chiese italiane
censimento chiese
edifici di culto
edifici sacri
beni immobili
patrimonio ecclesiastico
beni culturali ecclesiastici
beni culturali della Chiesa cattolica
edilizia di culto
restauro
adeguamento liturgico
Saludecio
Rimini
chiesa
parrocchiale
S. Biagio
Parrocchia di San Biagio
Struttura; Pianta; Coperture; Campanile; Pavimenti e pavimentazioni
presbiterio - aggiunta arredo (1980)
1040 - 1144(restauro intero bene); 1794 - xx(costruzione intero bene)
Chiesa di San Biagio
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa di San Biagio <Saludecio>
Altre denominazioni S. Biagio
Autore (ruolo)
Achilli, Giuseppe (architetto)
Ambito culturale (ruolo)
barocco (costruzione)
Notizie Storiche

1040 - 1144 (restauro intero bene)

Risale al 1014 il primo documento scritto che testimonia l'esistenza di una pieve di San Laudizio, oggi conosciuta col nome di Saludecio. Assai interessante è la menzione della Pieve nella bolla di Papa Lucio IIdel 1144, documento col quale il Papa sancisce la giurisdizione della Chiesa di Rimini sul territorio di sua pertinenza

1794 - xx (costruzione intero bene)

Nel 1786 un forte terremoto la danneggiò. Il parroco don Antonio Fronzoni decise di abbattere la chiesa, divenuta inservibile e teatro delle ruberie di napoleonici e anticlericali, per costruirne una nuova dall'aspetto maestoso, opera dell'architetto cesenate Giuseppe Achilli, che portò a termine il cantiere fra il 1794 e il 1800; ed è l'opera che ancora ammiriamo, ultimamente restaurata nella sua maestosità e armoniosità
Descrizione

Chiesa di aspetto maestoso e solenne, opera tardosettecentesca dell'architetto Antonio Fronzoni, edificata per custodire le venerate spoglie del Beato Amato Ronconi e contemporaneramente fungere da chiesa parrocchiale. Pianta complessa formata dall'accopiamento di due corpi di fabbrica: uno sostanzialmente ottagonale, che si apre in ambienti afferenti, il più vasto dei quali, è la cappella del Beato Amato, l'altro, rettangolare con lungo asse maggiore, diviso in tre navate delle quali la centrale più vasta ospita il presbiterio. La chiesa è inglobata nel tessuto edilizio del borgo e ha il fronte disposto lungo l'asse viario principale. La facciata si presenta alta a schermare il tiburio ottagonale del primo corpo di fabbrica e si presenta animata da due serie di 4 paraste sovrapposte separate da un ampio cornicione e da tre portali d'ingresso incorniciati in pietra d'istria. Quello centrale è sovrastato, al di sopra del cornicione, da un bassorilievo avente soggetto il Beato Amato. Su entrambi i lati della facciata, sotto due cornicioni spioventi sono situate due finestre semicircolari. La facciata è conclusa in alto da un timpano triangolare. Sul lato destro, come corpo di fabbrica separato, è presente un alto e robusto campanile. L'interno, planimetricamente complesso, si presenta nobile e luminoso, ornato di colonne, cornici, paraste e lesene e completamente intonacato nei colori del giallo e del grigio per i dettagli architettonici. Il presbiterio è ospitato nella navata centrale del corpo rettangolare, sopraelevato di tre gradini sul piano della navata. I soffitti si adattano alla complessità del disegno architettonico.
Struttura
portante in mattoni con tetto in legno
Pianta
ottagonale con profondo presbiterio rettangolare
Coperture
manto di copertura in coppi
Campanile
A pianta quadrata con cella campanaria aperta a monofore e piccola cuspide ottagonale
Pavimenti e pavimentazioni
in marmi policromi disposti a comporre figure geometriche
Adeguamento liturgico

presbiterio - aggiunta arredo (1980)
Altare versus populum, secondo le prescrizioni del Concilio vaticano II: mensa marmorea, sostenuta da due pilastrini policromi del medesimo materiale; ambone ligneo.
Contatta la diocesi