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beni culturali della Chiesa cattolica
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restauro
adeguamento liturgico
Torre Boldone
Bergamo
chiesa
parrocchiale
S. Martino
Parrocchia di San Martino Vescovo
Impianto strutturale; Pianta; Pavimenti e pavimentazioni; Elementi decorativi
altare - aggiunta arredo (1974)
X - 1740(preesistenze carattere generale); 1745 - 1745(costruzione intero bene); 1786 - 1786(costruzione campanile); 1818 - 1953(completamento campane); 1864 - 1864(parrocchialità carattere generale); 1892 - 1892(ampliamento avancorpo); 1894 - 1894(rifacimento pavimentazione); 1932 - 1932(rifacimento facciata)
Chiesa di San Martino
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa di San Martino <Torre Boldone>
Altre denominazioni S. Martino
Autore (ruolo)
Fornoni, Elia (progetto di ampliamento (1892))
Caniana, Giovanni Battista (progetto intero bene )
Ambito culturale (ruolo)
maestranze bergamasche (costruzione)
Notizie Storiche

X - 1740 (preesistenze carattere generale)

La prima chiesa parrocchiale del nostro paese, dedicata a San Martino e precedente all’anno 1000, venne demolita nel 1740, insieme al campanile, per poter utilizzare i materiali da costruzione per la “fabbrica” della nuova chiesa.

1745  (costruzione intero bene)

Ultimata nelle sue parti essenziali, la chiese venne solennemente benedetta il 14 novembre 1745 e il S.Sacramento venne portato in solenne processione dalla vecchia chiesa alla nuova. In quel momento nacque il toponimo di “S. Martino vecchio” per indicare la vecchia chiesa parrocchiale ma anche il quartiere che la circonda. Vennero poi trasferite le reliquie e tutte le suppellettili: statue, quadri, marmi, paramenti e altro.

1786  (costruzione campanile)

i capi famiglia di Torre Boldone si riunirono per decidere di portare a termine i lavori della chiesa. Fu in quell’occasione che per la prima volta si parlò di un campanile vero, in muratura, più dignitoso della struttura in legno, posta davanti alla chiesa, che sosteneva le campane.

1818 - 1953 (completamento campane)

le campane posate nel 1818 furono requisite nel periodo dell’ultima guerra: quelle che sentiamo ora sono lì dal 1953

1864  (parrocchialità carattere generale)

il 25 settembre 1864 la nuova chiesa venne solennemente consacrata col titolo di San Martino di Tours e nell’altare vennero inserite le reliquie dei santi Benedetto, Vincenzo e Valentino

1892  (ampliamento avancorpo)

nel 1892 venne costruito, su progetto di Elia Fornoni, il prolungamento della chiesa verso il sagrato;

1894  (rifacimento pavimentazione)

venne posato il pavimento interno della chiesa in marmo bianco di Seravezza e nero di Varenna.

1932  (rifacimento facciata)

vengono eseguiti ritocchi nelle tinte, sulle pareti esterne della chiesa
Descrizione

La parrocchiale è orientata in direzione sud-nord e la sua facciata è preceduta sul lato nord da un sagrato pavimentato con porfido stilato; questo sagrato accompagna la chiesa anche sui lati est ed ovest. E’ molto visibile nel volume della chiesa l’aggiunta fatta dal Fornoni, è un corpetto assai più modesto di quello della chiesa originaria, che era a croce greca, con ampia aula centrale ottagonale sormontata da cupola, sorretta da otto contrafforti con statue, in seguito ampliata e trasformata in una chiesa con pianta a croce latina. Sempre all’esterno, staccata dalla chiesa sul lato verso ovest è la torre campanaria tutta in cotto stilato che partendo da una base quadrata si trasforma in tronco ottagonale e poi a disegno circolare, ed è conclusa da una cupoletta. La facciata architettonicamente è molto semplice ed è costituita da un’unica campitura delimitata ai lati da due lesene. Un cornicione orizzontale la divide in due ordini: quello inferiore è interessato dal vecchio portale in marmo di Zandobbio della chiesa originaria ivi trasferito, mentre quello superiore da una finestra semicircolare in muratura. Un timpano triangolare conclude la facciata stessa. Superato l’ingresso si perviene al vano della chiesa ove nel primo tratto è assai evidente l’aggiunta. E’ una campata di navata coperta da tazza circolare con ai lati sfondati ad arco, ciascuno dei quali, nella parte inferiore, ospita due altri sfondati più piccoli ad arco ove trovano posto il battistero ed un confessionale. Si perviene cosi alla vecchia e grande aula a pianta ottagonale coperta da cupola ad otto spicchi ben illuminata da sei finestre ricavate sopra il cornicione. Nei quattro lati maggiori dell’ottagono, grandi aperture ad arco servivano da innesto alle quattro braccia della croce e immettono oltre che nella navata d’ingresso, nel presbiterio e nelle due cappelle laterali principali. I lati minori dell’ottagono presentano aperture ad arco di minor altezza e profondità; solo le due ai lati del presbiterio accolgono due cappelle minori. Le altre due, poco profonde, ospitano due confessionali. Il presbiterio sopraelevato di tre gradini, dopo il suo primo tratto costituito dal braccio della croce greca si apre in uno spazio più ampio, coperto da tazza ellittica nel quale è accolto il vecchio altare barocco e attorno ad esso il coro. Due finestre ai lati danno luce al presbiterio.
Impianto strutturale
edificio in muratura continua
Pianta
pianta a croce latina
Pavimenti e pavimentazioni
internamente la chiesa è pavimentata con piastrelle in marmo bianco di Seravezza e nero di Varenna posato a scacchiera
Elementi decorativi
Le lesene che adornano l'architettura della chiesa sono decorate con angioletti dipinti recanti cartigli, messali, tiare e sono arricchite da fregi dorati.
Adeguamento liturgico

altare - aggiunta arredo (1974)
secondo le direttive dettate dal Concilio Vaticano II viene posato un nuovo altare comunitario. L'altare, prodotto dalla ditta Remuzzi e disegnato da Gambirasio Giuseppe , viene realizzato in marmo nero del Belgio scolpito.
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