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Sestola
Modena - Nonantola
chiesa
parrocchiale
S.Nicola di Bari
Parrocchia di San Nicolò di Bari
Coperture; Pavimenti e pavimentazioni; Struttura
presbiterio - aggiunta arredo (1970-1990)
XVII - XVII(preesistenze carattere generale); 1614 - 1619(costruzione intero bene); 1645 - XVII(restauro intero bene); 1814 - 1902(restauro intero bene); 1931 - 1969(rifacimento Pavimentazione)
Chiesa di San Nicola di Bari
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa di San Nicola di Bari <Sestola>
Altre denominazioni Chiesa parrocchiale di San Nicola di Bari
S.Nicola di Bari
Ambito culturale (ruolo)
classicismo (costruzione)
Notizie Storiche

XVII  (preesistenze carattere generale)

L’attuale chiesa parrocchiale di San Nicolò in Sestola fu costruita nel secondo decennio del XVII secolo nella così chiamata Sella, a ridosso della Fortezza che sovrasta l'abitato. L’influenza che il sito ebbe sulla storia dell’edificio è di fondamentale importanza in quanto le sue caratteristiche morfologiche hanno periodicamente costretto i rettori della parrocchia a continue opere di consolidamento e di trasformazione. L’infelice scelta del luogo fu il risultato del compromesso raggiunto fra le due famiglie più potenti di Sestola che si contendevano l'onore di costruire l’edificio sacro: i Cavalcabò e gli Albinelli. Ai primi spettò il diritto di ospitare sul proprio terreno la Chiesa, ai secondi la progettazione; si menzionano infatti i nomi d'Alberto, Annibale ed Antonio tutti degli Albinelli come autori del progetto.

1614 - 1619 (costruzione intero bene)

Il 6 luglio 1614, ricevuto il decreto favorevole dell’abbate commendatario di Nonantola, il parroco di Sestola don Bartolomeo Cavalcabò procedette alla cerimonia della posa della prima pietra della chiesa. I lavori si conclusero con la solenne inaugurazione del 28 ottobre 1619. I materiali impiegati nella costruzione erano quelli poveri di origine locale, utilizzati anche per le abitazioni civili: arenaria, calce, sabbione e legno a cui si aggiungeva il ferro. Tutti i muri, dello spessore variabile trai 70 e i 100 cm, erano in pietra con faccia a vista all'esterno e intonacati all’interno. Il corpo dell’edificio era coperto da un tetto a due falde con travatura lignea in vista. Le retrostanti sagrestia e presbiterio, di altezza inferiore rispetto al corpo centrale, avevano la copertura rispettivamente ad una e tre acque mentre la protezione dalle intemperie era assicurata da piagne in arenaria. La facciata si presentava con tre portali di ingresso in corrispondenza delle tre nava

1645 - XVII (restauro intero bene)

La chiesa era da poco costruita quando si presentarono i problemi di stabilità per la natura umida e franosa del terreno su cui si ergeva. Si aprirono crepe nei muri e negli archi al punto che si pensò di rifabbricarla in un luogo più stabile. Visti i costi necessari per affrontare una nuova costruzione a cosi breve distanza di tempo, si pensò di restaurare la chiesa esistente; i lavori cominciati nel 1645, procedettero a rilento per almeno un ventennio senza che fossero apportate sostanziali modifiche all’impianto architettonico dell’edificio. Al termine del XVII secolo i muri della chiesa vennero intonacati esternamente per proteggere l’edificio dall'azione degli agenti atmosferici. Nello stesso tempo le sommità delle navate vennero chiuse da soffitti realizzati con tavole di legno che nascondevano la travature del tetto per limitare passivamente la precarietà della tenuta dei tetti.

1814 - 1902 (restauro intero bene)

Nel settembre del 1814: si pose mano alla facciata della chiesa: venne rifatto l`intonaco nelle zone mancanti o precarie. I portali furono ornati con stipiti che sorreggevano trabeazioni timpanate, il tutto con blocchi di arenaria squadrati e lavorati da Giacomo Zecchini, in ottobre venne rinnovato il soffitto e l'intonaco del presbiterio che fu poi decorato da Domenico e Francesco Torelli. Negli anni che seguirono, i problemi statici dell’edificio religioso si aggravarono al punto che si ventilò l’opportunità della costruzione di una nuova chiesa in luogo sicuro, stabile. Parroco e Comunità di Sestola optarono ancora una volta per la ristrutturazione della chiesa esistente che, nel periodo 1898-1902 venne sottoposta ad un consistente lavoro di consolidamento ed ampliamento. L’edificio che ne risultò e il medesimo giunto fino a noi.

1931 - 1969 (rifacimento Pavimentazione)

Negli anni compresi tra il 1931 e il 1969 si eseguirono lavori di ripristino e di ammodernamento. Nel 1952, in particolare, si rifece il pavimento delle navate in palladiana con prevalenza di pietre e marmi di colore grigio e i gradini dell’altare maggiore e delle cappelle utilizzando il marmo bianco di Carrara. In questo modo sono andate perdute le pietre tombali come testimonianza antica e il lastricato di pietra.
Descrizione

La parrocchiale di San Nicolò sorge nel centro di Sestola, nella sella orografica occupata progressivamente dall’abitato. L’interno conserva sostanzialmente intatto il solenne e vasto impianto basilicale a tre navate sostenute da una teorie d’archi su colonne monolitiche di stile dorico. La fisionomia è ispirata a modelli toscani quattrocenteschi mediati dall’esempio della vicina chiesa di San Bartolomeo a Fiumalbo (MO). Non compaiono invece elementi costruttivi barocchi, come presupporrebbe l’epoca di costruzione, la quale è viceversa chiaramente denunciata nelle opere di arredo. L’assetto della facciata al giorno d’oggi è il rifacimento secondo un intento preordinato di maggior decoro, purtroppo diffuso alla fine del XIX secolo in tutta la montagna a partire dall’infausto esempio della pieve di Fanano, che ha comportato la cancellazione delle genuine testimonianze architettoniche. Esternamente la chiesa è intonacata, eccetto la facciata che è rivestita in conci di arenaria provenienti dalla demolizione delle antiche farinerie ducali. Si presenta tripartita mediante quattro lesene di cui quelle centrali sono in corrispondenza dei colonnati interni e sorreggono un frontone triangolare. Nella facciata si aprono un portale e un rosone in corrispondenza di ciascuna delle tre navate, tutti costruiti in blocchi di arenaria lavorati.
Coperture
La copertura è stata consolidata nel 2013, sostituendo la struttura lignea con una struttura in cemento armato, il manto sostituito con piastre in alluminio.
Pavimenti e pavimentazioni
La pavimentazione interna è in marmi policromi, all'esterno è stata creato un sagrato in piastroni lapidei.
Struttura
La struttura portante della chiesa è in muratura sbozzata di arenaria, dai saggi eseguiti nel 2013 si è potuto evidenziare alcune zone con muratura a sacco.
Adeguamento liturgico

presbiterio - aggiunta arredo (1970-1990)
L’impianto liturgico risulta classico, precedente ai dettami del Concilio Vaticano II, con la zona presbiteriale collocata tra l'abside semicircolare e l'aula, rialzata da due gradini in marmo bianco e ben visibile a tutta l’assemblea, con l’altare maggiore in marmi policromi e rialzato da due gradini, alle spalle del celebrante anche mensa, il tabernacolo e la sede; successivamente è stato aggiunto l'altare posticcio in bronzo per le funzioni con il celebrante rivolto verso il popolo. A destra del celebrante l'ambone, sempre in metallo.
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