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29/9/2022 Diocesi di Reggio Emilia - Guastalla - Inventario dei beni culturali immobili
Oratorio della Beata Vergine della Fossetta <Novellara>
Data ultima modifica: 04/07/2017, Data creazione: 9/4/2008


Tipologia e qualificazione oratorio santuario


Denominazione Oratorio della Beata Vergine della Fossetta


Altre denominazioni B. Vergine della Fossetta;B.V. della Fossetta;Madonna della Fossetta;Beata Vergine Maria della Fossetta


Autore(Ruolo)  Negri, Giovanni Francesco (costruzione chiesa)



Ambito culturale (ruolo)  maestranze emiliane (costruzione)
maestranze emiliane (costruzione campanile)
maestranze emiliane (costruzione portico)
maestranze emiliane (restauri)
maestranze emiliane (restauri)
maestranze emiliane (riparazione e miglioramento antisismico)



Notizie storiche  1654 - 1658 (costruzione intero bene)
La chiesa viene eretta a partire dal 1654 per accogliere i sempre più numerosi fedeli che veneravano un’immagine della Madonna, dipinta forse da Lelio Orsi in una piccola cappella poco distante. Il terreno su cui erigere la chiesa viene donato da Barbara Gonzaga, figlia di Alfonso I. Il progetto è dell’architetto bolognese Giovan Francesco Negri. L’apertura al culto avviene il 2 luglio 1658, ma già l’anno precedente, il 19 agosto 1657, la Sacra Immagine era stata trasferita all’interno della chiesa. Contestualmente all’apertura della nuova chiesa viene atterrata l’antica cappelletta.
1670 - 1670 (costruzione campanile intorno)
Nel 1670, vicino alla chiesa, ma distaccata da essa, viene costruita la torre campanaria a pianta quadrata, distribuita su tre piani, con paraste angolari e serliane in cotto. Nella Relazione Storica di accompagnamento al progetto di restauro e miglioramento sismico (2000) si riporta che l’architetto fu Battista Sormani. La torre è stata oggetto di restauro nel 1784.
1671 - 1671 (costruzione portico facciata)
Al 1671 risale la costruzione del portico a tre fornici in facciata.
XVIII - XIX (restauri intero bene)
Nel corso del XVIII secolo la chiesa conosce periodi di abbandono e rifunzionalizzazione. Nel 1702 viene adibita a magazzino durante la guerra di Spagna, e nel 1704 viene rifatta la cupola e restaurato l’interno. Vengono altresì collocate le statue nelle nicchie dei quattro piloni centrali interni. Finalmente nel 1764 viene nuovamente restaurata e ripristinata all’ufficio liturgico. Altri interventi vengono effettuati nell’Ottocento, tra i quali l’altare maggiore viene ornato con colonne di marmo, il coro viene ampliato e vengono scolpiti i quattro Evangelisti nella volta dello stesso, la facciata viene sopraelevata nel 1819.
1937 - 1937 (modifiche facciata)
Nel 1937 le tre finestre della facciata vengono trasformate in nicchie nelle quali sono state collocate le statue della Madonna (al centro), di San Bernardino (a destra) e di San Luigi (a sinistra), opere dello scultore guastallese Andrea Mozzali.
1988 - 1991 (restauri intero bene)
Intorno agli anni ’90 del secolo scorso vengono intrapresi dei lavori di restauro e risanamento degli intonaci e delle murature.
1996 - 2000 (riparazione e miglioramento antisismico intero bene)
In seguito all’evento sismico del 1996 la chiesa riporta alcuni danni strutturali (principalmente fessure negli archi portanti interni e fessure passanti sulla facciata interna), pertanto nel 2000 viene redatto un progetto di restauro statico e miglioramento antisismico a firma dell’arch. Dallasta Angelo, dell’arch. Bisi Claudio e dell’ing. Pignagnoli Alessandro. i Gli interventi proposti hanno il duplice intento di riparazione del danno e di miglioramento del comportamento sismico dell’edificio. Interventi di riparazione: - ripresa delle fessurazioni e delle lesioni isolate. Interventi di miglioramento antisismico: - cerchiatura della cupola all'altezza dell'imposta; - inserimento di catene di collegamento trasversale e longitudinale delle murature della chiesa; - inserimento di una catena nella facciata.



Descrizione  I lavori per la costruzione della chiesa vengono intrapresi a partire dal 1654 sulla spinta devozionale sorta intorno ad un’immagine della Madonna dipinta, forse da Lelio Orsi, sul muro di una piccola cappella poco distante. Il progetto è dell’architetto bolognese Giovan Francesco Negri. L’apertura al culto avviene il 2 luglio 1658, ma già l’anno precedente la Sacra Immagine era stata trasferita all’interno della chiesa. L’impianto planimetrico della chiesa è a croce greca con quattro deambulatori angolari e cupola centrale sorretta da quattro piloni. Ha tre altari dei quali quello maggiore dedicato alla B.V. della Fossetta, posto all’interno di una cappella dedicata, e i due laterali rispettivamente a San Carlo Borromeo e a San Francesco da Paola. Tutti e tre gli altari hanno paliotti in scagliola policroma risalenti all’inizio del XVIII secolo. Quello di San Francesco da Paola, attribuito al celebre scagliolista carpigiano Giovanni Massa, reca al centro la figura di S. Anna con la Vergine Bambina; anche il paliotto nell’altare di San Carlo Borromeo è attribuito al Massa, mentre quello nell’altare della B. V delle Grazie, su fondo nero con prospettiva architettonica, decorazioni floreali, uccelli, e con al centro il Crocefisso, è attribuito a Giovanni Pozzuoli. Nelle nicchie dei pilastri della cupola sono inserite quattro sculture in scagliola del XVIII secolo che raffigurano la Madonna con i suoi attributi: da sinistra la Purezza (con la colomba e il giglio), l'Intelligenza (guardare verso l’alto con l’aquila), l’Umiltà (con la pecorella), la Fede (con la croce). Il prospetto di facciata è caratterizzato dalla presenza di un portico a tre fornici (realizzato nel 1671) che conferisce un forte effetto chiaroscurale. Le tre finestre sopra gli archi del portico sono state trasformate in nicchie nel 1937 e vi sono state collocate le statue della Madonna (al centro), San Bernardino (a destra) e San Luigi Gonzaga (a sinistra). Le statue sono opera dello scultore guastallese Andrea Mozzali.

Impianto strutturale
Dalla Relazione tecnica allegata al progetto di riparazione dei danni in seguito al sisma del 1996 (2001) si apprende che la muratura portante è costituita da mattoni pieni di laterizio (spess. 50 cm). Sulla muratura poggiano le strutture di copertura, la volta a botte della navata e le volte a crociera delle cappelle. All’incrocio tra navata e transetto quattro arcate a tutto sesto sostengono un tamburo a base quadrata sul quale poggia la cupola. La cupola termina con una lanterna ottagonale.
Pianta
L’impianto planimetrico della chiesa è a croce greca con quattro deambulatori angolari e cupola centrale sorretta da quattro piloni. Ha tre altari dei quali quello maggiore dedicato alla B.V. della Fossetta e i due laterali rispettivamente a San Carlo Borromeo e a San Francesco da Paola. L'ingresso è preceduto da un portico a tre campate. Misure interne: larghezza 12,20 mt, lunghezza compresa abside 19,40 mt.
Interno
Le linee dell’interno sono definite dal modellato delle membrature architettoniche con trabeazione a dentelli. Il presbiterio è coperto a crociera e termina con una cappella. Varcato l'ingresso, l'altare sulla destra è dedicato a San Francesco di Paola. E' realizzato in scagliola policroma con colonne e capitelli compositi, frontone spezzato e angeli con cartigli a croce. Risale al 1667. Il dipinto che ritrae il santo è dello stesso periodo (attribuibile al bolognese Domenico Santi). Il paliotto d'altare in scagliola con al centro la figura di S. Anna con la Vergine Bambina, è attribuito al celebre scagliolista carpigiano Giovanni Massa. Sul lato opposto, si venera San Carlo Borromeo, il cui altare è stato eretto nel 1668. Il dipinto che raffigura San Carlo è attribuibile al bolognese Domenico Santi, detto il Minganzino (seconda metà XVII sec.). L'ancona in scagliola policroma simulante brecce varie, è quasi identica a quella dell’altare di fronte costruito l’anno prima. Il paliotto in scagliola policroma degli inizi del XVIII secolo è attribuito a Giovanni Massa. Nel coro è conservata la Sacra immagine della B.V. della Fossetta qui collocata nel 1667. L’affresco rappresenta la Madonna con il Bambino seduta su di un prato. L’opera è stata completamente ridipinta alla fine del XVIII secolo. La storiografia riferisce che l’immagine è stata dipinta dall’Orsi nel periodo compreso tra il 1555 e il 1564 rifacendosi probabilmente ad una figurazione della Madonna che allatta Gesù Bambino vista nell’Arco di fianco alla chiesa di Santa Maria in Grottapinta a Roma. L'ancona entro la quale è inserita ha un basamento pensile con colonne corinzie e fregi dorati. La trabeazione è ornata di fregi in altorilievo e racemi e contiene la Colomba dello Spirito Santo. Sul timpano sono posti due angioletti con al centro il busto del Padre Eterno. La decorazione risale al 1858. Il Tabernacolo in marmo è opera della scultrice correggese, Carmela Adani che l’ha eseguito nel 1930. L’altare presenta un paliotto in scagliola policroma su fondo nero con prospettiva architettonica, decorazioni floreali e uccelli e, al centro, il Crocefisso. E' attribuito a Giovanni Pozzuoli (inizio XVIII secolo). In basso a destra, accanto al nome del donatore, F. Antonino Carpani, si legge la data 1725. Sembra che i paliotti della chiesa provengano dalla chiesa dei Cappuccini e siano stati donati al Santuario dal Comune di Novellara nel 1946. Nei pilastri della cupola centrale, entro nicchie, sono inserite quattro sculture in scagliola che rappresentano la Madonna con i suoi attributi: da sinistra la Purezza (con la colomba e il giglio), l'Intelligenza (guardare verso l’alto con l’aquila), l’Umiltà (con la pecorella), la Fede (con la croce). Sono probabili opere del bolognese Giuseppe Maria Mazza (inizio XVIII secolo).
Prospetti
Il prospetto frontale della chiesa è caratterizzato dalla presenza di un portico a tre fornici (realizzato nel 1671) che conferisce un forte effetto chiaroscurale. L'impaginato architettonico presenta due registri di paraste di ordine dorico e un ultimo registro di paraste ioniche limitato alla parte centrale della facciata. Il coronamento superiore a timpano triangolare è limitato al partito centrale (si deve ad un intervento di sopraelevazione attuato nel 1819). Le tre finestre sopra gli archi del portico sono state trasformate in nicchie nel 1937 e vi sono state collocate le statue della Madonna (al centro), San Bernardino (a destra) e San Luigi Gonzaga (a sinistra). Le statue sono opera dello scultore guastallese Andrea Mozzali.
Coperture
Dalla Relazione tecnica allegata al progetto di riparazione dei danni in seguito al sisma del 1996 (2001) si apprende che la copertura ha una struttura lignea costituita da capriate, travi secondarie, travetti, piccola orditura, lastre di fibrocemento. Il manto è in coppi.
Illuminazione
L’illuminazione naturale all’interno della chiesa è scarsa. E’ fornita dalle semilunette degli altari laterali e dalle finestre rettangolari che si aprono sui vani ai lati del presbiterio. L’illuminazione artificiale è garantita da punti luce di tipo indiretto posti sopra i pilastri della cupola e sopra il cornicione delle cappelle laterali e del vestibolo d’ingresso, e da proiettori sui pilastri della cupola. Un ulteriore punto luce è collocato al centro della controfacciata. La cappella della B.V. delle Grazie è dotata di propri apparecchi di illuminazione.
Pavimentazioni
La pavimentazione dell’aula è in lastre di marmo bianco e rosso di Verona, posate nel 1970. Il presbiterio ha un pavimento in seminato alla veneziana.
Campanile
Campanile tozzo e quadrato a tre piani con paraste angolari e serliane in cotto. E' stato costruito nel 1670 dall'architetto Battista Sormani.



Adeguamento liturgico  presbiterio - aggiunta arredo (1965-75)
Collocazione mensa per la celebrazione rivolta verso l’assemblea






Collocazione geografico - ecclesiastica


Regione Ecclesiastica Emilia-Romagna
Diocesi di Reggio Emilia - Guastalla
Vicariato di Guastalla
Parrocchia di Santo Stefano

Strada Provinciale 4 - Novellara (RE)


Edifici censiti nel territorio
dell'Ente Ecclesiastico


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