Chiesa di San Giovanni Evangelista <Quattrocase, Casalmaggiore>
Altre denominazioni
S. Giovanni evangelista
Autore (ruolo)
Vezzoni, Palmiro (decorazione chiesa)
Ambito culturale (ruolo)
maestranze lombarde (costruzione chiesa)
maestranze lombarde (ampliamento chiesa)
Notizie Storiche
1152 - XII (preesistenze carattere generale)
Il primo documento, da cui emerge la necessità di una chiesa nella zona, risale al 1152 ed è una sentenza di Papa Eugenio con la quale, oltre a varie prescrizioni nella diatriba fra il Monastero di Cicognara e il Vescovo di Cremona, viene ordinato agli abitanti di questa zona di avvalersi, per la sepoltura, della chiesa di Cicognara e, per tutte le altre necessità spirituali, della chiesa di Fossacaprara. Per la prima volta si parla della famiglia dei Quattrocase di Bargello.
1297 - XIII (preesistenze intorno)
In una pergamena, rinvenuta nell’Archivio di Stato di Mantova, si menziona un oratorio dedicato a San Quirico, posto nell’omonima località sulla strada per Valle. Anche questo oratorio dipendeva da Fossacaprara e fu visitato da Don Ludovico De Furlanis della Chiesa di Santo Stefano di Casalmaggiore nel 1565, dai Vescovi di Cremona Nicolò Sfondrati nel 1579 e da Cesare Speciano nel 1601.
1488 - XV (inizio lavori intero bene)
Quattro abitanti del paese - in sostituzione di un piccolo oratorio da tempo esistente in loco - siglarono un contratto il 21 Aprile (istrumento di erezione - notaio Guglielmo Temacoldi e notaio Albertino degli Archendi – documenti presso Archivio Parrocchiale S. Stefano di Casalmaggiore) per la costruzione di una nuova chiesa, dotandola dei benefici necessari perché potesse avere il titolo di parrocchia e il necessario sostentamento del parroco, togliendosi in questo modo dalle dipendenze di Fossacaprara. Il terreno venne donato da Bartolomeo Musso, figlio di Tulliano Musso, abitanti nel luogo.
1491/03/25 (consacrazione intero bene)
Il 25 marzo questa nuova chiesa venne consacrata dal Vescovo di Cremona Gian Battista Brivio come riportato dalla lapide posta sulla parete sinistra dopo l’ingresso.
1500 - XVI (costruzione chiesa intorno)
Fondazione dell’oratorio dedicato a San Rocco e San Martino (da una nota del 16 giugno 1714 a seguito della visita di Monsignor Alessandro Croce) da parte della Confraternita di San Rocco.
1516 (ampliamento intero bene)
Primo ampliamento della chiesa e nuova consacrazione del tempio (30 novembre) dedicato a San Giovanni evangelista da parte del Vescovo di Cremona Giovanni Battista Brivio. Della struttura originale non abbiamo evidenze dimostranti il suo perimetro, le fondamenta ecc.
1630 (demolizione cimitero carattere generale)
Come conseguenza della grande peste, venne tolto il camposanto che si trovava al posto dell’attuale sagrato e costruito in fondo al Vicolo della Chiesa, riservandolo, in un primo tempo, ai morti per il morbo, per poi essere utilizzato per tutta la comunità. Continuarono, nel frattempo, le sepolture all’interno della chiesa in tre cripte, due dedicate a famiglie locali ed usufruite anche da defunti delle confraternite presenti, la terza, la più grande, di cui rimane la piastra di copertura in prossimità dell’ingresso principale, anch’essa usata per defunti delle famiglie più agiate.
1707 (decorazione intero bene)
Marco Antonio Ghislina (1676-1756) dipinse la tela “l’Immacolata” trasferita negli anni ’60 nella chiesa parrocchiale dall’oratorio di San Rocco e San Martino sempre in Quattrocase. Era stata dipinta per la cappella dell’Immacolata posta appunto in detto oratorio, costruito alla fine del ‘500.
1741 - 1743 (rifacimento casa parrocchiale intorno)
Venne ricostruita la casa parrocchiale con il suo collegamento aereo alla chiesa.
1745 - 1746 (costruzione organo)
Venne ordinato e costruito l’organo dalla Ditta Giuseppe Picenardi di Cremona. L’attuale collocazione dell’organo è del 1770.
1749 - XVIII (rifacimento altare)
Venne ordinato e costruito l’altare nuovo da parte della Ditta Nava Carlo di Milano. Tale altare è considerato di pregevolissima fattura e di notevole valore, come risulta dall'incisione posta sul retro dell’altare stesso e dal diario del Parroco Carnevali.
Venne commissionato a Francesco Maria Chiozzi (1730-1785) il “San Giovanni Evangelista”, l’attuale pala dell’altare. L'annotazione della notizia è ad opera di Don Carlo Carnevali.
1770 - XVIII (costruzione campanile)
La chiesa venne ampliata, aggiungendo la torre campanaria.
1770 - XVIII (rifacimento facciata)
Nel contempo venne rifatta anche la facciata della chiesa.
1792 (primo rifacimento pulpito)
Venne rifatto il pulpito con contributo da parte dei parrocchiani.
1814 - XIX (costruzione coro ligneo)
Venne costruito il coro ligneo dai falegnami Giacomo Lodi e Marchesi Leandro di Sabbioneta come da incisione posta sull’opera.
1879 ( secondo rifacimento pulpito)
Su disegno di Monsignor Parazzi di Viadana venne fatto e collocato un nuovo pulpito. Al riguardo, è presente un'annotazione di Don Angelo Paroni sul suo diario.
1895 (consacrazione altare maggiore)
Il Vescovo Bonomelli consacrò l’altare maggiore secondo la lapide posta sul retro dell’altare.
1912 - 1920 (ristrutturazione casa parrocchiale carattere generale)
Furono effettuati interventi di ristrutturazione della casa parrocchiale.
1916 - 1930 (rifacimento copertura)
Venne rifatto il tetto della chiesa.
1930 (rifacimento organo)
La ditta Giuseppe Rotelli di Cremona ricostruì interamente l’organo del Picenardi. Nell’occasione venne rinvenuto, presso l’archivio parrocchiale, un rarissimo frammento di codice pergamenaceo del XII secolo utilizzato come copertina del I° Libro dei Battesimi, ricoperto poi di musica seicentesca. La scrittura è una tarda carolingia e la notazione è detta diastematica (da una nota del Prof. Riccardo Ronda di Casalmaggiore).
1946 - XX (decorazione volta)
Palmiro Vezzoni di Rivarolo del Re dipinse sulla volta il ciclo della vita di San Giovanni Evangelista ed affrescò tutta la chiesa. I disegni preparatori si trovano presso il Museo Diotti di Casalmaggiore e i documenti documenti presso archivio parrocchiale.
1999 (rifacimento pavimentazione )
Realizzazione di canale di deumidificazione e pavimentazione, del marciapiedi in sestino di cotto in lato sud verso il piazzale e ingresso chiesa.
2000 (restauro torre campanaria)
Sostituzione e restauro campane e cuspide torre campanaria.
2005 (ristrutturazione copertura)
Restauro generale del tetto e consolidamento della volta del presbiterio, del catino e dell'abside a seguito delle lesioni causate dal terremoto del 24/25 novembre 2004.
2006 (restauro decorazioni)
Restauro dell'apparato pittorico di presbiterio e abside.
2008 (restauro decorazioni)
Restauro dell'apparato pittorico di navata e cappelle laterali.
Descrizione
La chiesa di San Giovanni evangelista fa parte del più ampio complesso costituito dalla casa parrocchiale, dall’oratorio, dalle strutture sportive e dalle aree scoperte circostanti. Il tutto posto in angolo tra la via principale della frazione di Quattrocase, Via Gioberti e la Via Chiesa.
Sotto il profilo architettonico, la chiesa è esternamente caratterizzata da una composizione di insieme semplice e sobria, così come è chiara e definita l’impostazione delle linee del fronte principale seicentesco, nell’aggetto marcato dei cornicioni, nel ricorso alle volute in rilievo che sormontano il portale principale e nell’adozione di volute a spirale, di raccordo fra il corpo principale della navata maggiore e gli sfondati delle cappelle laterali.
Pianta
La chiesa di san Giovanni evangelista è stata costruita, come da consuetudine, secondo l’asse est/ovest, con ingresso principale ad ovest e ingresso secondario dal piazzale a sud.
Lo schema planimetrico dell’interno è impostato da un’unica ampia navata, sormontata da una volta a botte interrotta dagli arconi delle lesene e delle unghie delle finestre del claristorio. Alla scansione delle lesene corrispondono gli sfondati delle otto cappelle laterali, decorate come tutte le superfici delle chiese con un ciclo di affreschi ispirato alla vita di San Giovanni evangelista.
La zona absidale, coronata da una volta a catino, è impreziosita da un altare maggiore, che separa lo spazio liturgico dalla zona del coro. In posizione nord si trova dislocato un vano antistante la sagrestia e la sagrestia vera e propria, dalla quale si accede alla torre campanaria. Inoltre, con accesso dalla cappella del confessionale, attraverso una scala di collegamento si raggiunge un ripostiglio al primo piano e da qui la casa parrocchiale. In lato nord, sul retro di una cappella, con accesso dall’area esterna trova posto il locale caldaia.
Struttura
Strutturalmente la chiesa poggia su fondazioni in mattoni pieni e si eleva su murature anch’esse di mattoni pieni intonacate sia sul paramento interno che esterno. Le volte della navata principale e le piccole volte secondarie sono tutte in mattoni di cotto, intervallate da nervature ad arco. Nel 2005 è stata eseguita la pulizia completa ed il ripedonamento della volta della navata e, soprattutto, il consolidamento della volta del presbiterio e del catino absidale, secondo le disposizioni della Soprintendenza per i beni Ambientali e Architettonici di Brescia Cremona Mantova.
Pavimenti e pavimentazioni
La pavimentazione dell’edificio sacro, dai documenti parrocchiali, viene datata al 1928. La navata è pavimentata in formelle quadrate di cemento colorato poste a disegno in modo da formare due distinte zone laterali che ospitano i banchi, separate dal percorso centrale sino al presbiterio, il tutto contornato da una greca sempre in formelle di cemento colorate. Stesso pavimento, seppur con colori e riquadri diversi, per le cappelle laterali, ad eccezione della cappella della Beata Vergine dove è presente un pavimento in mattonelle di graniglia di marmo, sicuramente più recente e databile agli anni ’60 del secolo scorso. La zona del presbiterio risulta pavimentata con la stessa tipologia di mattonelle di cemento colorate poste a formare un motivo floreale. Per gli altri ambienti è presente una pavimentazione di marmette di cemento grigio.
Coperture
Le coperture della navata principale e delle cappelle sono costituite da struttura portante in legno. In fase di restauro nel 2005 si è scoperta sui puntoni di una capriata un’iscrizione datata 1771. Nello specifico, la struttura è formata da capriate, travi di colmo e terzere, travetti ed assito di legno con sovrastante manto di copertura formato da lastre ondulate sottocoppo di colore rosso e coppi di canale e coperta ancorati da ganci in rame. Le lattonerie di raccolta delle acque meteoriche sono in rame.
Elementi decorativi
La chiesa è stata completamente decorata nel 1946, subito dopo la fine della seconda guerra mondiale, dall’artista Palmiro Vezzoni con un ciclo di affreschi ispirati alla vita di San Giovanni Evangelista. Per la verità, non si tratta di affreschi, ma di opere a tempera, le quali nel tempo si sono ricoperte di uno strato di materie estranee come fumo di candele, polveri grasse e polveri dovute all’installazione dell’impianto di riscaldamento ad aria. Inoltre, erano presenti danni da infiltrazioni dalle coperture con conseguenti cadute della pellicola pittorica, fessurazioni e distacchi di malta decorata, formazioni di muffe e macchie nere e salificazioni estese, tanto da compromettere la leggibilità dell’impianto decorativo. I cornicioni delle trabeazioni risultavano rotti in diversi punti. Le lesene e le murature, come gli altari, presentavano distacchi e macchie di umidità di risalita dovuti anche all’utilizzo di malte cementizie per i rappezzi effettuati negli anni senza il supporto di indicazioni corrette.
Tra il 2006 e il 2008, attraverso un intervento complessivo, è stato restaurato tutto l’apparato pittorico interno, della navata, del presbiterio e delle cappelle.
La chiesa custodisce alcune pregevoli opere pittoriche, dovute principalmente ad artisti settecenteschi di notevole fama che operarono anche al di fuori dell’ambito locale oltre ad arredi e strumentazioni stabilmente infissi.
a) Anno 1707 - Tela della Beata Vergine Immacolata” ad opera di Marco Antonio Ghislina, custodita nella cappella a Lei dedicata;
b) Anno 1750/1751 - Pala dell’altare maggiore raffigurante San Giovanni Evangelista ad opera di Francesco Maria Chiozzi;
c) Due tele di autori ignoti, databili nel secolo precedente, il XVII, raffiguranti la prima i “Santi Carlo e Benedetto” custodita nella cappella omonima e la seconda “Santa Barbara”.
d) Anno 1719 - Altare maggiore eseguito Carlo Maria Nava di Milano, pregevole sia per i marmi policromi scelti per la sua costruzione, che per il disegno particolarmente raffinato.
e) Anni 1745/1746 Costruzione dell’organo dalla ditta Giuseppe Picenardi collocata nel 1970 e successivamente nel 1930 venne ricostruito interamente da parte della ditta Giuseppe Rotelli di Cremona.
f) Anno 1814 - Retrostante l’altare maggiore trova posto il coro ligneo anch’esso di pregevole fattura ad opera di Giacomo Lodi e Marchesi Leandro di Sabbioneta.
Adeguamento liturgico
presbiterio - intervento strutturale (1973)
L’adeguamento liturgico ha comportato un intervento strutturale, che ha riguardato la modifica della balaustra che racchiudeva il presbiterio rispetto alla navata. E’ stata rimossa la balaustra originaria e, mediante il riutilizzo delle colonne in marmo della stessa, sono stati posti due basamenti, anch’essi in marmo, ancorati alle lesene laterali. La forma a elle a rientrare verso il presbiterio, lascia aperta la parte centrale con la mensa a vista. Il lato sinistro di questo manufatto così rielaborato viene usato come ambone, mentre la parte destra ospita la croce e fa da supporto a eventuali composizioni floreali.
ambone - intervento strutturale (1973)
I vangeli vengono posati sul leggio posto sulla balaustra di sinistra modificata come specificato nel punto precedente.
altare - aggiunta arredo (1973)
Trattasi di un ripiano di legno impiallacciato tinta noce poggiante su supporto centrale a basamento rettangolare. Sul fronte del basamento verso la navata è inserita una lamina di rame incisa raffigurante la cena di Emmaus.
cattedra - aggiunta arredo (1973)
Sede, trattasi di semplice sedia con struttura in legno e seduta imbottita e rivestita
di tessuto rosso.