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S. Ruffillo di Montebattaglia
Casola Valsenio
Imola
chiesa
parrocchiale
S. Ruffillo
Parrocchia di San Rufillo
Facciata; Pianta; Coperture; Campanile
presbiterio - aggiunta arredo (fine anni 70 del 1900)
XII - XII(preesistenza chiesa); 1738 - 1738(ricostruzione chiesa); 1762 - 1762(costruzione carattere generale); 1842 - 1843(ampliamento chiesa); 1864 - 1864(costruzione campanile)
Chiesa di San Ruffillo
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa di San Ruffillo <S. Ruffillo di Montebattaglia, Casola Valsenio>
Ambito culturale (ruolo)
architettura neoclassica (costruzione chiesa)
Notizie Storiche

XII  - XII (preesistenza chiesa)

esistente inizialmente come eremitaggio, è diventata rettoria solo in un secondo momento.

1738  (ricostruzione chiesa)

la chiesa e la sua canonica scompaiono la sera del 24 marzo a causa di una frana. Il nuovo tempio viene costruito nello stesso anno, in altra posizione: sorge sul luogo dell'oratorio dell'ospedale di Sant'Antonio abate presso Buta.

1762  (costruzione carattere generale)

la famiglia Morozzi di Buta fa erigere l'altare laterale in onore della Madonna del Buon Consiglio, mentre il secondo altare laterale viene aggiunto solo nella seconda metà del XIX secolo.

1842 - 1843 (ampliamento chiesa)

viene ampliato e messo a volta e la facciata, prima a sud-ovest, viene orientata verso est.

1864  (costruzione campanile)

a torre e alto sedici metri, viene dotato di tre campane fuse dalla ditta Brighenti di Bologna.
Descrizione

la chiesa di San Ruffillo, posta sulla strada che da Casola Valsenio conduce a Montebattaglia, in origine non era ubicata nel luogo attuale, bensì presso i fondi Bonzo e Chiesuola a circa un km da quella odierna. Esistente già nel XII secolo come eremitaggio, è diventata rettoria solo successivamente e menzionata per la prima volta nel 1328. Sicuramente consacrata, ma non vi sono fonti che ne attestino la data esatta. La vecchia chiesa si presentava con soffitto a travi e misurava 7x6 metri, con facciata a ponente sulla quale era dipinto il titolare ed era stata innalzata la croce. Aveva anche due altari, di cui uno dedicato a San Sebastiano, a cui vengono aggiunti due laterali intitolati alla Madonna del Rosario e a San Carlo Borromeo. Tuttavia questa chiesa, con canonica annessa, sono scomparse a causa di una frana il 24 marzo 1738 e nello stesso anno vengono ricostruite, ma in un'altra posizione. Il tempio, con struttura portante contraddistinta da una muratura in sasso e soffitto a travi, viene ampliato e voltato nel 1842-43 e la facciata viene orientata verso est. Subisce inoltre notevoli interventi di restauro durante la rettoria di don Antonio Galanti ed è in questa occasione che è stata edificata la cantoria con l'organo proveniente dalla chiesa di San Girolamo di Tossignano. L'interno, a navata unica voltata a botte, con unghie nella parte centrale, è dotato di un presbiterio rialzato di un gradino rispetto al piano dei fedeli e presenta anch'esso una copertura contraddistinta da volte a botte con unghie che si elevano a partire da due finestre ad arco. Le pareti sono formate da parti in muratura in sasso a vista, alternate a parti intonacate in bianco e grigio; le cappelle laterali sono invece tinteggiate di giallo.
Facciata
in sasso a vista, rinforzata negli angoli da blocchi di pietra. Il portale d'accesso è centrale e due bifore simmetriche intonacate sovrastano il portone.
Pianta
rettangolare, con una sola navata.
Coperture
volte a botte nella navata e volte a botte con unghie al centro della navata e nel presbiterio.
Campanile
eretto nel 1864, è collocato a sinistra dell'edificio, al di sopra della canonica; presenta una base quadrata ed è in pietra a faccia vista.
Adeguamento liturgico

presbiterio - aggiunta arredo (fine anni 70 del 1900)
l'altare, orientato verso l'assemblea dei fedeli, consiste in un tavolo di legno grezzo.
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