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Granarolo
Serramazzoni
Modena - Nonantola
chiesa
parrocchiale
S. Urbano I Papa
Parrocchia di Sant'Urbano I Papa
Coperture; Impianto strutturale; Struttura; Pavimenti e pavimentazioni
presbiterio - aggiunta arredo (1985-1995)
871 - 871(preesistenza carattere generale); X sec - XII sec(informazioni storiche carattere generale ); XV sec - XV sec(preesistenza carattere generale); 1592 - 1789(preesistenze carattere generale); XVIII sec - XVIII sec(preesistenze intero bene ); 1834 - 1834(ricostruzione intero bene ); 1834 - 1834(costruzione campanile ); 1857 - 1857(consolidamento fondamenta); 1936 - 1936(informazioni storiche carattere generale)
Chiesa di Sant'Urbano I Papa
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa di Sant'Urbano I Papa <Granarolo, Serramazzoni>
Altre denominazioni Chiesa parrocchiale di Sant'Urbano I papa
S. Urbano I Papa
Ambito culturale (ruolo)
classicismo (costruzione dell'edificio)
Notizie Storiche

871  (preesistenza carattere generale)

La Chiesa di Sant'Urbano I Papa e pertinenze sorge su un piccolo pianoro erboso, in località Granarolo, nel comune di Serramazzoni. L'etimologia del borgo viene fatta risalire alla presenza di un granaio che, con ogni probabilità, fungeva da scorta per i periodi di carestia. Granarolo, che apparteneva alla Curia Balugola, è citata per la prima volta in un documento del 7 agosto 871 in occasione dell'investitura fatta dal Vescovo di Modena Leodoino a un certo Orso, dei beni situati in Olmato e Granarolo.

X sec - XII sec (informazioni storiche carattere generale )

Tra i secoli X e il XII, era parte del circondario giudiziario dell'Appennino Modenese, assieme ad altre località, allodi del Vescovo di Modena; dal 1200 circa, divenne Comune autonomo andando a far parte, nel Trecento, della Podesteria di Monfestino di cui seguirà le vicende umane e politiche sino all'arrivo delle truppe napoleoniche nel 1796. Il Comune è tra quelli nominati nell'elenco dei Massari del Popolo di San Dalmazio nell'anno 1279.

XV sec  (preesistenza carattere generale)

La Chiesa di Sant'Urbano I Papa, citata nell'elenco delle Antiche Chiese modenesi del XV secolo, fu costruita presumibilmente nel Quattrocento sui resti di una pieve risalente al 1197, andata distrutta a causa dell'instabilità del terreno; il primo sacerdote nominato nei registri Parrocchiali risale al 1568.

1592 - 1789 (preesistenze carattere generale)

Nel 1592 l'edificio sacro era molto più piccolo ed aveva un solo altare. Nel 1789 vennero effettuati i lavori di ristrutturazione in quanto la costruzione minacciava di crollare.

XVIII sec  (preesistenze intero bene )

La chiesa, sebbene di piccole dimensioni, è plebana della seconda metà del XVIII secolo ed ha quasi sempre avuto alle sue dipendenze le Parrocchie di Monfestino, di Farneta - Riccò, di Pazzano, di Valle e di Selva. L'arciprete però non è quasi mai stato Vicario foraneo, carica concessa ai parroci ritenuti più idonei e residenti in località più raggiungibili dalla Congregazione.

1834  (ricostruzione intero bene )

La Chiesa di Granarolo nell'attuale forma risale al 1834, rifatta allora nella facciata, levata la cornacchia che conteneva due campane ed era sita nella facciata stessa. Risale allo stesso anno la costruzione del campanile, ben armonizzato stilisticamente all'edificio sacro.

1834  (costruzione campanile )

A fianco della chiesa, verso sud, sorge il campanile, costruito nel 1834. Il campanile, di forma rettangolare, alto circa m. 15,00, presenta una struttura tripartita (basamento a scarpa, corpo centrale, cella campanaria), in pietra sbozzata e squadrata. L'ingresso avviene dal lato nord, internamente si trovano le scale in legnami e gli impalcati, con travi di orditura in legno e tavolato. Nella cella campanaria, a quattro finestre ad arco, chiuse da persiane, v'è un concerto di quattro campane di diversa epoca e fusione. Il campanile appare in buono stato di conservazione.

1857  (consolidamento fondamenta)

Nel 1857 contribuì al rifacimento delle fondamenta anche il Duca di Modena Francesco V, con 3000 lire modenesi.

1936  (informazioni storiche carattere generale)

Un decreto dell'Arcivescovo di Modena in data 6 febbraio 1939, stralciava da Granarolo le borgate di Olmazzo, Costafelpe, Banzola e Valfredda, passandole sotto la giurisdizione di Riccò, più comoda e accessibile.
Descrizione

La Chiesa di Sant'Urbano I Papa si presenta nelle forme architettoniche definite intorno al 1834, che accomunano molte chiese dell'Appennino modenese ovvero la muratura in sasso, l'impianto longitudinale ad aula unica con due cappelle laterali, la facciata a capanna. La facciata, a due spioventi, è stata intonacata e tinteggiata a differenze delle pareti laterali della chiesa che presentano un paramento murario in sasso sbozzato con alcune riprese in mattoni laterizi; il portale ligneo, rettangolare, è delimitato da blocchi di arenaria; al di sopra di esso una piccola nicchia, ricavata nel muro, ospita una statuetta di Sant'Urbano I Papa. La parte sommitale è conclusa da un pinnacolo in pietra con croce di ferro. La chiesa presenta un impianto longitudinale, ad aula unica, con due cappelle laterali e presbiterio concluso da abside rettangolare; la struttura portante è in pietra a vista, orizzontamenti principali e secondari in legnami, tetto a falde inclinate e manto di copertura in coppi di laterizio. Dalle pareti laterali escono i muri quadrati delle due cappelle minori e il corpo rettangolare della sagrestia, a sinistra. L'architrave di una finestra del prospetto sud rivela l'antichità del sito ecclesiastico: sulla pietra arenaria è, infatti, scolpita un'iscrizione di ascendenza onciale, risalente presumibilmente al IX-X secolo. L'aula unica è scandita lateralmente da paraste che sostengono una trabeazione, sulla quale s'innesta la volta a botta lunettata. Lateralmente si aprono i due grandi archi a tutto sesto delle cappelle minori, coperte da volta a botte. Il campanile, di forma rettangolare, alto circa m. 15,00, presenta una struttura tripartita (basamento a scarpa, corpo centrale, cella campanaria), in pietra sbozzata e squadrata. L'ingresso avviene dal lato nord, internamente si trovano le scale in legnami e gli impalcati, con travi di orditura in legno e tavolato. Nella cella campanaria, a quattro finestre ad arco, chiuse da persiane, v'è un concerto di quattro campane di diversa epoca e fusione. Il campanile appare in buono stato di conservazione.
Coperture
Copertura a due falde con struttura di orditura primaria e secondaria in legno, manto in coppi laterizi.
Impianto strutturale
La chiesa presenta un impianto longitudinale, ad aula unica, con due cappelle laterali e presbiterio concluso da abside rettangolare.
Struttura
La muratura portante e continua è in pietra arenaria locale, solo la facciata risulta intonacata e tinteggiata. Gli altri prospetti secondari risultano in muratura a faccia a vista. La struttura di copertura a due falde è in legno, manto in coppi.
Pavimenti e pavimentazioni
Pavimentazioni in cotto.
Adeguamento liturgico

presbiterio - aggiunta arredo (1985-1995)
L'edificio di culto presenta il presbiterio sopraelevato da un gradino rispetto all'aula liturgica. L'altare originario è in legno dipinto con tabernacolo, addossato alla parete di fondo dell'abside rettangolare. La mensa, in pietra, è posizionata al centro del presbiterio. Il celebrante trova il leggio alla sua sinistra e la sede in legno alla sua destra.
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