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Binetto
Bari - Bitonto
chiesa
parrocchiale
Santa Maria Assunta
Parrocchia di Santa Maria Assunta
Pianta; Impianto strutturale; Coperture; Prospetti; Scale; Pavimenti e pavimentazioni; interni; Elementi decorativi; Arredi
altare - aggiunta arredo (1965); presbiterio - intervento strutturale (2000)
1198 - 1205(costruzione intero bene); XV - XVI(ampliamento cappella laterale); 1561 - 1561(collocazione aula liturgica); 1595 - 1595(carattere generale erezione canonica); 1728 - 1728(completamento aula liturgica); 1729 - 1732(ampliamento cappella laterale); 1831 - 1831(restauro altare); 1937 - 1937(restauro cappella laterale); 1955 - 1955(ricostruzione campanile); 1977 - 1980(restauro intero bene); 2000 - 2000(manutenzione intero bene); 2014 - 2016(restauro aula liturgica); 2017 - 2017(manutenzione facciata)
Chiesa di Santa Maria Assunta
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa di Santa Maria Assunta <Binetto>
Ambito culturale (ruolo)
maestranze pugliesi (costruzione)
Notizie Storiche

1198 - 1205 (costruzione intero bene)

lavori di costruzione della chiesa come attesta l’iscrizione posta a lato del portale “NOX C. TEMPORIBUS INNOCENTII PP. III/ET DOMINO DOFERIO BARENSIS ARCIEPUS/REGNANTE DNO N.RO FREDERICO/GLORIOSISSIMO REGE HOC/TEMPLUM CONSTRUE FECIT DOMINUS. II/AJOR INDIGNUS ARHISACERDOS FILIUS/IACOBUS CALCANIATI OMNES RICCADDO II/AN. DOMINICO REDITIS. CRATE P. EO”.

XV - XVI (ampliamento cappella laterale)

lavori di costruzione di vani sul fianco destro dell’edificio: si tratta della cappella dedicata al Redentore, di altri piccoli ambienti rettangolari e della monumentale cappella del Rosario sormontata da cupola inserita all’interno di un tamburo a base esagonale.

1561  (collocazione aula liturgica)

collocazione del fonte battesimale, commissionato da Donato Giampo di Montefusco come attesta l’iscrizione sul bordo “DONATO: G. IAMPO: DE MONTEPUSCOLO: F.F A.D. 1561”.

1595  (carattere generale erezione canonica)

erezione della parrocchia e dell’arcipretura curata, come dimostrano i registri battesimali; l’arciprete dell’epoca era don Antonio Regina.

1728  (completamento aula liturgica)

lavori di completamento dell’edificio consistenti nella costruzione dell’altare in pietra dedicato a Sant’Antonio e posizionato nella seconda campata della navata sinistra.

1729 - 1732 (ampliamento cappella laterale)

lavori di costruzione di vani sul fianco sinistro dell’edificio: si tratta della cappella dedicata all’Immacolata, della famiglia Balenzano, e di quella intitolata a San Domenico, di proprietà della famiglia Duddi, il cui stemma è collocato sul concio in chiave dell’arco; inoltre, su dono dei fratelli Proscia, è stato costruito un vano adiacente alla chiesa, disposto alle spalle del presbiterio e raggiungibile esclusivamente tramite un varco, presente al centro dell’abside destra, realizzato per l’occasione e causa della perdita parziale dell’affresco della Trinità raffigurata sul catino emisferico.

1831  (restauro altare)

lavori di restauro dell’altare laterale dedicato a S. Domenico.

1937  (restauro cappella laterale)

lavori di restauro della Cappella dell’Addolorata, un tempo chiamata “del Redentore” finalizzati a riportare il vano alla sua originaria configurazione.

1955  (ricostruzione campanile)

lavori di ricostruzione della torre campanaria in seguito alla demolizione di un campanile a vela a tre fornici, realizzato in tufo e concluso da un elemento terminale monocuspidato.

1977 - 1980 (restauro intero bene)

lavori di restauro dell’edificio eseguiti a seguito di scosse telluriche e consistenti nella rimozione dell’intonaco e delle decorazioni giustapposte dalle superfici verticali interne e dagli elementi strutturali, nella realizzazione di un vespaio areato con la sostituzione di porzioni degli antichi pavimenti con nuove lastre in pietra locale, nel rifacimento delle coperture a falda, nella sostituzione dei tre portoni e nella dismissione della cantoria e della bussola in legno; contestualmente è stato aperto un varco nella muratura con l’obiettivo di raggiungere un annesso locale adibito a deposito. Durante le importanti campagne di restauro sono venuti alla luce i paramenti murari originari e soprattutto gli affreschi policromi che decorano le superfici interne.

2000  (manutenzione intero bene)

lavori di manutenzione straordinaria dell’edificio eseguiti su progetto dell’arch. Giuseppe Fragasso e consistenti nella tinteggiatura della volta a botte lunettata della navata centrale, nella pulitura degli stipiti scolpiti del portale maggiore, nell’installazione e nel rinnovo degli impianti presenti; contestualmente sono state compiute importanti opere di adeguamento liturgico.

2014 - 2016 (restauro aula liturgica)

lavori di restauro dell’altare dedicato a S. Antonio, collocato nella navata sinistra, e del grandioso affresco dell’abside maggiore raffigurante il tema iconografico della Deesis.

2017  (manutenzione facciata)

lavori di manutenzione straordinaria delle facciate consistenti nella ritinteggiatura delle superfici verticali esterne protette da intonaco e tinteggiate in bianco.
Descrizione

Schema planimetrico suddiviso in tre navate e cinque campate quadrangolari con altari addossati alle pareti perimetrali aperte anche da cappelle laterali quadrangolari, concluso da un ampio presbiterio a tre absidi semicircolari, rialzato di due gradini rispetto allo spazio assembleare. La facciata principale si presenta lineare nelle forme e semplice nelle decorazioni, realizzata con conci di pietra locale disposti a corsi regolari il cui paramento è tenuto faccia vista. Le bucature ed i volumi presenti all’interno della superficie verticale determinano tre ordini orizzontali di cui quello inferiore contiene il portale d’accesso centinato; l’ordine intermedio è valorizzato da un ridotto rosone circolare strombato verso l’interno; infine, il registro superiore è monocuspidato ed aperto da una piccola monofora centrale. La facciata principale è completata da un volume intonacato e tinto in bianco che risulta essere un evidente esempio delle giustapposizioni volumetriche che hanno alterato la primitiva configurazione della chiesa. Nella parte posteriore, alle spalle del presbiterio, si eleva la torre campanaria a base quadrangolare, realizzata in conci di pietra e divisa in tre ordini sovrapposti di cui quello inferiore è in gran parte inglobato nel fabbricato della chiesa mentre i due registri superiori sono rispettivamente aperti su ogni fianco da una monofora arcuata e da una bifora; l’elemento terminale è una piramide a base quadrata. Le superfici interne sono completamente intonacate e successivamente tinteggiate con tonalità tenui eccezion fatta per alcuni elementi architettonici o strutturali il cui paramento è lasciato con la pietra faccia vista.
Pianta
Schema planimetrico suddiviso in tre navate e cinque campate quadrangolari con altari addossati alle pareti perimetrali aperte anche da cappelle laterali quadrangolari, concluso da un ampio presbiterio a tre absidi semicircolari, rialzato di due gradini rispetto allo spazio assembleare. Sul fianco destro della terza campata della navata destra si apre un varco tramite il quale si accede al monumentale Cappellone del Santissimo Sacramento in cui è conservata la custodia Eucaristica: la cappella, rialzata di un gradino rispetto al piano di calpestio della chiesa, ha pianta ottagonale non regolare. Lungo le pareti perimetrali della chiesa, inoltre, si aprono varchi che conducono alle cappelle laterali, alla sacrestia, all’ufficio parrocchiale e ad altri locali adibiti a deposito. L’accesso all’edificio avviene attraverso una delle tre porte presenti sul prospetto principale che mette in comunicazione diretta la chiesa con l’esterno.
Impianto strutturale
Muratura portante in conci di pietra locale: l’aula liturgica è scandita da dodici imponenti pilastri congiunti da archi a tutto sesto oltre i quali, nella parte superiore delle pareti della navata centrale, sono impostate cinque volte a crociera originate da capitelli pensili; anche le navate minori sono voltate a crociera, eccezion fatta per la sola prima campata del fianco destro che risulta sormontata da una volta a botte lineare. Per quanto concerne le cappelle laterali, invece, le due del fianco sinistro sono concluse da ampie volte a stella a base quadrangolare mentre il cappellone del Santissimo Sacramento è coperto con una cupola emisferica, rialzata su un tamburo ottagonale e raccordata alla parte inferiore tramite pennacchi sferici sostenuti da quattro arconi laterali a tutto sesto. Sulle tre absidi poste a conclusione del presbiterio, infine, sono costruiti altrettanti catini emisferici di differenti dimensioni; l’abside centrale, infatti, è di gran lunga più grande di quelle laterali.
Coperture
Mentre le cappelle laterali sono concluse superiormente con un solaio piano rivestito con elementi quadrangolari di pietra, la navata maggiore è sormontata da un tetto a due falde con tegumento in tegole e coppi, la cui struttura portante è composta da capriate lignee presumibilmente nascoste dalle sottostanti volte incannucciate; la prima cappella del fianco sinistro, invece, è coperta da una singola falda notevolmente inclinata. In corrispondenza della terza campata della navata destra, tramite un tamburo ottagonale intonacato, svetta dal lastrico solare il volume della cupola della cappella del Santissimo Sacramento, rifinito con un manto di tegole e coppi disposti a padiglione. Seppur diverse tra loro le inclinazioni delle coperture sono tali da favorire il deflusso delle acque meteoriche, che vengono convogliate all’interno dei pluviali che discendono sui prospetti laterali.
Prospetti
La facciata principale si presenta lineare nelle forme e semplice nelle decorazioni, realizzata con conci di pietra locale disposti a corsi regolari il cui paramento è tenuto faccia vista. Le bucature ed i volumi presenti all’interno della superficie verticale determinano tre ordini orizzontali di cui quello inferiore contiene il portale d’accesso, centinato, a due ante in legno, inquadrato da un archivolto scolpito con raffinate decorazioni a fogliame; negli scomparti laterali si aprono due portali minori caratterizzati da vani arcuati privi sia di stipiti che di elementi decorativi degni di nota; alla sinistra del portale è incassata nella muratura una lastra in pietra sulla quale si legge un’iscrizione recante le uniche informazioni storiche relative alla costruzione dell’edificio. Leggermente disassato dal sottostante portale maggiore, l’ordine intermedio è valorizzato da un ridotto rosone circolare, strombato verso l’interno e protetto da una griglia modulata a motivi geometrici; sul fianco sinistro si apre una piccola bucatura rettangolare dalla quale filtra luce naturale all’interno della navata laterale sinistra. Mentre le porzioni esterne sono concluse con spioventi, il registro superiore centrale è monocuspidato ed aperto da una monofora che da luce al sottotetto; sulla cuspide, al di sopra di una maschera leonina quale allegoria medievale del potere temporale della Chiesa, si erge un pinnacolo reggicroce sul quale è collocata una croce in ferro. Lungo gli spioventi della copertura ed in prossimità del rosone circolare sono visibili differenti tessiture murarie che danno testimonianza delle stratificazioni e delle giustapposizioni legate al susseguirsi delle trasformazioni costruttive dell’edificio nel tempo. La facciata principale è completata da un volume intonacato e tinto in bianco, corrispondente all’interna prima cappella aperta sulla navata sinistra, che risulta essere un evidente esempio delle giustapposizioni volumetriche che hanno alterato la primitiva configurazione della chiesa. Il prospetto settentrionale è scandito da due volumi aggettanti laterali, completamente intonacati, sui cui spigoli prendono posto le sculture in pietra di Sant’Antonio e del Buon Pastore; sull’arretrata parete perimetrale della chiesa, invece, è visibile un portale murato sormontato da una lastra scolpita con le immagini dell’Agnus Dei, di una stella e di una croce gigliata e, più in alto, in una nicchia rettangolare è custodita una statua a tutto tondo della Vergine con Gesù bambino; le opere, di grande valore artistico, sono attribuite a Stefano da Putignano. Il prospetto opposto è quasi del tutto cieco, caratterizzato da estrema massività poiché realizzato con conci di pietra disposti a corsi regolari ed aperto superiormente esclusivamente dai rincassi delle bucature, arretrate rispetto al piano di facciata, dalle quali filtra luce naturale all’interno dell’aula liturgica; inoltre, la linearità della facciata meridionale è interrotta dal volume aggettante della cappella del Santissimo Sacramento svettante al di sopra del lastrico solare. Nella parte posteriore, alle spalle del presbiterio, si eleva la torre campanaria a base quadrangolare, realizzata in conci di pietra e divisa in tre ordini sovrapposti: quello inferiore è in gran parte inglobato nel fabbricato della chiesa; i due registri superiori, distinti da cornici marcapiano modanate aggettanti e delimitati da cantonali angolari bugnati, sono rispettivamente aperti su ogni fianco da una monofora arcuata e da una bifora i cui archetti poggiano su un pilastrino centrale e su capitelli dorici pensili; l’elemento terminale, rialzato su una base parallelepipeda, è una piramide a base quadrata. Il quarto prospetto è occultato dai volumi dei fabbricati posti in aderenza.
Scale
La quota del piano di calpestio interno della chiesa è inferiore rispetto al piano stradale; tale dislivello è superato soltanto attraverso quattro gradini presenti appena oltre il portale sinistro o tramite due più alti gradini disposti alle spalle del portale principale d’accesso all’edificio.
Pavimenti e pavimentazioni
L’intero pavimento dello spazio assembleare ed i due gradini del presbiterio sono realizzati con “chianche” di pietra locale disposte trasversalmente rispetto all’asse di percorrenza principale dell’edificio, eccezion fatta per il percorso centrale in cui le lastre sono posate in senso longitudinale; il piano di calpestio dell’area presbiteriale e delle cappelle laterali, invece, è rivestito con lastre rettangolari di pietra locale levigata.
interni
Le superfici interne sono completamente intonacate e successivamente tinteggiate con tonalità tenui eccezion fatta per alcuni elementi architettonici o strutturali il cui paramento è lasciato con la pietra faccia vista. L’aula liturgica è scandita da dodici imponenti pilastri congiunti da archi a tutto sesto, ornati solo di abaco, oltre i quali, nella parte superiore delle pareti della navata centrale, sono impostate cinque volte a crociera intonacate, prive di decorazioni ed originate da capitelli pensili modanati o baccellati; anche le navate minori sono voltate a crociera ma il paramento murario è lasciato a vista eccezion fatta per l’ultima campata della navata sinistra che risulta intonacata e decorata con dipinti di scarso pregio dalle tonalità molto scure; inoltre, la sola prima campata del fianco destro è sormontata da una volta a botte rifinita con molteplici strati di intonaco dipinto. Per quanto concerne le cappelle laterali, invece, le due del fianco sinistro sono intonacate, tinteggiate in bianco e concluse da ampie volte a stella a base quadrangolare; il cappellone del Santissimo Sacramento, la cui componente lapidea è mantenuta faccia vista, è sormontato da una cupola emisferica, rialzata su un tamburo ottagonale e raccordata alla parte inferiore tramite pennacchi sferici sostenuti da quattro arconi laterali a tutto sesto ornati solo di abaco. Sulle tre absidi poste a conclusione del presbiterio, infine, sono costruiti altrettanti catini emisferici di differenti dimensioni, affrescati o dipinti; l’abside centrale, di gran lunga più grande di quelle laterali, è, inoltre, aperta al centro da una bucatura rettangolare che interrompe il rilevante affresco policromo. L’ingresso della luce naturale all’interno dell’aula liturgica è garantito da dieci bucature ad arco ribassato presenti nella porzione superiore delle pareti della navata maggiore, da finestre disposte all’interno delle cappelle laterali e tramite bucature polilobate dalle quali filtrava luce all’interno delle navate minori all’epoca in cui non erano stati ancora edificati i volumi giustapposti. La continuità e l’integrità dei fianchi dell’edificio sono interrotte da varchi che conducono alla sacrestia, all’ufficio parrocchiale, al campanile ed ad altri locali adibiti a deposito.
Elementi decorativi
Ricchi e pregiati sono gli elementi decorativi presenti all’interno dell’edificio; in molti casi si tratta di tele o statue posizionate nelle cappelle laterali o all’interno dell’area presbiteriale. Sulle pareti della navata sinistra sono addossati tre altari due dei quali sono inseriti all’interno delle ampie cappelle quadrangolari: il primo, in pietra con mensa sorretta da grandi volute, è presente nella cappella dedicata a San Domenico, del quale è visibile una grande tela dipinta ad olio, appartenuta storicamente alla famiglia Duddi il cui stemma è collocato nel concio in chiave dell’arco a tutto sesto anteriore e su una lapide sepolcrale a pavimento; alla parete esterna della seconda campata della navata sinistra è addossato l’altare lapideo settecentesco di Sant’Antonio, composto da una mensa sorretta da volute laterali ed un superiore dossale ripartito da colonne riccamente scolpite e da lesene ornate con motivi vegetali, cariatidi e stemmi e sormontato da trabeazione con cornice mistilinea e frontone terminale contornato da una doppia fascia adorna di denti e serti. Nella seconda cappella del fianco sinistro, di proprietà della famiglia Balenzano, infine, prende posto una tela dipinta raffigurante l’Immacolata. La prima campata della navata destra ha volta a botte, affrescata da un’antica immagine, molto deteriorata dal tempo, della Gloria della Vergine incoronata dal Figlio; sulla parete perimetrale è leggibile un affresco della Madonna con Gesù bambino che regge un piccolo globo celeste; nella lunetta sovrastante, su sfondo rosso pompeiano, sono raffigurati alcuni putti. Dalla terza campata si accede alla cappella del Santissimo Sacramento. Il complesso volume ottagonale sormontato da cupola emisferica è impreziosito da numerose opere d’arte disposte sulle pareti laterali o al di sopra dell’altare maggiore in marmi policromi: si tratta delle sculture lignee della Madonna di Costantinopoli seduta su trono dorato, di quella di San Crescenzio, copatrono di Binetto, e della Madonna del Rosario; di quest’ultima è presente anche una pregevole tela nella quale la Vergine è dipinta insieme a San Domenico e Santa Caterina all’interno di una cornice di diciassette medaglioni in cui sono raffigurati i quindici misteri del rosario, San Nicola ed uno stemma araldico. L’elemento di maggior pregio è senza dubbio l’apparato decorativo del presbiterio suddiviso in tre campate concluse da absidi semicircolari coperte con catini emisferici: i due laterali sono decorati rispettivamente con la Vergine e San Giovanni ai lati del Crocifisso e, quello a destra, con un affresco risalente al XIV secolo raffigurante la Trinità con il Crocifisso; l’abside centrale, invece, è impreziosita dallo splendido affresco della Deesis. Come nell’iconografia tradizionale, si vede il Cristo benedicente, seduto in trono tra la Madonna e San Giovanni ed in basso, appena sotto il trono, la figura inginocchiata del committente; la parte inferiore, invece, quasi del tutto perduta, era affrescata con le figure di Santi, molto probabilmente i Dodici Apostoli, ma le tracce rimaste sono tanto labili da non permetterne una certa riconoscibilità; nella superiore fascia di raccordo tra la calotta dell'abside e la parete frontale di chiusura, infine, sono rappresentati i ventiquattro vegliardi dell'Apocalisse che inquadrano al centro un cerchio iridato in cui è racchiuso l'Agnus Dei.
Arredi
Al centro dell’area presbiteriale si trova l’altare in pietra, composto da una mensa lineare sorretta da due sostegni laterali sagomati a forma di volute; in posizione assiale, nella parte antistante all’altare maggiore in pietra scolpita e dipinta, è posizionata la sede del celebrante, mobile ed in legno, così come le sedute per gli altri ministri. L’ambone è collocato alla sinistra del presbiterio ed è caratterizzato dalla sovrapposizione di una base realizzata con pannelli di legno tra loro incastrati e disposti verticalmente, un sottile sostegno verticale ed, in alto, un piccolo lettorino inclinato. Il tabernacolo, invece, è presente al centro del gradino d’altare nel Cappellone del Santissimo, inserito all’interno di una struttura a forma di tempietto in marmi policromi con portella argentata e sormontata da un terminale monocuspidato. Un pregevole fonte battesimale lapideo con base troncopiramidale, vasca emisferica scolpita con archetti, angeli e gigli e copertura a piramide esagonale in legno, prende posto all’interno della prima cappella del fianco sinistro dell’edificio; l’opera, eseguita per volere di Donato Giampo il cui nome è riportato sul bordo della vasca, ha grande valore artistico in quanto reminescenza di arte del tardo romanico.
Adeguamento liturgico

altare - aggiunta arredo (1965)
affinchè il sacerdote possa celebrare la Santa Messa rivolto verso il popolo al centro del presbiterio è stato collocato un altare in ferro battuto e formica.
presbiterio - intervento strutturale (2000)
al centro del presbiterio è stato collocato un altare fisso in pietra in sostituzione di uno mobile in formica; contestualmente è stata rimossa la balaustra in ferro ed il fonte battesimale è stato dislocato nella prima cappella della navata sinistra.
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