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28/9/2022 Diocesi di Reggio Emilia - Guastalla - Inventario dei beni culturali immobili
Chiesa di Santo Stefano <Novellara>
Data ultima modifica: 06/03/2017, Data creazione: 9/4/2008


Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale


Denominazione Chiesa di Santo Stefano


Altre denominazioni S. Stefano in Piazza;S. Stefano


Ambito culturale (ruolo)  maestranze emiliane (inizio lavori di costruzione )
maestranze emiliane (ricostruzione)
maestranze emiliano-lombarde (ristrutturazione)
maestranze emiliane (restauro)
maestranze emiliane (restauri)
maestranze emiliane (restauri)
maestranze emiliane (consolidamento strutturale)
maestranze emiliane (consolidamento strutturale)



Notizie storiche  V fine - VI inizio (notizie storiche preesistenze)
Sembra che un’antica plebs Nuvelare dedicata a S. Stefano fosse già esistente alla fine del V sec. o al principio del VI.
1512 - 1567 (costruzione intero bene)
Al 1512 risale il primo progetto della chiesa Collegiata di S. Stefano. In tale anno si cominciano a scavare le fondamenta dell’edificio che prevedeva la facciata rivolta a ponente. I lavori però procedono molto lentamente. L’idea di dar vita alla nuova chiesa viene ripresa da Alfonso I Gonzaga che conferisce all’architetto Lelio Orsi l’incarico di redigere un nuovo progetto esecutivo e nel 1567 i lavori ricominciano alacremente secondo il nuovo disegno, utilizzando i materiali provenienti dalle demolizioni delle chiese di S. Michele e S. Lorenzo. La prima pietra viene posta il 20 marzo 1567 (o il 14 secondo alcuni) con la benedizione del Vescovo di Reggio.
1567 - 1612 (erezione a collegiata carattere generale)
L’11 settembre 1567, Papa Pio V, con propria bolla, autorizza la demolizione della chiesa di S. Stefano presso il Mulino di Sopra e la costruzione della nuova parrocchiale da erigersi in Collegiata sotto il titolo di S. Stefano. Le costituzioni saranno emanate nel 1614. Il 15 agosto 1582 la chiesa viene solennemente benedetta e dichiarata di patronato della famiglia Gonzaga.
1616 - 1620 (costruzione campanile intorno)
Al 1616 risalgono i primi lavori di costruzione della nuova torre campanaria. Il progetto è attribuito a P.M. Bagnatore, allievo dell’Orsi (come ricorda la lapide posta in una pilastrata del transetto). I lavori sono terminati nel 1620 dal capo mastro Giovanni Righini.
1642 - 1652 (ristrutturazione intero bene)
Intorno alla metà del XVII secolo viene intrapreso un importante intervento di ristrutturazione al termine del quale la chiesa assume l’aspetto attuale. Vengono rifatti il coro, la cupola, parte del transetto. I finestroni a mezzaluna vengono modificati in rettangolari. Viene rifatta la sagrestia (1647-48). A sovrintendere i lavori viene chiamato il valtellinese Niccolò Sebregondi.
1653 - 1780 (restauri intero bene)
Vari lavori di restauro vengono compiuti tra il 1653 e il 1780: 1653: restauro della cappella di S. Cassiano 1655: costruzione stalli del coro 1661: decorazione dell’arco trionfale della cappella del SS. Sacramento 1704: decorazione arco trionfale cappella del SS. Crocifisso 1714: decorazione arco trionfale della cappella della Madonna del Buon Consiglio 1724: alzate di 80 cm le volte degli oratori del SS. Sacramento e della B.V. del Rosario 1780: restauro sagrestia; rifacimento pavimento
1753 - 1753 (progetto facciata esterno)
A metà Settecento risale il progetto di completamento della facciata della chiesa ad opera dell’architetto Gian Battista Cattani Cavallari di Reggio. Anche Lelio Orsi, progettista della chiesa, aveva eseguito un disegno per la facciata. E’ possibile che il Cattani sia intervenuto apportando alcune modifiche al progetto dell’Orsi (n.d.c.)
1829 - 1890 (restauri intero bene)
Anche nel corso del XIX secolo vengono attuati diversi interventi di restauro: 1829: il pittore Lorenzo Montavoci decora il soffitto e le pareti dell’Oratorio del Battesimo; 1834: Montavoci decora il soffitto e le pareti della sagrestia; 1839: Rifatto il selciato “a battuto” della sagrestia; 1847: Rifatta la volta nell’Oratorio del SS. Sacramento; 1887-90: durante l’esecuzione di imponenti lavori di restauro vengono aperti gli archi di passaggio fra le cappelle laterali.
1858 - 1858 (statue in facciata esterno)
Nel 1858, nelle nicchie della facciata vengono collocate le statue raffiguranti Cristo Gesù, Maria Immacolata, Santo Stefano e San Cassiano protettore della città. Sono opera dello scultore di Parma, Antonio Ilarioni.
1866 - 1866 (mutamento giurisdizione ecclesiastica carattere generale)
La chiesa passa dalla diocesi di Reggio a quella di Guastalla dopo il 22 luglio 1866.
1906 - 1906 (consacrazione chiesa carattere generale)
Il 27 giugno 1902 la chiesa viene solennemente consacrata.
1957 - 1967 (restauro generale intero bene)
Dalla relazione tecnica allegata al progetto di restauro del sagrato redatto dall’arch. Sergio Cabassi (2013) si apprende che tra il 1967 e il 1967 sono stati attuati importanti interventi di trasformazione all’interno della chiesa che hanno riguardato, oltre la rimozione del pulpito e delle balaustre in legno delle cantorie, la realizzazione delle attuali balaustre in muratura intonacata, la demolizione degli altari di S. Lorenzo e S. Michele sulle testate del transetto, la realizzazione del nuovo altare maggiore e tutti quelli delle cappelle (su progetto dell’arch. Giuseppe Menozzi di Mantova), il rifacimento dell’intero pavimento e l’installazione dell’impianto di riscaldamento. I nuovi altari vengono consacrati il 22 maggio 1967.
1987 - 1992 (consolidamento strutturale intero bene)
In seguito al terremoto del 1987 la chiesa riporta gravi lesioni alla cupola e nella parte alta del campanile. Su progetto dell’ing. Dazzi viene effettuata una cerchiatura estradossale della cupola mediante tre tiranti in acciaio. Successivamente, nel 1992, vengono compiuti lavori di restauro su progetto degli architetti Gianfranco Varini e Paola Ciroldi. Tali opere hanno riguardato in particolare la deumidificazione delle murature, la finitura delle pareti interne, il restauro degli affreschi e delle decorazioni delle cappelle, il restauro/sagramatura della facciata.
1996 - 2002 (consolidamento strutturale intero bene)
Dopo l’evento sismico del 1996 viene redatto un progetto di consolidamento e miglioramento antisismico da parte dell’arch. Sergio Cabassi che prevede un insieme di opere, tra le quali: - inserimento di un tirante nella muratura dell’aula; - inserimento di due catene negli archi trionfali tra il transetto, la navata e il presbiterio; - solidarizzazione nel sottotetto delle catene lignee alle murature e dei vari elementi lignei dell’orditura principale fra di loro e con le murature perimetrali; - ripristino della continuità muraria nelle nervature della cupola; - riparazioni nelle volte, sia all’intradosso (cunei metallici), sia all’estradosso (malta di calce idraulica); - scuci-cuci localizzati; - catene nelle reni degli archi delle cappelle laterali; - riempimento dei rinfianchi delle volte con conglomerato alleggerito; - ancoraggio della facciata con un tirante inserito nello spessore della muratura. E’ stato anche effettuato il consolidamento del manto di copertura.
2013 - 2013 (restauro sagrato esterno)
Al 2013 risale il progetto di riparazione, risanamento conservativo e consolidamento della pavimentazione dei gradini e dei fittoni del sagrato da parte dell’arch. Sergio Cabassi.



Descrizione  Quando Alfonso I Gonzaga affida l’incarico di progettare la chiesa di Santo Stefano all’illustre pittore e architetto locale Lelio Orsi (1511-1587) il cantiere per la costruzione della nuova chiesa era già stato avviato da alcuni decenni sulla base di un disegno precedente, ma i lavori procedevano stentatamente. Con il progetto dell’Orsi la chiesa viene rifondata a partire dal 1567 e il 15 agosto 1582 viene solennemente benedetta. L’aspetto attuale verrà raggiunto grazie ad un intervento di ristrutturazione attuato a metà del XVII secolo. L’impianto planimetrico, in gran parte originale, è a croce latina con la navata fiancheggiata da quattro cappelle per lato, delle quali le prime due vicino all’ingresso più profonde. Quella sul lato destro è detta del SS. Sacramento. Ha decorazioni scultoree a stucco ad opera di M. Ferraboschi (1661); le statue degli Evangelisti sono di Carlo e Michele Costa, milanesi (1724); la volta è stata attribuita al reggiano Eustachio Rustichelli, 1858. Sul lato opposto, la cappella della Madonna del Rosario è stata fondata da Vittoria Capua, moglie di Alfonso I Gonzaga, come sede della Confraternita del SS. Rosario (1583). All’incrocio della navata con il transetto è posta la cupola emisferica con lanterna. Il presbiterio termina con un’abside semicircolare al centro della quale, entro un’ancona in stucco con cariatidi femminili al posto delle colonne, è collocata la pala d’altare raffigurante il Martirio di S. Stefano, opera del XVII secolo attribuita a Pietro Desani. L’altare maggiore conserva l’urna d’argento sbalzato (1673) contenente le reliquie di S. Cassiano, patrono di Novellara. Le linee architettoniche dell’interno sono definite dall’impiego di membrature di ordine dorico. La trabeazione con fregio a triglifi percorre tutto il perimetro della chiesa conferendo unitarietà d’insieme. Il prospetto di facciata è definito da una composizione basata su due coppie di paraste di ordine dorico che reggono il frontone triangolare con acroteri ai lati e croce in vertice. Il portale di ingresso è sormontato da una finestra a serliana con volute appena aggettanti. I corpi laterali individuano le due cappelle del SS. Sacramento e della Madonna del Rosario. Il disegno della facciata si deve a Lelio Orsi ma il suo completamento è stato attuato alla fine del Settecento ad opera dell’architetto Gian Battista Cattani Cavallari di Reggio Emilia. Le quattro statue poste all’interno delle nicchie sono dello scultore bergamasco Antonio Ilarioni che le ha realizzate nel 1858. Raffigurano Cristo Risorto, la Madonna Immacolata, S. Stefano Protomartire, San Cassiano Vescovo.

Impianto strutturale
Dalla Relazione tecnica allegata al progetto di riparazione dei danni in seguito al sisma del 1996 (2001) si apprende che la muratura portante è costituita da mattoni pieni di laterizio. Sulla muratura poggiano le strutture di copertura, la volta a botte della navata e le volte a crociera delle cappelle. All’incrocio tra navata e transetto quattro arcate a tutto sesto sostengono un tamburo a base quadrata sul quale poggia la cupola. La cupola termina con una lanterna ottagonale.
Pianta
L’impianto planimetrico, in gran parte originale, è a croce latina, con l'unica navata fiancheggiata da quattro cappelle per parte, delle quali le prime due vicino all’ingresso più profonde e a pianta quadrata. L’incrocio del transetto con la navata individua la cupola semisferica con al centro la lanterna. Sul transetto si aprono due piccole cappelle sul lato ovest. Dal transetto nord è possibile raggiungere il vano che contiene il fonte battesimale. Il presbiterio termina con un’abside semicircolare. La sagrestia è collocata sul lato sud della chiesa raggiungibile attraverso un corridoio adiacente il presbiterio. Sul lato opposto è situata la torre campanaria a base quadrata.
Interno
Le linee architettoniche dell’interno sono definite dall’impiego di membrature di ordine dorico. Dalle paraste si sviluppano le nervature della volta della navata. La trabeazione con fregio a triglifi percorre tutto il perimetro della chiesa conferendo unitarietà d’insieme ad una configurazione spaziale nella quale sono presenti unità ben distinte. L’altare maggiore è stato riformato nel 1959. Conserva l’urna d’argento sbalzato (1673) contenente le reliquie di S. Cassiano, patrono di Novellara. L’ancona in stucco dell’abside ha una struttura architettonica costituita da semicolonne di ordine ionico con fusto formato da cariatidi femminili e frontone spezzato con cartiglio ovale al centro. La pala d’altare ritrae il Martirio di S. Stefano, un’opera del XVII secolo attribuita a Pietro Desani. Nella curva absidale sono pure collocati sedici stalli in noce massiccio del coro, progettato e costruito nel 1652 da Ventura Forti di Bologna. Nelle cantorie del presbiterio si conservano pregevoli opere d’arte: l’Ascensione di Cristo nella cantoria di destra (dipinto su tela di Pietro Maria Bagnatore, 1580) e, sotto di essa, l’Incontro di Abramo con Melchisedech e schiere di armati (opera del Bagnatore, 1593). L’organo a canne di concezione barocca, ma ridotto nelle dimensioni, è situato nella cantoria del lato opposto e, sotto di essa, l’Ultima Cena (dipinto su tela di ignoto pittore reggiano della seconda metà del XVI secolo). L’organo ha una storia piuttosto complessa. Un primo strumento viene commissionato nel 1598 dalla contessa Vittoria di Capua, moglie di Alfonso I Gonzaga, all’organaro cremonese Lorenzo Stanga, ma sembra che abbia avuto vita assai breve visto che la medesima committente nel 1612 ne promuove la costruzione di uno nuovo ad opera di Vincenzo Colonna. Difficile dire se la cassa lignea risalga allo strumento dello Stanga o del Colonna. Intorno al XVIII secolo l’organo assume una fisionomia fonica abbastanza vicina all’attuale, ma un radicale intervento di riforma viene condotto dei fratelli Rasori di Bologna intorno al 1890 circa. Vi è chi sostiene che con questo intervento lo strumento ne risulterà impoverito, snaturato nella sua concezione barocca. Nel 1983, grazie ad un restauro operato dall’organaro Luciano Norbiato di Casalserugo, l’organo è stato riportato ad una dimensione fonica di tipo barocco. La pavimentazione della chiesa è in lastre di marmo con corsia centrale e bordo perimetrale. Le cappelle laterali sono rialzate di un gradino. Tutte sono dotate di altare. Nella controfacciata interna, sopra il portale, uno stemma austro-estense ricorda che questa chiesa è stata patronato dell’Arciduca d’Austria Ferdinando d’Asburgo Lorena e di Maria Beatrice d’Este, duchessa di Modena, Parma e Reggio. E’ opera di Lorenzo Montavoci (1826).
Cappelle laterali
CAPPELLE DEL LATO DESTRO. Prima cappella di destra (Cappella del SS. Sacramento). Entrando in chiesa, sulla destra, si trova la cappella del Santissimo Sacramento. Nell’arco trionfale, decorazioni scultoree a stucco ad opera di M. Ferraboschi (1661) che ha realizzato un’opera derivata da una miniatura di L. Orsi. Sono presenti candelabre, putti, racemi e foglie di acanto a bassorilievo. Anche la statua di S. Gerolamo è opera del Ferraboschi. Le statue a tutto tondo degli evangelisti Marco, Matteo, Giovanni, Luca sono opera di Carlo e Michele Costa, milanesi (1724). La volta è stata attribuita al reggiano Eustachio Rustichelli, 1858. La pala d’altare raffigura l’Ultima Cena. L’ha eseguita il pittore novellarese Jacopo Borbone all’inizio del XVII secolo. Seconda cappella destra (Cappella di S. Francesco d’Assisi e S. Francesco di Sales). Nella seconda cappella sullo stesso lato, entro un’ancona in legno policromo dipinto a finto marmo è presente un dipinto raffigurante i santi Francesco d’Assisi, Francesco di Sales e un angelo attribuito a Giorgio Anselmi (1763). Terza cappella destra (Cappella di S. Lucia e S. Antonio da Padova). La cappella seguente contiene un dipinto di Francesco Camuncoli che rappresenta la Madonna con il Bambino in trono, e i santi Lucia, Sebastiano, Rocco e Antonio Abate (1772). L’ancona in stucco e scagliola entro la quale è inserito è opera di Antonio Casalgrandi artista di Correggio (XVIII sec.). Il paliotto in scagliola su fondo nero con decorazione policroma e Annunciazione al centro è stato attribuito a Giovanni Pozzuoli (XVIII sec.), ma recenti studi riterrebbero valida anche l’attribuzione alla coppia Massa-Pozzuoli. Quarta cappella destra (Cappella di S. Caterina d’Alessandria). Nella quarta cappella si venera Santa Caterina d’Alessandria il cui martirio è raffigurato nella pala d’altare, opera di Benedetto Gennari il Giovane (1666). La pala è inserita all’interno di un’ancona in stucco policromo e dipinto. Nella lesena di destra della cappella vi è il sepolcro di Lelio Orsi, pittore e architetto nativo di Novellara, progettista della chiesa. La lastra sepolcrale ricorda la sua grandezza nell’architettura e nella pittura. Le spoglie dell’artista erano state dapprima trasferite sotto la cupola (1773) e solo successivamente, i resti mortali sono stati riposti in un’urna di legno e collocati nella lesena di questa cappella dove tuttora si trovano.
Cappelle laterali
CAPPELLE DEL LATO SINISTRO. Prima cappella di sinistra (Cappella della Madonna del Rosario). Sul lato sinistro della chiesa (fianco sud) la prima cappella è nota come Oratorio della Madonna del Rosario. La statua della Vergine in legno policromo (inizio XVII sec.) è contenuta all’interno di una nicchia facente parte di un’ancona in marmo di Verona con tonalità violacee, grigio e rosso cupo (1769). Intorno alla statua della Madonna, racchiusi in eleganti cornici rococò in legno dorato, vi sono i Misteri del Rosario, attribuiti a Giorgio Anselmi (1763). L’oratorio costituisce una piccola ma raffinata pinacoteca. Ai lati: Maddalena penitente (XVII sec.), ovale raffigurante S. Stefano martire (inizio XVIII sec.). Nella parete sinistra: Sacra famiglia, S. Elisabetta e angeli (attribuito a Sebastiano Filippi, detto il Bastianino, seconda metà XVI sec.), Presentazione al tempio (XVII sec.), Ecce Homo, derivata da un prototipo tizianesco. Nella parete di destra: Madonna con il Bambino e S. Giovanni (Madonna del gatto), copia fatta da J. Borboni (XVII sec.) dall’originale di Giulio Romano, S. Girolamo penitente (scuola guercinesca del XVII sec.), Crocifissione (pittore locale fine XVII sec.). La cappella è stata fondata da Vittoria Capua, moglie di Alfonso I Gonzaga, come sede della Confraternita del SS. Rosario (1583). Vi si conserva anche la meridiana solare progettata e realizzata dall’ing. Bernardino Taschini all’inizio dell’Ottocento. Seconda cappella di sinistra (cappella di S. Giuseppe). La cappella successiva è stata eretta dalla famiglia Scardova verso la fine del XVII sec. Presenta un’ancona in stucco e scagliola dipinta. In basso urna dorata del XVIII secolo contenente le reliquie di S. Clemenza, compatrona di Novellara. Sopra l’altare dipinto su tela raffigurante la Madonna della Ghiara, S. Bernardino da Siena e S. Giuseppe, di ignoto pittore locale (seconda metà sec. XVII). Il dipinto è stato restaurato nel 2006. L’altare conserva un paliotto in scagliola policroma su fondo nero con due vasi di fiori ai lati e al centro un ovale con la raffigurazione della Madonna con il Bambino. E’ attribuito a Giovan Marco Balzelli. Terza cappella di sinistra (cappella di S. Agostino). Nella terza cappella si venera la Beata Vergine con il Bambino e i santi Agostino e Monica. Il dipinto è attribuibile a Jacopo Barboni, novellarese (secondo decennio del XVII secolo). E’ collocato all’interno di un’ancona in legno intagliata e dipinta a finto marmo eretta dalla congregazione dei Sarti nel 1711. Nell’altare, paliotto in scagliola su fondo nero con al centro la Madonna delle Grazie, opera attribuita al carpigiano Giovan Marco Barzelli, XVII sec. Quarta cappella di sinistra (cappella di Maddalena Penitente). La quarta cappella ha un’ancona in scagliola policroma e stucco. L’altare è stato eretto dalla famiglia Zuccardi-Grisanti nel 1661. In basso urna in legno dorato e argentato contenente le reliquie di S. Narciso M., compratrono di Novellara, insieme a S. Cassiano. La pala d’altare raffigura la Maddalena penitente, dipinto eseguito dal Camuncoli alla fine del XVIII secolo, copiando un dipinto attribuito al Reni, qui esistente e ora disperso.
Transetto
TRANSETTO DESTRO. Il braccio destro del transetto conserva un dipinto su tavola attribuibile a Lelio Orsi e a P.M. Bagnatore (1567-75) raffigurante il Martirio di San Lorenzo. Sono presenti decorazioni ad affresco con prospettiva architettonica ad esedra e finte statue dei santi Pietro e Paolo rese a monocromo attribuite al pittore novellarese Giovanni Brioni (1800 ca.). Al centro finta ancona con paraste e candelabro giallo-oro su fondo verde (1798). Sotto al dipinto, ancorato alla parete, è collocato un paliotto in scagliola policroma del famoso scaglio lista carpigiano Giovanni Massa. Proviene dalla vicina chiesa dei Servi . Sul transetto di affaccia la cappella della Madonna del Buon Consiglio (o del Pilastro o dei Ghisoni). Ha una ricca decorazione a stucco di Carlo, Antonio e Michele Costa (1718) con angeli su volute che reggono una cornice sulla quale scende un altro angelo portando una corona; sul frontone altri due angeli reggono un baldacchino. La volta è ornata con Cherubini, le pareti con festoni di frutta e conchiglie. Nell’ovale sopra l’altare sono raffigurati S. Gaetano da Thiene e S. Margherita da Cortona, dipinto attribuito ad Antonio Consetti (sec. XVIII) secondo alcuni, alla scuola veneta secondo altri. Al centro dell’opera è inserito un dipinto di piccole dimensioni attribuito a Francesco Camuncoli raffigurante la Madonna del Buon Consiglio. Sulla parete destra della cappella vi è l’Assunzione di Maria e a sinistra l’allegoria mariana “Exaltata sum in Libano”. Le linee architettoniche della cappella e la modellazione degli altorilievi presentano una stretta affinità con le decorazioni degli altari del transetto del santuario della Beata Vergine della Porta di Guastalla nella quale Michele Costa aveva lavorato all’inizio del XVIII secolo insieme ad Antonio e Carlo Ferraboschi. Da un’apertura nel transetto è possibile raggiungere un vano che contiene il Fonte Battesimale. E’ un’opera del 1750 attribuita al marmorino carrarese Pompeo Franchi. La vasca è a forma di conchiglia. Tutto l’insieme abbonda di ornamenti ed è concluso superiormente da una statuetta raffigurante San Giovanni Battista. TRANSETTO SINISTRO. Il braccio sinistro del transetto ha un altare dedicato a San Michele Arcangelo ritratto da Mario Lodi (allievo dell’Orsi, 1595 ca.) nell’atto di trafiggere il demonio. L’altare ha un paliotto in scagliola con decorazioni floreali policrome, attribuibile al sacerdote reggiano Giuseppe Guidelli (XVIII sec.). Sulla parete di fondo, decorazione prospettica ad affresco eseguita nel 1855 da E. Rustichelli. Sul transetto si apre anche una piccola cappella detta della Rivelazione (o di Domenico Barca o di Gesù Crocifisso) con parete decorata da G. M. Mazza (1704) con cherubini, angeli e simboli della Passione di Cristo. Al centro, Gesù Crocefisso.
Prospetti
Tutti prospetti esterni della chiesa sono in cotto con cornice a dentelli lungo i fianchi. Il corpo centrale della facciata è definito da una composizione basata su due coppie di paraste di ordine dorico su un alto basamento che reggono il frontone triangolare con acroteri ai lati e croce in vertice. Il portale di ingresso è sormontato da una finestra a serliana con volute appena aggettanti e cornice ad arco. I corpi laterali individuano le due cappelle del SS. Sacramento (lato dx) e della Madonna del Rosario (lato sinistro). Sono definite da lesene doriche reggenti un frontone arcuato e con una finestra polilobata al centro. Il disegno della facciata si deve a Lelio Orsi (metà XVI secolo), ma il suo completamento risale alla fine del Settecento si deve all’architetto Gian Battista Cattani Cavallari di Reggio Emilia. Le quattro statue in scagliola poste nelle nicchie sono dello scultore bergamasco Antonio Ilarioni che le ha realizzate nel 1858. Raffigurano Cristo Risorto, la Madonna Immacolata, S. Stefano Protomartire, San Cassiano Vescovo.
Coperture
Dalla Relazione tecnica allegata al progetto di riparazione dei danni in seguito al sisma del 1996 (2001) si apprende che la copertura ha una struttura lignea costituita da capriate, travi secondarie, travetti, piccola orditura, lastre di fibrocemento. Il manto è in coppi.
Campanile
La torre campanaria sorge sul lato nord della chiesa. E’ stata eretta nel 1616 su disegno P. M. Bagnatore e portata a termine nel 1620 da Giovanni Righini.



Adeguamento liturgico  presbiterio - intervento strutturale (1965-75)
Smontaggio altare maggiore.
presbiterio - aggiunta arredo (1965-75)
Collocazione mensa per la celebrazione rivolta verso l’assemblea.
aula - intervento strutturale (1957)
Rimozione pulpito.






Collocazione geografico - ecclesiastica


Regione Ecclesiastica Emilia-Romagna
Diocesi di Reggio Emilia - Guastalla
Vicariato di Guastalla
Parrocchia di Santo Stefano

Piazza Marconi - Novellara (RE)


Edifici censiti nel territorio
dell'Ente Ecclesiastico


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