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| Notizie Storiche |
XVII (menzione vecchia chiesa intorno)
Anche se non si conoscono con certezza né la data di erezione, né l'ubicazione della prima cappella che i pescatori sidernesi eressero in riva al mare per celebrare la loro protettrice, da una iscrizione datata 1693 riportata su una piccola campana che attualmente si trova nella chiesa di Santa Maria dell'Arco, nell'antico borgo di Siderno Superiore e da alcuni documenti che si riferiscono al trasferimento di detta campana, si può desumere che sul litorale di Siderno esistesse una chiesa, senza cura d'anime, nel XVII secolo, quella “De maritima Ecclesia S. Mariae vulgo de Portu Salvo” citata nei verbali della visita pastorale del Vescovo Rossi del 1750, senza però che fosse riportata alcuna descrizione.
1783 - 1786 (storia carattere generale)
Dopo il disastroso terremoto del 1783, che colpì la Calabria reggina e causò notevoli danni anche all'antico centro di Siderno Superiore, si ebbe un notevole incremento demografico nella Marina di Siderno. A seguito di ciò il Vescovo geracese dell'epoca, Pietro Domenico Scoppa, nominò, il 14 febbraio 1786, un economo curato residenziale con la facoltà di celebrare messa e di confessare i fedeli nella chiesetta esistente.
1808 - 1819 (ampliamento vecchia chiesa intorno)
Perdurando l'espansione demografica, si manifestò, ben presto, l'insufficiente capienza della chiesetta e si realizzò il suo ampliamento i cui lavori sembra che siano stati effettuati o completati, non si sa bene, tra il 1808 e il 1809. A seguito di ciò la chiesa assunse l'aspetto che avrebbe mantenuto fino alla sua completa demolizione avvenuta tra il 1945 e il 1946. Era a tre navate, con tre ingressi frontali, presentava una cupola sul presbiterio ed un campanile a vela. Sull'altare maggiore era collocata un'antica tela raffigurante la titolare della chiesa e futura patrona di Siderno: Maria Santissima di Portosalvo. Nel 1819, in sostituzione dell'antico, e non più esistente, quadro, fu commissionata, a Napoli, la statua lignea che i fedeli ancora oggi venerano. Erano inoltre presenti l'altare del Santissimo Sacramento e quello dedicato a San Francesco di Paola.
1840 - 1846 (storia carattere generale)
Con il passare degli anni, crescendo la popolazione, aumentano le esigenze della Marina di Siderno. Il conseguente sviluppo urbanistico, supportato anche dalla presenza dei mercanti amalfitani, avviene in stretta e filiale connessione con il culto della Vergine di Portosalvo, per cui la chiesa assume un'importanza sempre maggiore. Essa risulta visitata dall'Ordinario diocesano di Gerace durante le visite pastorali del 1840, 1843, 1850.
Il 19 maggio del 1846 fu anche visitata dai Reali di Napoli: Ferdinando II, Maria Teresa d'Austria ed il futuro Francesco II. La visita del re mise in particolare evidenza il fatto che la chiesa era divenuta troppo piccola per le esigenze della popolazione residente.
La sempre maggiore importanza assunta dalla comunità della Marina di Siderno, divenuta il centro commerciale di riferimento di tutto il comprensorio, portò ad una maggiore attenzione pastorale e canonica da parte della Curia di Gerace, nonostante le reticenze del clero di Siderno Superiore
1854 - 1862 (erezione della parrocchia carattere generale)
Nel 1854 a seguito della morte del parroco di Santa Maria dell'Arco in Siderno Superiore, si pensò di trasferire alla Marina quell'ente parrocchiale, senza però che ciò si concretizzasse per la reazione dei parrocchiani di Santa Maria dell'Arco. Si pensò, allora, di erigere una nuova parrocchia. Concesso, il 18 luglio del 1859, dal Re Francesco II il Sovrano Beneplacito, il 12 agosto 1859 il Vescovo Lucia eresse la nuova parrocchia, nonostante il poco entusiasmo delle autorità comunali e del clero di Siderno Superiore.
1862 (stato della parrocchia carattere generale)
In una stringata relazione del 27 luglio 1862, sullo stato della Parrocchia della Marina di Siderno, è riportato che il numero delle anime è di 2.500 e che il titolo della Parrocchia è di Santa Maria di Portosalvo.
1870 - 1900 (storia carattere generale)
A partire dal 1870 si ripropone il problema della costruzione di una nuova e più grande chiesa. In una serie di deliberazioni consiliari: 1870, 1874, 1878, 1891, 1897, 1898, si afferma la necessità di una più capiente chiesa, si istituiscono commissioni, si acquisiscono pareri, si scelgono siti, ma si continua pure a discutere se sia meglio ampliare la chiesa esistente oppure realizzare una nuova.
Il 2 marzo del 1899, finalmente il Consiglio Comunale dà il parere definitivo per la costruzione di una nuova chiesa, da erigere nella Piazza del Popolo e da intitolare al Santissimo Redentore.
Il 5 luglio del 1900, il Vescovo Mangeruva benedice la prima pietra. Ma dopo qualche mese i lavori vengono interrotti senza essere mai più ripresi.
1909 (elevazione ad arcipretura carattere generale)
Con il trasferimento del titolo parrocchiale di Santa Maria dell'Arco da Siderno Superiore alla Marina nel 1909, il vescovo Del Rio concedeva alla Chiesa di Portosalvo il titolo di arcipretura e quindi la dignità di Chiesa Madre.
1920 - 1928 (progettazione nuova chiesa intero bene)
Nel 1920 diviene parroco di Santa Maria di Portosalvo monsignor Vincenzo Raschellà, il quale subito si impegnò, usando anche toni da crociata, perché riprendessero i lavori in Piazza del Popolo. Ma su quel suolo si pensava ormai alla realizzazione di un'altra opera.
Fu allora ripresa la vecchia idea di costruire la nuova chiesa sullo stesso suolo della vecchia, la quale in una relazione del Genio Civile, datata 18 gennaio 1923, veniva considerata in condizioni precarie.
Il 16 novembre del 1923, il Ministero dei lavori pubblici approvò un progetto redatto dall'ing. Pietro Bruni dell'Ente Edilizio di Reggio Calabria. Ma tale progetto non passò alla fase esecutiva, decidendo di realizzare una costruzione ex novo più grande nel sito attuale, accanto all'esistente chiesa in segno di continuità storica, devozionale e affettiva. A seguito di ciò si incaricò l'ing. Giuseppe Foderaro della stesura di un nuovo progetto che venne redatto nel 1928.
1929 (inizio lavori intero bene)
Superati i moltissimi ostacoli che continuamente si presentavano, il 14 agosto 1929 ebbero inizio i lavori, in un primo momento condotti dalla ditta Benvenuto, che venne in seguito sostituita dalla ditta Polverari.
1929 - 1932 (progetto di variante intero bene)
I lavori procedettero con estrema lentezza, interrompendosi e prolungandosi anche per l'introduzione di modifiche progettuali. Il progetto originario, anche se prevedeva le tre navate, mancava del coro e delle absidi. Volendo ingrandire l'edificio, nel 1932 venne redatto, sempre dall'ing. Foderaro un progetto di variante che contemplava la realizzazione di tre absidi semicircolari, l'innalzamento di una cupola in cemento armato in sostituzione del tiburio, un nuovo disegno della facciata.
1934 (ritardi nella costruzione intero bene)
Data la lentezza con cui si procedeva nella realizzazione dell'opera, il 15 maggio del 1934, mons. Raschellà convocò una assemblea pubblica per fare il punto della situazione e difendersi dall'accusa che era lui a ritardare i lavori avendo voluto introdurre modifiche in corso d'opera, al fine di ampliare il progetto con la realizzazione delle absidi, l'innalzamento della cupola, l'apertura di una cappella laterale. Anche se tali responsabilità venivano accettate, volendo far sorgere un tempio più grande e maestoso, creando i presupposti per una eventuale elevazione canonica della chiesa a Santuario, affermava che i ritardi erano dovuti principalmente all'inefficienza della ditta appaltatrice e all'assenza del direttore dei lavori. Ma nonostante le continue sollecitazioni i lavori non venivano ultimati.
1944 (apertura al culto intero bene)
Constatata l'inutilità delle proteste verbali, l'arciprete Raschellà decise di passare ai fatti. “Procuratosi” un'ordinanza municipale, datata 15 luglio 1944, in cui il Sindaco De Leo dichiarava inagibile e pericolosa la vecchia chiesa, il 20 luglio 1944 egli “occupò” il nuovo edificio non ancora ultimato, adibendolo al culto divino. La coraggiosa iniziativa sbloccò la situazione, anche se alcune parti della chiesa, all'epoca non completate, quali la cuspide del campanile e la cupola, non verranno più ultimate, ma la chiesa, in questo modo, cominciò ad essere frequentata e nel tempo portata alle attuali condizioni.
1945 - 1946 (demolizione vecchia chiesa intorno)
La vecchia chiesa, dopo essere stata testimone per almeno tre secoli dei fatti salienti della Marina di Siderno e dopo essere essere stata utilizzata come “cava” di tutto il materiale utilizzabile per il nuovo edificio sacro, venne demolita tra la fine del 1945 e l'inizio del 1946. Nel luogo dove sorgeva si trova oggi una piazzetta, dove nel 1959, in ricordo del primo centenario dell'istituzione della parrocchia, fu innalzata una colonna di marmo con l'iscrizione: «I Sidernesi ricordano questo luogo sacro dove sorse la prima Chiesa parrocchiale» e sulla sommità della quale è stata posta una statua della Madonna.
1953 (consacrazione della chiesa intero bene)
Il 22 aprile del 1953 la Chiesa viene consacrata dal Vescovo Pacifico Maria Perantoni.
1954 - 1987 (completamento intero bene)
Alla morte di mons. Raschellà, nel 1954, viene nominato arciprete di Santa Maria di Portosalvo il sac. Antonio Incognito. Egli, con l'aiuto dei fedeli, completò la pavimentazione della chiesa, l'adornò di una zoccolatura in marmo, di una vetrata artistica a ricordo dell'Anno Mariano del 1954, realizzata a Firenze dal maestro vetraio Guido Polloni e inaugurata nel 1957, in occasione dei festeggiamenti in onore della Madonna di Portosalvo. Realizzò l'impianto di illuminazione, restaurò il simulacro della Vergine, ingrandì l'ex “Cappella della Vittoria” oggi “Cappella del Santissimo Sacramento”, arricchendola di una finestra istoriata e realizzando l'altare del Santissimo Sacramento. Maturò l'idea di realizzare la porta di bronzo, opera insigne dello scultore sidernese Giuseppe Correale. Non ebbe, però, il tempo di vederla pienamente realizzata morendo il 20 dicembre 1987. Il giorno dei suoi funerali la porta giaceva a terra in attesa di essere sistemata al suo posto.
1988 (inaugurazione porta bronzea portale)
Il 13 febbraio del 1988 il Vescovo Francesco Tortora benediceva la porta di bronzo, fortemente voluta dalla comunità di Siderno e a cui hanno generosamente partecipato anche tanti sidernesi emigrati all'estero.
1988 - 1989 (manutenzione straordinaria esterno)
Tra il 1988 e il 1989 sono stati eseguiti dei lavori di manutenzione straordinaria all'esterno dell'edificio di culto che hanno interessato il tetto con il rifacimento del manto di copertura e delle grondaie, le pareti esterne con il quasi totale rifacimento dell'intonaco ormai degradato e la loro successiva pitturazione.
1990 - 1999 (decorazione interno)
Il nuovo parroco padre Giovanni Musolino dei Minori Cappuccini, pensò di completare la chiesa attraverso la decorazione pittorica degli interni. L'incarico fu affidato all'artista Guido Faita di Cassano allo Jonio che inizio i lavori nel 1990. L'opera di abbellimento ha riguardato l'intera superficie murale del tempio e per la sua completa attuazione sono stati necessari dieci anni di lavoro e un notevole impegno economico. Nel 1996, all'ingresso in parrocchia del nuovo arciprete, mons. Cornelio Femia, mancava ancora il completamento dei pilastri tra le navate, la decorazione delle navatelle e della cappella del Santissimo Sacramento.
I lavori si conclusero, nel 1999 con l'inaugurazione presieduta dal Vescovo GianCarlo Maria Bregantini.
2001 - 2002 (nuova pavimentazione interno)
Essendo l'edificio interessato da problemi dovuti all'umidità di risalita, mons. Femia pensa di intervenire per bloccare il fenomeno ma nel contempo anche al rifacimento delle superfici pavimentali e ad una nuova e più organica sistemazione del presbiterio. Affidato l'incarico di progettare gli interventi all'arch. Umberto Panetta, tra il 2001 e il 2002, chiusa al culto temporaneamente la chiesa, si è provveduto al lavoro di smontaggio del pavimento, alla creazione del nuovo vespaio aerato, ad un intervento di ripristino sul calcestruzzo e sui ferri delle travi di fondazione là dove interessati da fenomeni di degrado, alla messa in opera dell'avveniristico impianto di climatizzazione a pavimento, alla realizzazione della nuova pavimentazione nella quale sono stati inseriti elementi decorativi realizzati con tarsie policrome in marmo, al completamento della zoccolatura in marmo delle navate laterali e di parte delle colonne, alla sistemazione dell'area presbiterale.
2012 (progettazione restauro facciata)
Osservati diversi fenomeni degenerativi in atto negli elementi della facciata, con distacchi e caduta di parti di essi, tali da richiedere la posa in opera di una struttura provvisionale di sicurezza con interdizione dell'accesso alla chiesa dall'ingresso principale, mons. Femia nel febbraio 2012 incarica l'arch. Umberto Panetta di redigere un progetto di restauro del prospetto principale da presentare alla Conferenza Episcopale Italiana al fine di ottenere un contributo dai fondi dell'otto per mille destinati al restauro degli edifici di culto, relativamente all'esercizio finanziario 2012. Trasmesso il progetto alla Soprintendenza competente essa esprime parere favorevole con prescrizioni con nota n. 4307 del 21-8-2012, approvato lo stesso dalla C.E.I. viene assegnato il contributo richiesto con Decreto del Presidente in data 12 settembre 2013.
2012 - 2014 (progetto di variante facciata e campanile)
Nel settembre del 2012 si verificano distacchi e cadute di parti ammalorate anche dal campanile, causando danni al tetto della navata sinistra. A seguito di tale avvenimento si procede ad ingabbiare il campanile per motivi di sicurezza. Si provvede quindi alla redazione di un progetto di variante al fine di poter intervenire anche sul campanile oltre che sulla facciata. Tale progetto viene inviato alla Soprintendenza in data 25 febbraio 2014, e su di esso viene espresso parere favorevole con prescrizioni con nota n. 3274 del 29-5-2014.
2014 - 2015 (restauro facciata e campanile)
Presentata Segnalazione Certificata di Inizio Attività al Comune di Siderno, prot. n. 5541 del 5-3-2014, stipulato il contratto di appalto il 13-3-2014, in data 22 aprile 2014 iniziano i lavori di restauro progettati riguardanti la facciata e il campanile.
Essi sono consistiti principalmente nella rimozione e ripristino delle parti ammalorate previo trattamento anticorrosivo dei ferri di armatura, nella protezione delle parti aggettanti dagli agenti atmosferici, in un intervento di deumidificazione sulla zoccolatura basamentale, nella pitturazione delle superfici, nella realizzazione di una nuova gradinata di accesso all'ingresso principale con due rampe laterali simmetriche. Inoltre sul campanile è stato necessario integrare l'armatura corrosa e degradata della struttura in cemento armato, demolire e ripristinare la balaustra che circonda la cella campanaria. I lavori previsti sono stati ultimati in data 11 dicembre 2015. |
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| Descrizione |
La chiesa dedicata a Santa Maria di Portosalvo sorge nella zona centrale dell'abitato principale del Comune di Siderno, quello che era la Marina di Siderno quando ancora le istituzioni comunali avevano sede nell'attuale borgo di Siderno Superiore. Essa si affaccia su piazza Portosalvo, e la sua facciata è rivolta a sud-est verso il mar Jonio, che si trova a poca distanza dall'edificio sacro.
L'attuale chiesa, realizzata nella prima metà del 1900, ha sostituito la precedente, sempre dedicata a Santa Maria di Portosalvo, che sorgeva accanto ad essa, successivamente demolita dopo essere stata dichiarata inagibile.
La chiesa si sviluppa a pianta basilicale a tre navate che terminano con absidi semicircolari, con quella centrale più elevata e delimitate da grossi pilastri in cemento armato.
La facciata neo-rinascimentale, strutturata su due ordini, è ornata con eleganti elementi architettonici e presenta un timpano triangolare. Su di essa è presente un solo ingresso centrale con il portone bronzeo e sopra il esso è collocata una finestra rettangolare con una vetrata artistica.
Sulla navata sinistra si apre la cappella del Santissimo Sacramento a pianta quadrata. Alla sacrestia e all'ufficio del parroco si accede in testa alla navata sinistra. Sempre sulla sinistra, adiacente alla navata laterale, si erge l'alto campanile, rimasto incompleto della prevista cuspide, così come non è stata realizzata la lanterna prevista nel progetto originario a completamento della copertura del tiburio ottagonale, né la cupola prevista nel successivo progetto di variante.
L'interno si caratterizza per l'ampia spazialità di tipo rinascimentale e per la luminosità dovuta alle finestre del cleristorio e agli ampi finestroni del transetto, che arrivano ad illuminare fino all'abside centrale.
In controfacciata è presente la cantoria sulla quale si trova la balaustra in marmo che originariamente delimitava il presbiterio.
Nell'edificio sono collocati arredi liturgici in marmo di Carrara di pregevole fattura realizzati da maestranze toscane. In bronzo, invece, è realizzata una scultura posta ai piedi della mensa rappresentante la cena in Emmaus, così come il leggio dell'ambone.
Sulle superfici interne sono realizzati elementi decorativi utilizzando la tecnica pittorica del trompe-l'oeil che creano un effetto tridimensionale di notevole efficacia e dipinti murali rappresentanti scene evangeliche e da apoteosi, insieme ad altre rappresentazioni sacre capaci di far riflettere e meditare sui misteri della fede.
Alla aula liturgica si accede dall'ingresso centrale con il portone in bronzo e da due ingressi laterali, uno che si apre sulla navata sinistra in prossimità della facciata e l'altro nella zona centrale della navata destra, ambedue sormontati da un timpano triangolare.
| Pianta |
| Lo schema planimetrico dell'aula liturgica è di tipo basilicale divisa in tre navate che si concludono con tre absidi semicircolari. In controfacciata, in corrispondenza delle navate laterali, sono presenti: a destra il vano scala per l'accesso alla cantoria, a sinistra la cappellina del Crocefisso, già sede del fonte battesimale, successivamente collocato ai piedi del presbiterio.
Sulla navata laterale sinistra si apre la cappella del Santissimo Sacramento a pianta quadrata.
Alla sinistra dell'aula è presente, con la stessa larghezza della cappella laterale, un corpo di fabbrica a pianta rettangolare, a cui si accede in testa alla navata sinistra, in cui si trovano la sacrestia, l'ufficio del parroco, la base del campanile a pianta quadrata e un locale di deposito delle statue adiacente alla cappella del Santissimo Sacramento. |
| Facciata |
| La facciata di stile neo-rinascimentale, ornata di elementi architettonici eleganti, è strutturata su due ordini, scanditi verticalmente dalla disposizione delle lesene e rimarcati orizzontalmente dalle cornici aggettanti marcapiano. Sono presenti quattro lesene che inglobano verticalmente la struttura in cemento armato e due lesene centrali, le quattro centrali sono dotate di capitelli; a coronamento della facciata è presente la cornice del frontone triangolare del timpano, che a sua volta racchiude un secondo frontone circolare. I due ordini sono raccordati da due poderose volute laterali “che ingentiliscono il prospetto conferendo ad esso un'aura solenne e di forte impatto visivo.”
La parte centrale della facciata, corrispondente alla navata principale, è leggermente avanzata (di circa 50 cm); al centro della facciata si trova il portale in marmo, con la porta bronzea, sormontato nel primo ordine da un timpano triangolare e nel secondo ordine da un timpano spezzato al centro sopra il quale si trova una finestra rettangolare con una piccola balaustra a colonnine, anch’essa sormontata da un timpano triangolare, nella quale è collocata una vetrata artistica raffigurante la Madonna di Portosalvo realizzata a Firenze dal maestro Guido Polloni. In corrispondenza delle navate laterali sono presenti due piccole nicchie a base semicircolare con catino, incorniciate da una semplice modanatura da archivolto e sormontate anch'esse da un timpano triangolare.
All’ingresso principale della chiesa, rialzato dal piano stradale, si accede, tramite una gradinata in granito ai cui lati si trovano due rampe simmetriche che consentono l'ingresso anche ai diversamente abili.
Tutti gli elementi della decorazione architettonica quali: lesene, cornicioni, cornici, fregi, modanature decorative, capitelli, sono realizzati con malta di cemento e graniglia calcarea aggrappata con tondini di ferro alla struttura portante in cemento armato e tinteggiati.
Sul resto della superficie muraria è presente un ricoprimento di intonaco tinteggiato a due tonalità, chiara per il fondo e più scura per le decorazioni e modanature.
Il portone bronzeo dell'ingresso principale è opera dello scultore Giuseppe Correale. Esso è suddiviso in otto formelle scolpite a rilievo, il cui fondo è a specchio. L'opera realizzata dal geniale artista sidernese “ha come suoi caratteri distintivi e peculiari l'essenzialità del taglio scultoreo e la semplicità, solenne e grandiosa.”
I pannelli, “nella squisita fattura che rivela l'artista e il credente, esprimono tutta la Teologia mariana: in un linguaggio che è di silenzio eloquente, chiaro e vibrante: come una Catechesi sulla vita di Maria, sulla sua celeste missione; un poema su la sua eccelsa grandezza e la sua dignità ineffabile e unica.
I primi quattro: L'Annunciazione dell'Angelo, la visita di Maria ad Elisabetta, la nascita di Gesù, la fuga in Egitto.
È il Vangelo dell'infanzia. E si può chiamare il Vangelo della Madre.
Gli altri quattro pannelli: le nozze di Cana, Gesù deposto dalla croce, la discesa dello Spirito Santo, Maria Assunta in Cielo.
Si compendia e si conclude, in stretta unione con l'opera salvifica del Messia Salvatore, Suo divin Figlio, la vita di Maria.”
Il portone si sviluppa in una accennata tridimensionalità entro la quale le scene emergono a forte rilievo. “Divino e umano si confrontano nella narrazione tra le linee taglienti dei vestimenti e le severe anatomie dei personaggi. I volti, sopraffatti nell'espressione dal riverbero di psicologie sempre differenti, recitano a soggetto nelle scene, animati dalla stessa potenza vitale, esprimendo tenerezza e familiarità, stupore e meraviglia, dolore e rassegnazione.” |
| Coperture |
| La copertura della navata centrale così come quella del transetto e della cappella del Santissimo Sacramento è realizzata con tetto a due falde, mentre sulle navate laterali il tetto si presenta a falda unica e sul tiburio a forma piramidale con falde inclinate. Il manto di copertura è in coppi. |
| Impianto strutturale |
| La struttura portante dell’edificio è in cemento armato, realizzata secondo le norme tecniche vigenti all’epoca della costruzione, le pareti esterne di tamponatura sono in mattoni pieni e malta comune. |
| Campanile |
| Alla sinistra della facciata spicca l'alto campanile a base quadrata, impreziosito dalla balaustra a colonnine del ballatoio all’altezza della cella campanaria, che, come già detto nella descrizione, manca della cuspide che non è stata mai realizzata, per cui la copertura è piana. All'interno del campanile si trova un concerto bronzeo di quattro campane acquistato nel 1932 a Milano presso la fonderia Barigozzi, già Fonderia Napoleonica Eugenia. |
| Pavimenti e pavimentazioni |
| La pavimentazione dell'aula liturgica è realizzata in marmo. La sua attuale sistemazione con il logo del giubileo del 2000 e altri elementi decorativi in marmi policromi è stata progettata e messa in opera nel 2002. |
| Ciclo decorativo e pittorico |
| Tutte le superfici interne della chiesa sono state interessate da un ciclo decorativo interamente concepito ed eseguito dal maestro contemporaneo Guido Faita che ha realizzato, utilizzando la tecnica pittorica del trompe-l'oeil, ornamenti che simulano apparati in stucco, lacunari, membratura architettoniche entro cui incorniciare scene evangeliche e da apoteosi.
“Attraverso la tecnica della pittura su muro, il maestro stende morbidamente un apparato di complesse articolazioni plastiche e figurative, che ricoprono, senza soluzioni di continuità, tutto ciò che incontrano, avvolgendo ogni parte dell'architettura con raffinate decorazioni, coerenti nelle linee e nelle volumetrie con le superfici parietali.
L'effetto complessivo è magnificente e al tempo stesso di moderato impatto. La scelta di un unico metro linguistico, ricondotto a tinte pastello, riduce infatti lo stacco tra l'uso dei trompe-l'oeil e le scene narrative riprese da artisti celebri e reinterpretate da Faita sul piano cromatico, ma anche concettuale. Raffaello Sanzio, Bartolomé Esteban Murillo, Giovan Battista Tiepolo, Diego Velazquez, Veronese, Guido Reni, Mattia Preti, tutti rivisitati o in alcuni casi interpellati iconograficamente dall'artista per trovare ispirazione nella rappresentazione dei soggetti sacri.”
Nella calotta absidale è riprodotto il registro superiore della celebre disputa del Sacramento, dipinta da Raffaello Sanzio, in cui viene rappresentato il trionfo della Chiesa Celeste che adora Gesù Cristo, Figlio del Dio vivente, glorificato dal Padre Eterno e circondato dalla Vergine Maria e dal Battista, nonché dalle schiere degli Apostoli e dei Santi.
Nelle pareti absidali sono invece dipinti l'Annunciazione della Vergine e l'adorazione dei pastori, ripresi dalle opere di Rubens e di Murillo.
Sulla mensa, un riquadro aperto nei lacunari, celebra il trionfo del Santissimo Sacramento osteso da un nugolo di angeli.
Nelle cappelle laterali dei Sacri Cuori è ricreata una semplice partitura architettonica a lesene, con i simboli di Cristo e della Vergine sul soffitto.
Nel transetto, sono presenti profilature barocche sugli archi e la rappresentazione dei quattro evangelisti nei pennacchi.
Nel soffitto del tiburio è stato realizzato un dipinto circolare raffigurante l'Assunzione della Vergine.
Nel transetto sinistro vi è raffigurata la scena della Pentecoste, mentre su quello destro è rappresentata la scena del miracoloso intervento della Vergine di Portosalvo in favore dei pescatori sidernesi. Tra i marosi si trovano due barche sbattute dalla furia della tempesta, quella in primo piano riprende la più celebre raffigurazione della zattera di Géricault. I pescatori, si protendono verso l'immagine della Madonna di Portosalvo, apparsa miracolosamente sul mare a rischiarare la via del ritorno.
Fa eco, alla drammatica scena, il dipinto sulla volta del transetto, raffigurante una barca sul mare e una stella, allusione alla Vergine Maria stella del mare e porto di salvezza nel comune naufragio.
Il soffitto della navata centrale, racchiude la grande scena dell'incoronazione della Madonna. Il gruppo principale, raffigurante la Trinità che cinge la Vergine della corona di gloria immortale, è ripreso dettagliatamente da Velazquez, mentre, intorno, il coro di angeli cita il coronamento angelico dell'Annunciazione di Guido Reni al Quirinale. Tra i Santi in gloria vi si riconoscono citazioni da Mattia Preti, dal Veronese, dal Tiepolo, da Murillo e da Guido Reni.
Nella cantoria si può ammirare la rappresentazione di Santa Cecilia, protettrice dei musicisti, intenta a suonare l'armonium, accompagnata da due angeli.
Nell'antica cappelletta del Battistero, oggi dedicata a San Francesco d'Assisi, Faita ha ricreato, intorno alla statua del Santo che abbraccia il Crocefisso, la solenne quinta scenica dell'Eterno Padre con lo Spirito Santo. Il dipinto, che riprende in maniera palmare la pala romana della Trinità di Guido Reni, è stato privato della raffigurazione de |
| Arredi |
| Il pregevole altare maggiore in marmo scolpito realizzato a Pietrasanta nei primi anni quaranta del XX secolo, pur privato oggi della mensa, mantiene ancora i sei bassorilievi incastonati nell'ordine maggiore, raffiguranti la Vergine Maria in trono con Gesù Bambino, san Giuseppe, i Santi Apostoli Pietro e Paolo, Sant'Antonio di Padova e San Francesco di Paola, questi ultimi compatroni della città.
Nella mostra d'altare ottocentesca, in pietra siracusana, recuperata dalla antica chiesa, è posto il simulacro ligneo della Madonna di Portosalvo, patrona della città di Siderno. La statua della Vergine, di scuola napoletana, sembra sia stata realizzata nel 1819 e debba ricondursi alla bottega dei Verzella di Napoli.
Le maestranze toscane hanno realizzato anche le altre opere in marmo, tutte di pregevole fattura, che adornano la chiesa. La balaustra, trasferita dal presbiterio alla cantoria, il fonte battesimale, le due acquasantiere, il pulpito, nel 2002 smontato e trasformato in ambone e piedritto della mensa d'altare. Tutti i manufatti sono realizzati in marmo statuario di Carrara e ornati da profilature in marmo verde, nelle quali risalta la forbita esecuzione e la nobiltà dell'intaglio.
Davanti al nuovo altare a mensa, posto in opera nel 2002 e a completamento dello stesso, si trova una scultura in bronzo a tutto tondo rappresentante la cena in Emmaus realizzata nel 2009 dallo scultore Rosario La Seta, a cui si deve anche il Seminatore, il leggio bronzeo dell'ambone, del 2007, raffigurante Cristo nella celebre parabola evangelica. |
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