chiese italiane censimento chiese edifici di culto edifici sacri beni immobili patrimonio ecclesiastico beni culturali ecclesiastici beni culturali della Chiesa cattolica edilizia di culto restauro adeguamento liturgico San Giorgio di Pesaro Fano - Fossombrone - Cagli - Pergola chiesa sussidiaria Sant'Apollinare Parrocchia di Santi Giorgio e Pasquale Elementi decorativi presbiterio - aggiunta arredo (1970) XII - XII(condizione giuridica intero bene); XVIII - XVIII(preesistenze intorno); 1825 - 1830(costruzione intero bene); 1910 - 1910(variazione della funzione intero bene); 2003 - 2003(restauro intero bene)
Chiesa di Sant'Apollinare
Tipologia e qualificazione
chiesa sussidiaria
Denominazione
Chiesa di Sant'Apollinare <San Giorgio di Pesaro>
Ambito culturale (ruolo)
maestranze marchigiane (costruzione)
Notizie Storiche
XII (condizione giuridica intero bene)
la chiesa di Sant'Apollinare fu parrocchiale del castello di Poggio e dipendente dall'abbazia di San Martino di Fano fin dal XII secolo.
XVIII (preesistenze intorno)
nel Settecento vi erano due chiese dentro le mura del castello di Poggio, intitolate a Sant'Antonio Abate e a Sant'Apollinare. Nelle antiche visite pastorali, infatti, il luogo dove sorgeva la chiesa di Sant'Apollinare viene indicato come "piazza di sotto vicino all’ospedale dei Poveretti" per distinguerla dalla "piazza di sopra" dove c'era una seconda chiesa sotto il titolo di Sant'Antonio Abate.
1825 - 1830 (costruzione intero bene)
la chiesa attuale è il risultato di un'edificazione realizzata tra il 1825 e 1830, dopo il crollo del precedente edificio avvenuto nel 1822.
1910 (variazione della funzione intero bene)
nel 1910 la chiesa fu trasformata in cappellania e il titolo di Sant'Apollinare passò alla nuova parrocchia di Lucrezia.
2003 (restauro intero bene)
la chiesa ha subito nel 2003 lavori di restauro e consolidamento.
Descrizione
la chiesa ha struttura in mattoni intonacati e tetto a capanna; la facciata molto semplice è caratterizzata dal portale d'ingresso con cornice liscia e da un finestrone fortemente strombato sovrastato da una piccola apertura a forma di lunetta. Alla fiancata destra è addossata l'ex casa parrocchiale; sulla sinistra invece la chiesa dà su una scarpata. Antistante è un breve sagrato delimitato da un muretto con righierina in ferro su due lati, a cui si giunge provenendo da destra. Il campanile a vela si erge sul retro, sopra la copertura dell'abside. La facciata spoglia contrasta con l'eleganza neoclassica dell'interno, a navata unica con volta a botte lunettata, scompartito in campate cieche da semicolonne lisce sorreggenti una trabeazione che percorre tutto il perimetro dell'aula compresa l'area presbiteriale. Due colonne sostengono l'arco trionfale che introduce all'abside pentagonale, sopraelevata di un gradino rispetto al piano della navata e coperta da catino absidale. In controfacciata la porta d'ingresso si apre direttamente sull'esterno, senza il filtro di una bussola. La chiesa è illuminata naturalmente dal finestrone della controfacciata, dalle due finestre dell'abside e dalle finestre delle lunette della volta a botte.
Elementi decorativi
sull'altare maggiore campeggia una tela raffigurante la Madonna con Bambino e i Santi Apollinare e Antonio Abate, attribuibile a Francesco Mussini. Importante ne è l'iconografia per la storia antichissima della parrocchia: Sant'Apollinare indica il legame dell'antica pieve con Ravenna attraverso l'abbazia di San Martino di Fano, da cui dipendeva il castello di Poggio, mentre Sant'Antonio Abate ricorda la demolita chiesa dedicata al Santo eremita della Cappadocia. Sui due altari laterali vi sono dipinti legati a due istituzioni locali: la tela con la Vergine del Rosario dell'omonima confraternita che proviene dalla demolita chiesa di Sant'Antonio; e il dipinto con San Giuseppe e i Santi Rocco e Sebastiano, attribuibile al pergolese Gian Francesco Ferri, che apparteneva all'ospedale del castello. Rimane una preziosa testimonianza della devozione popolare voluta dalla confraternita del Ss. Sacramento, il piccolo dipinto con la Madonna della Misericordia, detta dell'Acquabona per aver preservato il castello dalla grandine; è probabile opera del fanese Carlo Magini.
Adeguamento liturgico
presbiterio - aggiunta arredo (1970)
l'adeguamento della chiesa secondo la riforma liturgica del Concilio Vaticano II ha mirato a garantire la salvaguardia dell'unicità e centralità dell'altare e la valorizzazione del luogo celebrativo dell'Eucarestia. Il presbiterio consente un agevole svolgimento dei riti e mette opportunamente in evidenza i suoi tre luoghi eminenti attraverso l'uso di elementi d'arredo in legno: l'altare, il tabernacolo del Ss. Sacramento e la sede del presidente dell'assemblea. Il crocefisso è parte eminente del complesso iconografico del presbiterio ed è fissato alla parete di fondo, sulla destra, ben visibile allo sguardo.