ammontare dei danni pari a £ 1.000

1908 - 1911 (danni da terremoto intero bene)

Anche il catastrofico terremoto del 28 dicembre 1908 arrecò danni all’edificio. Nella relazione del 25 marzo 1911, redatta dal delegato pontificio sac. Emilio Cottafavi per il papa Pio X sui lavori di ricostruzione degli edifici religiosi delle arcidiocesi di Reggio Calabria e Messina distrutti dal suddetto terremoto, è riportato che la chiesa di Benestare è stata restaurata a spese del Santo Padre.

1920 - 1923 (necessità di restauro intero bene)

In una relazione sullo stato della parrocchia relativa al 1920, redatta il 2 gennaio 1921, l’arciprete Giuseppe De Pascale scrive: «In quanto al lato materiale stiamo spiegando la nostra attività perché la Chiesa Matrice e parrocchiale sia restaurata verso primavera tanto internamente che esternamente.» Non vengono però specificati i lavori necessari. Nella successiva relazione del 2 gennaio 1922, lo stesso arciprete afferma che se non è stata ancora restaurata la Chiesa, ciò è avvenuto per l’alto costo che mantengono i materiali necessari. Nella relazione del 2 gennaio 1923, sempre redatta dall’arciprete De Pascale e relativa allo stato della parrocchia nel 1922, è riportato invece: «Riguardo alla parte materiale ci conforta pure comunicare che abbiamo espletato tutte le pratiche occorrenti perché la chiesa parrocchiale, tanto danneggiata dal terremoto, sia restituita dall’Unione Edilizia Nazionale alla dignità della casa di Dio e del culto.»

1923  (mancato restauro intero bene)

Nella relazione relativa allo stato della parrocchia nel 1923, redatta nel gennaio 1924, il medesimo arciprete De Pascale afferma: «Per quanto alla parte materiale ci teniamo a dire che la chiesa parrocchiale ha urgente necessità di riparazioni tanto necessarie in quanto che, se saranno ancora trascurate dal governo che promise di riparare, potranno avvenire conseguenze dannose. Fidiamo nel Governo e nella solerte attività dell’amatissimo Nostro Mons. Vescovo che tanta cura ha della parte spirituale come materiale di questa Diocesi.»

1929  (denuncia stato della chiesa intero bene)

Nella relazione redatta il primo gennaio del 1930 e relativa allo stato della parrocchia nel 1929, sempre l’arciprete De Pascale afferma: «Urge tanto la costruzione della nuova chiesa parrocchiale; l’attuale dichiarata danneggiatissima dal terremoto, non presenta alcuna garanzia di statica, non solo, ma si nota che una frana la minaccia a Nord-Est e a levante, e ciò si nota da larghe lesioni al “cupolone” e al muro esterno della sacrestia.»

1951 - 1953 (danni alluvionali intero bene)

La devastante alluvione del 1951 e quella del 1953 procurarono notevoli danni alla chiesa, sulla quale probabilmente non si era adeguatamente intervenuti negli anni precedenti in quanto, nel 1932, era stata avviata la costruzione di una nuova chiesa, nell’ambito degli interventi per la ricostruzione post terremoto, mai consegnata all’autorità ecclesiastica e mai aperta al culto. Oggi è utilizzata dal Comune di Benestare.

1954  (denuncia danni intero bene)

È ancora l’arciprete Giuseppe De Pascale che, il 3 marzo 1954, invia al Vescovo una breve lettera per informarlo che la chiesa ha «sofferto gravi danni e urgono i restauri». Lo stesso parroco, nella relazione preparata in occasione della Visita Pastorale di Mons. Perantoni, prevista per il 1954, ma poi effettuata il primo aprile 1956, scrive che la «chiesa parrocchiale, già visitata dal Genio Civile, ha avuto abbattuto il soffitto della sacrestia, le cui mura sono sgretolate, è stato proibito l’accesso alla cappella attaccata alla sacrestia e tanto il campanile che la pavimentazione devono essere rifatti.»

1957  (comunicazione danni per eventi naturali intero bene)

Il 2 maggio 1957, il Cancelliere della Diocesi, invia una circolare urgentissima, in cui chiede ai parroci di fornire informazioni sui danni subiti dalle chiese a causa del terremoto del 1908 e sugli interventi di riparazione eventualmente effettuati. Il 4 maggio 1957, il Parroco di Benestare, in risposta a tale circolare, afferma che la chiesa è stata danneggiata notevolmente dal terremoto e dalle alluvioni verificatesi successivamente, mentre lo Stato non ha provveduto ad alcuna riparazione. Per quanto riguarda il campanile, scrive che a causa dei danneggiamenti subiti, onde evitare di recare danni ad una abitazione limitrofa, è stato demolito dal Genio Civile.

1963  (interventi sul soffitto interno)

Nei primi anni sessanta del 1900 si procede alla demolizione delle volte che coprivano le navate laterali, sostituendole con un soffitto piano.

1966  (visita pastorale intero bene)

Il parroco, don Bruno Scopelliti, nella sua relazione redatta per la visita pastorale effettuata dal Vescovo Arduino il 6 novembre 1966, scrive che l’attuale Chiesa Matrice è pericolante e cadente, senza pavimento, mentre «esiste una chiesa nuova (costruita nel 1933) ancora non funzionale, non collaudata, né consegnata. È fuori paese ed è molto scomoda.» Per quanto riguarda la sacrestia afferma che «ha tutti i muri lesionati, il tetto fallente, l’intonaco sgretolato.» Annota, poi, che è necessario restaurare l’attuale Chiesa parrocchiale in quanto quella nuova «è assai scomoda e di difficile accesso», ed inoltre «il popolo è assai attaccato alla vecchia Chiesa Madre». Il Vescovo prima riporta in calce, sulla stessa relazione, che è necessario riparare la chiesa, rifare il fonte battesimale, il campanile e la sacrestia ed infine sul verbale relativo alla visita scrive: «La Chiesa parrocchiale è fatiscente. Si faccia di tutto per ripararla gradatamente.»

1966 - 1969 (lavori di restauro intero bene)

Si dà corso ad alcuni lavori tra cui la realizzazione di una nuova pavimentazione con piastrelle di graniglia. L’8 gennaio 1969 il Vescovo Arduino visita la Chiesa in restauro, come risulta dal suo diario.

1970 - 1982 (lavori di restauro intero bene)

Tra il 1970 e il 1977 si susseguono interventi all’altare maggiore, alle decorazioni e ai soffitti. Nel 1982 si interviene sulla copertura e sulla soffittatura della navata di sinistra.

2014 - 2015 (redazione e approvazione progetto di restauro intero bene)

Nel 2014, viene trasmesso alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le Provincie di Reggio Calabria e Vibo Valentia, un progetto di restauro e consolidamento a firma degli architetti Francesco Cua e Carmela Parpiglia. Con nota n. 351 del 21 gennaio 2015 della su citata Soprintendenza, viene espresso parere favorevole con prescrizioni all’esecuzione delle opere progettate. In precedenza, con nota n. 266514 del 26 agosto 2014 (pratica n. RC _2014_ 00121) il Settore Tecnico Regionale di Reggio Calabria aveva rilasciato l’autorizzazione prevista ai sensi delle norme regionali vigenti. Mentre la D.I.A. al Comune di Benestare era stata presentata il 3-3-2014, numero prot. 993. In seguito alle prescrizioni della Soprintendenza, in data 9 marzo 2015 viene trasmesso un progetto modificato alla Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio della Calabria, che esprime parere favorevole con alcune prescrizioni con nota n. 275 del 27 marzo 2015.

2015  (concessione contributo e inizio lavori di restauro intero bene)

I lavori previsti dal progetto approvato, hanno avuto inizio il 9 dicembre 2015. Essi hanno riguardato sia l’esterno che l’interno della chiesa e si sono resi necessari a causa dei danni provocati sulle finiture, ma anche sulle strutture portanti, dalla notevole presenza di umidità di risalita e dalle infiltrazioni di acque meteoriche dalle coperture. Per gli stessi, la Conferenza Episcopale Italiana, attingendo ai fondi dell'8 per mille destinati al restauro degli edifici di culto (Pratica C.E.I. n. E/8390/2014, Decreto del Presidente della C.E.I. Card. Bagnasco del 9 luglio 2015) ha concesso un contributo pari al 50% della somma preventivata, con la rimanenza necessaria a carico della comunità parrocchiale, affidata alla cura attenta di don Rigobert Elangui, sacerdote congolese incardinato nella Diocesi di Locri-Gerace, che si è impegnato a fondo per portare a termine i lavori, nonostante le non poche difficoltà che si sono presentate durante la loro esecuzione.

2017  (perizia di variante tecnica intero bene)

Nel corso dei lavori, anche a seguito dei sopralluoghi effettuati dai funzionari della competente Soprintendenza, si è manifestata l’esigenza di rimodulare gli stessi, senza aggravio di spesa, al fine di poter riaprire al culto, in tempi ragionevoli, l’edificio sacro. A seguito di ciò nel settembre 2007 viene redatta una perizia di variante tecnica comprendente principalmente: il restauro conservativo degli elementi decorativi; la rimozione dei rivestimenti basali in marmo presenti lungo le pareti laterali interne; la demolizione del solaio in c. a. su cui era posta la statua di San Michele Arcangelo e della vetrata in alluminio che la racchiudeva, realizzati nei primi anni del 2000 nella absidiola laterale; il restauro a faccia vista delle superfici interne del campanile e delle sue parti in c. a. ammalorate; il rifacimento dell’impianto elettrico. La perizia otteneva il parere favorevole della Soprintendenza con nota n. 470 del 16/01/2018.

2018  (rifacimento tetto)

Nel corso dell’intervento di restauro è stato completamente rifatto il tetto della chiesa. Rimosso quello esistente, che presentava la struttura portante lignea gravemente deteriorata e la copertura in lamiera, è stato realizzato sulle pareti un cordolo in muratura armata al quale sono state ancorate le nuove capriate in legno lamellare di abete, con catene e controventature antisismiche in acciaio. Sopra le terzere e i travicelli è stato posizionato un tavolato in legno con sovrastante coibentazione termica in polistirene espanso, le onduline sottocoppo per l’impermeabilizzazione e il manto di copertura in coppi tradizionali di laterizio. Sono state poi poste in opera adeguate canalizzazioni, in rame, per il corretto deflusso delle acque meteoriche.

2018  (rifacimento pavimentazione)

Sempre nell’ambito dei lavori di restauro è stata completamente rimossa la pavimentazione esistente insieme al suo sottofondo e previa realizzazione di un vespaio in pietrame è stata posizionata una nuova pavimentazione in quadrotti di graniglia di realizzazione artigianale, con successiva arrotatura e levigatura.

2018  (completamento lavori di restauro intero bene)

Gli altri lavori nell'ambito dell'intervento hanno riguardato il restauro della muratura antica per integrarla laddove agenti atmosferici avevano provocato delle cavità, la rimozione dei rivestimenti basali in marmo, il rifacimento delle parti di intonaco ammalorate, con trattamento deumidicante, la tinteggiatura completa delle superfici interne ed esterne, il rifacimento dell'impianto elettrico. In particolare sono stati completamente restaurati gli elementi decorativi dell'abside, mentre su quelli della navata centrale si è intervenuti con operazioni finalizzate alla loro presentazione estetica temporanea, in attesa di reperire i fondi necessari per il loro recupero completo con le cromie originali. I lavori sono stati completati in data 10/12/2018.

2019  (adeguamento liturgico presbiterio)

Completato il restauro dell'edificio sacro, nello spirito di adeguare sempre meglio lo spazio celebrativo alle attuali norme liturgiche, viene posto in opera un ambone in marmo, di nuova fattura, sulla sinistra del presbiterio e il 19 maggio 2019, il Vescovo diocesano, Mons. Francesco Oliva, riapre al culto la Chiesa di Santa Maria della Misericordia in Benestare.
Descrizione

Benestare, centro collinare della zona sud della Diocesi di Locri-Gerace, è posta a circa 250 metri sul livello del mare, sulle prime alture che fanno da contrafforte all’Aspromonte e conta una popolazione di circa 2.500 abitanti. Le antiche abitazioni del suo centro storico costituiscono dei veri e propri monumenti della tecnica edilizia calabrese, ciò è dovuto al fatto che esse sono costruite con il gesso proveniente dalle antiche carcamuse, le fornaci dove si lavorava il minerale che abbondava nelle cave del circondario e che hanno dato notorietà al borgo. La chiesa Matrice di Santa Maria della Misericordia, sorge prospiciente la “Piazza Matrice”, nella zona più antica del paese. L’edificio, con la pianta a tre navate, presenta uno sviluppo longitudinale in direzione est-ovest con una piccola inclinazione verso nord ed ha la facciata a salienti rivolta ad ovest. Su di essa sono presenti tre ingressi, uno centrale relativo alla navata maggiore e gli altri due laterali, corrispondenti alle navate minori. La facciata non presenta elementi decorativi di rilievo, soltanto un timpano spezzato sovrasta l'ingresso principale. In linea con la facciata, alla sua estremità destra, si erge il campanile. All’interno la navata centrale è conclusa da un'abside semicircolare che ospita il presbiterio. In testa alla navata destra si trova una cappella, anch'essa semicircolare, dove è posto un altro altare sopra il quale, in una pregevole alzata, è collocata l'effigie più amata dai benestaresi: la Madonna del Rosario. Una piccola absidiola, anch'essa semicircolare, a lato della navata sinistra, accoglie la statua di san Michele Arcangelo, patrono del paese. Elementi decorativi in stucco abbelliscono la navata centrale, ma soprattutto l'abside, che la conclude, e la cappella laterale dedicata alla Madonna del Rosario. Il tetto a falde ha la copertura in tegole curve in laterizio.
Contesto
L'edificio sacro si trova nella parte più antica del borgo, nella zona nord-est dell’abitato, caratterizzato, come in tutti i paesi dell'entroterra della Diocesi, dalle strette vie in declivio, ed affaccia su una stretta piazza in leggera pendenza verso sud. La sua parete sinistra è adiacente ad una via pubblica, con in evidenza l’absidiola presente su questo lato, libero anche il suo lato destro; invece, un'abitazione privata è addossata alla sua parte posteriore destra; rimane estradossata l’abside della navata centrale.
Impianto planivolumetrico
L’edificio sacro è costituito da un unico volume, all’interno del quale è ricavata l’aula liturgica a tre navate. In aderenza alla navata destra si ha una piccola sacrestia con servizio igienico ed una sala in uso alla confraternita; perpendicolarmente a quest'ultima è presente un ulteriore servizio igienico e un piccolo locale adibito a deposito. Alla sacrestia e alla sala si accede, indipendentemente, dalla navata destra. Nel volume si sviluppa pure il campanile posizionato sulla destra della facciata.
Impianto strutturale
La struttura portante verticale è costituita da muratura ordinaria in pietrame e malta, di spessore variabile. La struttura portante del tetto, completamente sostituita nel corso del restauro concluso nel 2018, è in capriate di legno lamellare, sopra le quali si sviluppa l’orditura secondaria, sempre in legno, con il sovrastante tavolato, su cui poggiano pannelli isolanti; sopra di essi sono stati posizionati onduline sottocoppo, con il manto di copertura in coppi di laterizio, che ha sostituito la preesistente lamiera grecata, messa in opera negli anni ottanta del secolo scorso.
Coperture
Il tetto, in coppi di tipo tradizionale, si presenta a due falde in corrispondenza della navata centrale, con l’abside coperta da due falde triangolari, mentre sulle due navate laterali è presente una sola falda. La copertura interna dell'aula è realizzata con pannelli in cartongesso, tinteggiati di bianco, fissati ad una orditura in acciaio zincato ancorata alla struttura in legno del tetto, anche tale controsoffittatura è stata realizzata durante gli ultimi lavori di restauro conclusi nel 2018. La copertura del campanile, sempre in coppi, presenta quattro piccole falde trapezoidali, in quanto nella parte centrale si trova la base parallelepipeda su cui poggia una statua mariana.
Esterno
La facciata della chiesa, completamente intonacata, presenta un aspetto architettonico molto semplice con la classica forma a salienti che evidenzia la ripartizione interna a tre navate. La parte centrale, delimitata alle estremità da due lesene senza modanature, termina in sommità con un timpano triangolare modanato, sul frontone del quale è presente un mosaico murale, risalente ai primi anni del 2000, rappresentante la Madonna del Rosario. Al vertice superiore, su una base parallelepipeda sormontata da un elemento sferico, si innalza una croce in ferro. Sono presenti tre ingressi, uno per ogni navata, con i portoni in legno. Quelli laterali, sopra i quali è presente una finestra circolare, non presentano alcuna modanatura. L’ingresso principale è incorniciato da due semplici lesene che sorreggono un timpano spezzato, sotto il quale è stato realizzato negli anni novanta del secolo scorso, un fregio a mosaico, sul quale, su fondo azzurro e caratteri dorati, è riportata la scritta «TOTA PULCHRA ES MARIA»; mentre sopra il timpano si apre un’altra finestra circolare; ai lati dell’ingresso centrale sono, invece, presenti due finestre con arco a tutto sesto con una semplice cornice modanata. Tutte le finestre che si aprono in facciata hanno vetrate istoriate realizzate nel 2007. I prospetti laterali si presentano anch’essi completamente intonacati, senza elementi decorativi e privi di ingressi. Sul lato sinistro sono presenti tre finestre con arco a tutto sesto che illuminano la navata laterale sinistra e due più piccole, con arco a sesto acuto, in corrispondenza della absidiola che trovasi, sempre, sullo stesso lato sinistro. Anche queste finestre hanno vetrate istoriate, sempre realizzate nel 2007. Le finestre in alto che illuminano la navata centrale sono invece rettangolari. Altre finestre rettangolari di diversa grandezza si aprono sul lato destro per l'illuminazione della sacrestia e del locale utilizzato dalla confraternita. Infine due finestre rettangolari si trovano in corrispondenza della calotta dell'abside centrale. All’estrema destra della facciata, in continuità ed in linea con essa, è presente il campanile a pianta quadrata, con una ripartizione verticale in tre ordini. Quello più in basso raggiunge l'altezza della navata, l'ordine intermedio, con la pianta ridotta rispetto a quello inferiore, presenta quattro aperture ad arco a tutto sesto sui quattro lati e un cornicione che lo separa dall'ordine superiore sul quale è posizionato frontalmente un orologio e all'interno le campane, con tre aperture, ancora ad arco, sui rimanenti tre lati. Un altro cornicione evidenzia la sovrastante parte costituita dalla copertura, sopra la quale è posizionata una statua della Madonna.
Pianta
Lo schema planimetrico è a tre navate, con quella centrale e quella destra concluse da absidi semicircolari. Nella parte terminale della parete laterale sinistra è presente una absidiola semicircolare estradossata.
Interni
L’interno dell’aula si presenta di forma quasi quadrata, è infatti larga poco meno di 17 metri, per una lunghezza di poco più di 15 metri, divisa in tre navate, quella centrale larga circa 7 metri, mentre le laterali presentano una larghezza di 3 metri circa. La suddivisione è realizzata con sei grossi pilastri, tre per lato, che reggono quattro archi a tutto sesto con un archivolto modanato dal lato della navata centrale e un decoro a stucco in chiave. Un'abside semicircolare con copertura a catino conclude la navata centrale; quest’ultima è illuminata dalle otto finestre, quattro per lato, con apertura a vasistas motorizzata, che si aprono nel cleristorio. La navata destra termina con una cappella semicircolare in cui è posto l'altare della Madonna del Rosario. La navata sinistra, illuminata da tre finestre in metallo, con arco a tutto sesto e vetri istoriati, termina invece con un altare, addossato alla parete dell'aula, che ospita la statua della Madonna della Misericordia. Sulla sinistra di esso si apre, nella parete laterale della navata, un'absidiola, con due finestre con arco a sesto acuto, dove è collocata la statua di San Michele Arcangelo, patrono di Benestare. Sotto il cleristorio, lungo le pareti laterali della navata centrale, corre un cornicione modanato aggettante, sotto il quale è presente un fascione decorato, alla cui base si sviluppa una cornice in gesso. L’insieme è retto da semicolonne con capitello, a coppia in corrispondenza dei pilastri, mentre due terne sono presenti ai lati dell'arco di trionfo che separa l’aula dalla zona presbiteriale. Esso, così come il catino absidale, si presenta all'intradosso completamente decorato. Ancor più finemente decorata si presenta la calotta della cappella destra, così come l'intradosso dell'arco che immette in essa, mentre le sue pareti sono rivestite in marmo. Il pavimento dell’aula, rifatto nel 2018, è realizzato con marmette di graniglia, mentre in marmo sono i gradini presenti e la predella dell’altare maggiore.
Iscrizioni
Una lapide marmorea, posta sopra l’ingresso alla navata destra, ricorda l’anno giubilare concesso dal Papa in occasione dei 400 anni di istituzione della parrocchia. «IL SOMMO PONTEFICE BENEDETTO XVI, PER IL QUARTO CENTENARIO DELLA FONDAZIONE DELLA PARROCCHIA, CONCESSE L’ANNO GIUBILARE APERTO SOLENNEMENTE IL 3 OTTOBRE 2009 DA S.E. IL CARDINALE SALVATORE DE GIORGI E CHIUSO IL 2 OTTOBRE 2010 DA S.E. IL CARDINALE JOSE’ SARAIVA MARTINS. ALLA PRESENZA DEL VESCOVO DIOCESANO S.E. GIUSEPPE FIORINI MOROSINI DEL PARROCO PADRE FRANCESCO CARLINO, DELLE AUTORITA’ CIVILI E RELIGIOSE. SIANO RESE GRAZIE A DIO E ALLA VERGINE S.S.MA DEL ROSARIO MADRE DI MISERICORDIA.» Questo il testo dell’epigrafe.
Apparati liturgici
Il presbiterio, sollevato di due gradini rispetto all'aula, e che occupa l'abside della navata centrale, accoglie l'altare preconciliare e quello rivolto verso il popolo, in marmo, realizzato nel 1977 e collocato sotto l’arco di trionfo. Sull'altare maggiore, posto al centro della parete absidale, si trova il tabernacolo utilizzato come custodia eucaristica e nella mostra d'altare sovrastante è collocata la statua del «Sacro Cuore di Gesù». Sulle pareti dell'abside si trovano quattro dipinti murali, del 1936, raffiguranti i quattro evangelisti. L'ambone in marmo, realizzato nel 2019, è posto sulla sinistra leggermente sporgente rispetto ai due gradini di accesso al presbiterio. La presidenza è realizzata con delle semplici poltroncine collocate sulla predella dell'altare maggiore. Un altro altare è presente nella cappella semicircolare con cui termina la navata destra; su di esso, in una artistica alzata è posta la statua della Madonna del Rosario, a cui è intitolata la confraternita che ha sede nella chiesa. Un altro altare, semplicemente addossato alla parete, si trova in testa alla navata sinistra e su di esso è posta la statua della Madonna della Misericordia a cui è dedicata la chiesa. Infine, una absidiola che si apre nella parete sinistra della chiesa, in prossimità dell'altare precedente, accoglie la statua di San Michele Arcangelo, patrono del paese. L'assemblea si dispone su due file di banchi di legno disposti a battaglione nella navata centrale.
Adeguamento liturgico

presbiterio - intervento strutturale (1977)
Il primo adeguamento risale al 1977, come è attestato dalla targa posta alla base dell’altare in marmo post conciliare, che è stato collocato sotto l’arco trionfale, davanti all'altare maggiore preesistente.
presbiterio - intervento strutturale (2019)
Un secondo adeguamento è stato realizzato nel 2019, con la messa in opera di un ambone in marmo posizionato sulla sinistra del presbiterio, davanti ai gradini di accesso alla zona absidale.
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