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beni culturali della Chiesa cattolica
edilizia di culto
restauro
adeguamento liturgico
Carignano
Torino
chiesa
sussidiaria
S. Giuseppe
Parrocchia di Santi Giovanni Battista e Remigio
facciata; Pianta; Struttura; copertura; prospetti laterali; Campanile; pavimentazione; presbiterio; decorazioni; arredi
presbiterio - aggiunta arredo (Anni '90)
1677 - XVII(costruzione intero bene ); 1799 - 1799(cambio proprietà carattere generale); XIX - XIX(cambio proprietà carattere generale); XX - XXI (manutenzione interni); 1980 - 1985(restauro facciata); 1993 - 1993(cambio proprietà carattere generale)
Chiesa di San Giuseppe
Tipologia e qualificazione chiesa sussidiaria
Denominazione Chiesa di San Giuseppe <Carignano>
Altre denominazioni S. Giuseppe
Autore (ruolo)
Lanfranchi, Carlo Emanuele 
Ambito culturale (ruolo)
barocco (costruzione)
Notizie Storiche

1677 - XVII (costruzione intero bene )

La chiesa di San Giuseppe, originariamente di proprietà delle monache Clarisse, fu eretta a partire dal 1677 in sostituzione della cappella del monastero. Fu collocata di proposito in asse con la Ruata dei Provana in modo da sfruttare il cannocchiale prospettico costituito dalla via. Lo storico carignanese G. Rodolfo propose il nome di Francesco Lanfranchi come progettista, non condividendo l’attribuzione ad Amedeo Castellamonte. Tuttavia si deve a Luigi Mallè il merito di aver chiarito la paternità del progetto, da attribuirsi non a Francesco Lanfranchi, ma a suo figlio Carlo Emanuele (1631-1721). A sostegno del Mallè è il ritrovamento presso l'Archivio Comunale di Carignano di una nota intitolata “Instrutione dell’Ingegnere Lanfranchi per la capella di San Gerolamo in San Giuseppe” apposta in un foglio datato 1687.

1799  (cambio proprietà carattere generale)

Nel 1799 il governo francese ordinò la soppressione del monastero ed il complesso fu acquistato dal banchiere Giovanni Rossi di Torino. Il monastero fu convertito in uso civile mentre si mantenne in buono stato la chiesa.

XIX  (cambio proprietà carattere generale)

Nel corso dell'Ottocento la proprietà del bene passò alla Congregazione delle suore di San Giuseppe, giunte dalla Francia.

XX - XXI  (manutenzione interni)

Manutenzione degli interni e della fascia basamentale.

1980 - 1985 (restauro facciata)

Risale agli inizi degli anni ottanta il restauro della facciata.

1993  (cambio proprietà carattere generale)

Nel 1993 la proprietà dell'edificio è passata dalle suore di San Giuseppe alla parrocchia di San Remigio.
Descrizione

La chiesa fu eretta, sulla precedente cappella del Monastero delle Clarisse alla fine del XVII secolo, al termine della Ruata dei Provana (oggi Via Monte di Pietà) quale quinta scenografica del cannocchiale prospettico. Si trova nel tessuto urbano storico, in aggregazione con l'annesso convento. Il complesso è stato lasciato in eredità alla Parrocchia dalla Congregazione delle Suore di S. Giuseppe negli anni '90. La chiesa è officiata, l'annesso convento è utilizzato come casa di accoglienza. La scenografica facciata, in muratura intonacata, si imposta direttamente sul filo strada. La pianta è ellittica. Il pregevole edificio ecclesiastico presenta fenomeni di degrado da risalita capillare e infiltrazioni, nonchè lesioni. Necessita di interventi di manutenzione straordinaria.
facciata
La scenografica facciata è in muratura intonacata ed è articolata in un ricco apparato decorativo a stucco. Si sviluppa in tre ordini sovrapposti con timpano di coronamento curvilineo che ospita un riquadro ornamentale. Colonne, lesene ed elementi verticali multipli ornati di decori classici ed eclettici fitomorfi scandiscono la facciata in un corpo centrale e due corpi laterali più stretti. Al primo ordine, su un alto basamento, colonne e lesene classicheggianti con trabeazione sovrapposta inquadrano il portale ligneo con edicola cui si accede salendo alcuni gradini. Al secondo ordine centralmente si apre una finestra rettangolare incorniciata da modanature con edicola spezzata e affiancata dalle lesene multiple con decori a stucco. Al terzo ordine centralmente si apre una finestra ellittica con cornice a stucco affiancata da sinuose lesene ornamentali e volute laterali con pinnacoli.
Pianta
La pianta, che si sviluppa longitudinalmente, è ellittica con due cappelle laterali rettangolari e abside approssimativamente rettangolare, dietro cui si innesta un ampio coro ellittico.
Struttura
La struttura è in muratura. L'aula è coperta da una cupola ellittica con unghie che consentono l'apertura di finestre ovoidali al di sopra del cornicione di imposta
copertura
Il tetto è a doppia falda con manto di copertura in coppi.
prospetti laterali
I prospetti laterali sono in muratura laterizia a vista.
Campanile
Il modesto campanile a pianta quadrata è in muratura intonacata e si imposta sulla perpendicolare manica del convento.
pavimentazione
Aula in cementine. Coro in cotto.
presbiterio
Il presbiterio storico occupa l'abside rettangolare in posizione rialzata di un gradino e separato da una balaustra lapidea dall'aula. Ospita l'imponente altare barocco in marmi policromi, collocato a ridosso della parete di fondo, con ancona dipinta. La mensa lignea ospita una teca con le reliquie di Santa Giusta. Dietro l'abside si imposta il coro ovoidale a sè stante.
decorazioni
Le superfici sono riccamente articolate in apparato decorativo a stucco, marmi policromi, intonaci a finti marmi. La volta è dipinta con motivi decorativi trompe l'oeil.
arredi
Sono presenti il pulpito e la cantoria lignea. le cappelle laterali ospitano ricchi altari marmorei.
Adeguamento liturgico

presbiterio - aggiunta arredo (Anni '90)
Il presbiterio attuale insiste sul sedime di quello storico nella zona absidale, rialzato di un gradino e separato dall'aula dalla balaustra storica. Un altare ligneo dorato si trova davanti all'altare maggiore. Un semplice leggio funge da ambone.
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